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Artisti italiani contemporanei più quotati: i 5 più famosi

Artisti italiani contemporanei più quotati: i 5 più famosi
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    Chi sono gli artisti italiani contemporanei più quotati e più famosi? Scorrendo qualche resoconto sulle aste internazionali degli ultimi anni si scopre come spesso a farla da padrone sia proprio l’arte di casa nostra. Non solo per le stime da capogiro proposte per le opere, ma – soprattutto – per quelle con le quali vengono battute. Qualche esempio? Durante un’asta Sotheby’s di arte moderna e contemporanea tenutasi a Milano lo scorso anno, il top lot della serata è andato ad un’opera di Enrico Castellani dal titolo Superficie Bianca: partita da una stima di di 290-390mila euro, il dittico è stato battuto per la cifra record di 901,500 euro. Non solo. L’asta Christie’s di Londra, nel febbraio di quest’anno, è stata totalmente dominata da ben tredici artisti italiani con il primato assoluto per Combustione Plastica, di Alberto Burri, che ha raggiunto la cifra eccezionale di 4,6 milioni di sterline. Molti, dunque, sono gli artisti italiani contemporanei che hanno raggiunto, in tutto il mondo, quotazioni da capogiro. Noi ve ne vogliamo proporre 5: conosciamoli brevemente insieme.

    Classe 1930, Enrico Castellani è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte europea del secondo Novecento. Al 52° posto nella classifica mondiale – stilata da Artnet - dei cento artisti viventi al top del mercato, la sua produzione artistica si distingue per un nuovo concetto di arte caratterizzato da tele prevalentemente bianche estroflesse attraverso l’introduzione, al loro interno, di oggetti di varia natura. Definito dalla critica come ‘il padre del minimalismo‘ è riuscito a crearsi, fin dai primi anni, un’importante reputazione nell’ambito europeo e non solo, con l’assegnazione, nel 2010, del Premio Imperiale giapponese per la pittura, che, a livello mondiale, costituisce il riconoscimento più importante del settore.

    Famoso per le sue opere controverse e provocatorie, Maurizio Cattelan è stato definito dal critico d’arte Jonathan P. Binstock come ‘uno dei più grandi artisti post-duchampiani e un furbacchione, anche‘. Al 65° posto nella classifica di Artnet, si è fatto conoscere al mondo intero soprattutto con l’opera Strategie del 1990 – un castello di carte composto dalle copertine della nota rivista d’arte Flash Art – e La nona ora, del 2001, scultura dissacrante e, per alcuni, addirittura blasfema, che rappresenta Papa Giovanni Paolo II accasciato a terra, colpito da un meteorite. Insignito di numerosi riconoscimenti, gli è stata conferita, nel 2004, una Laurea Honoris Causa in Sociologia dall’Università degli Studi di Trento.

    Nato a Biella nel 1933, Pistoletto è uno dei massimi esponenti dell’Arte Povera italiana, una corrente artistica nata nel circuito torinese e posta in antitesi con l’arte tradizionale.

    Quest’ultima, infatti, soffocata da un linguaggio ormai superato, veniva definita dagli artisti ‘poveri’ incapace di parlare alla società contemporanea. Lo scopo perciò era quello di recuperare degli strumenti ‘poveri’ attraverso i quali creare le opere d’arte. Significativa, a tal proposito, è l’opera più conosciuta di Pistoletto, la Venere degli stracci, una statua che raffigura la dea mentre guarda una montagna, appunto, di stracci. Non solo. L’artista biellese si è distinto anche nel campo della pittura, realizzando opere in forma di stampe spesso attaccate ad uno specchio, per permettere a chi guarda di interagire con le figure e di entrare quasi dentro all’opera d’arte. Dopo Castellani, Pistoletto è stato il secondo italiano a vincere il Premio Imperiale giapponese per la pittura.

    Dopo le tele estroflesse di Castellani, l’arte provocatoria di Cattelan e quella povera di Pistoletto, con Valerio Adami ci addentriamo in un’altra delle correnti artistiche più significative sviluppatesi nell’Italia del Dopoguerra, quella cioè nata dall’influsso della Pop Art e in particolare dell’opera di Roy Lichtenstein. Apprezzato soprattutto all’estero, dove i suoi quadri raggiungono quotazioni particolarmente elevate, Adami inserisce nelle sue creazioni elementi politici, storici, erotici e letterari, trattati tutti con una buona dose di ironia. Che l’artista mette in luce soprattutto attraverso la rappresentazione di oggetti legati alla vita quotidiana.

    Concludiamo la nostra breve carrellata degli artisti italiani contemporanei più quotati con Mimmo Paladino, artista originario di Benevento che, dopo un approccio iniziale alla Pop Art, alla fotografia e all’Arte Concettuale, si concentra essenzialmente sulla pittura, sui colori e sul disegno, diventando una delle personalità più significative della Transavanguardia italiana. Affascinato dal concetto di simbolo, Paladino ha evoluto il suo stile anche grazie all’incontro con la cultura sudamericana, avvicinandosi, soprattutto negli ultimi decenni, alla scultura e alle installazioni. Sue, inoltre, le scenografie teatrali per gli spettacoli OEdipus Rex e Cavalleria Rusticana, allestiti nel 2007 al Teatro Regio di Torino, e quelle per il tour Work in progress che, nel 2010, ha visto riunirsi dopo 30 anni la coppia Lucio Dalla e Francesco De Gregori.

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