Le raffigurazioni di Maometto nell’Arte cristiana: un breve viaggio tra le immagini del Profeta

Quali sono le raffigurazioni di Maometto nell'Arte cristiana? Le più famose sono quelle legate alla tradizione dantesca della Divina Commedia.

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    Le raffigurazioni di Maometto nell’Arte, compresa quella cristiana, hanno suscitato, da sempre, un problema legato all’ammissibilità delle immagini: una parte della cultura islamica, infatti, vieta le rappresentazioni visive del Profeta poiché questo tipo di forma artistica incoraggia l’idolatria. Non solo l’Islam, anche altre grandi religioni – vedi il Giudaismo e lo stesso Cristianesimo – hanno proibito, nel corso della loro storia, la rappresentazione in immagini delle loro figure religiose. Nel caso dell’Islam, però, il problema è molto più complesso.

    La schiera dei musulmani più intransigenti, infatti, quelli che considerano Maometto una figura sovrumana, sostengono che, per questo motivo, sia assolutamente proibito raffigurarlo, sia nel mondo dell’Arte che, peggio ancora, in quello dei fumetti – e i recenti fatti di Parigi lo dimostrano ampiamente. Le vignette, infatti, sarebbero le rappresentazioni peggiori, quelle doppiamente blasfeme, sia perchè ritraggono il Profeta, sia perché lo diffamano. Questo è l’atteggiamento estremo di quella schiera più intransigente di musulmani, quelli che, (forse) loro malgrado, alimentano l’ideologia malata dei terroristi che, in nome di una religione di cui si distorce il messaggio, assaltano chiese, ambasciate, redazioni.

    Ma, tornando al discorso iniziale, quali sono le raffigurazioni di Maometto nell’Arte cristiana? Quelle relative alla Divina Commedia di Dante la fanno da padrone, ma non vi sono soltanto quelle. Sfogliate le pagine seguenti: noi ve ne proponiamo brevemente alcune.

    Maometto torturato all’Inferno, Giovanni da Modena, Basilica di San Petronio, Bologna

    Come dicevamo, Dante colloca Maometto all’Inferno, nel ventottesimo canto dove, esattamente nella nona bolgia dell’ottavo cerchio, sono puniti i seminatori di discordia e scismi. Qui si trova anche il Profeta musulmano che, secondo quanto si pensava nel Medioevo, aveva compiuto uno scisma all’interno della Cristianesimo.

    Maometto all’Inferno, Paul Gustave Doré

    Paul Gustave Doré, pittore ed incisore francese, è stato, tra l’altro, anche un illustratore di straordinario talento: famosissime, infatti, sono le sue illustrazioni della Divina Commedia, realizzate tutte tra il 1861 e il 1868. Questa, in particolare, rappresenta Maometto mentre di squarcia il petto: così facendo il Profeta vorrebbe suscitare compassione nel Sommo Poeta il quale, però, lo guarda con sdegno. Ciò che gli rimprovera, come dicevamo, non è tanto il fatto di professare una falsa religione, quanto di aver provocato la separazione della comunità degli uomini, ossia dell’intero Cristianesimo.

    Maometto si squarcia il petto, William Blake

    Anche in questa immagine, opera di William Blake, Maometto viene raffigurato nell’intento di squarciarsi il petto: come il Profeta divise le genti ora lui stesso è diviso in due. Dal lungo taglio che gli attraversa il corpo fuoriescono gli organi interni, che il Sommo Poeta descrive in maniera piuttosto volgare.

    Maometto e il monaco Sergio, Lucas van Layden

    Questa incisione del 1508, opera dell’artista olandese Lucas van Leyden, ritrae il Profeta insieme a Bahira, conosciuto anche come il monaco Sergio. Secondo la tradizione islamica, questo eremita cristiano avrebbe riconosciuto nel giovane Maometto il futuro carismatico profeta, notando un segno distintivo (una sorta di neo) che il ragazzo aveva all’altezza della scapola destra. L’incontro tra i due, stando alla leggenda, sarebbe avvenuto durante un viaggio che il giovane avrebbe compiuto, alla volta della Siria, insieme allo zio-tutore Abu Talib.

    Illustrazione tratta da Vita di Maometto, di Humphrey Prideaux

    Humphrey Prideaux, teologo ed ebraista inglese di fine Seicento, fu autore di una Vita di Maometto, tra le prime ad apparire in Europa. Questa illustrazione, che accompagnava il testo in questione risalente al 1699, ritrae il profeta con in mano una spada e una mezzaluna, nell’atto di calpestare il globo, una croce e i dieci comandamenti.