The Institute of Sexology: in mostra a Londra la storia dell’eros

The Institute of Sexology: in mostra a Londra la storia dell’eros
da in Arte, Artisti, Cultura

    S’intitola The Institute of Sexology la mostra evento in corso a Londra, presso la prestigiosa Wellcome Collection. Aperta al pubblico fino al 20 settembre 2015, la particolare esposizione racconta, senza veli, la storia della sessuologia intesa come vera e propria istituzione. Offrendo, attraverso gli oltre 200 oggetti esposti, le interpretazioni più curiose e suggestive legate all’ossessione umana nei confronti dell’eros. Un progetto ambizioso ‘con l’obiettivo di trasformarsi – ha spiegato la curatrice Kate Fordein un archivio permanente in grado di ispirare i visitatori su uno dei più affascinanti e immortali temi di tutti i tempi: l’erotismo‘.

    No Sex Please, We’re British‘, recita un popolare adagio britannico: la mostra in corso a Londra, tra gli eventi più chiacchierati dell’anno, si propone di demolire proprio questo tipo di immagine, che vuole il popolo inglese ancora, per certi versi, troppo puritano e moralista. Certo, lo spirito principale è un altro, come dicevamo, e cioè quello di raccontare, attraverso gli oggetti legati al mondo dell’eros – che spaziano dalle cartoline d’epoca, ai vasi dell’antica Grecia, dai primissimi sex toys agli allestimenti artistici contemporanei – ciò che, a dispetto dei più castigati, condiziona la vita di ognuno di noi: ossia le abitudini sessuali.

    La mostra non tralascia nulla: non solo oggetti e foto d’epoca, ma anche studi e reperti medici curiosi tra i quali i celebri esperimenti di noti sessuologi com Freud e Kinsey, insieme a provocazioni intellettuali come quelle di Marie Stopes che, ai primi del secolo scorso, scrisse un libro in cui accentuava l’importanza delle esigenze sessuali femminili ai fini di un’ottima intesa matrimoniale.
    A raccontare l’evoluzione delle pratiche erotiche nella storia ci saranno anche opere di artisti come Zanele Muholi, Sharon Hayes e Timothy Archibald, insieme alla vasta collezione di Henry Wellcome, appassionato collezionista e fondatore anglo-americano del museo.

    A margine dell’evento, nel corso dell’anno, la Welcome Collection ha in programma nuove installazioni a tema, opere inedite, dibattiti provocatori, performance e live, dislocati anche in altre città inglesi e tutti con lo scopo di approfondire il dibattito sulle teorie sessuali.

    Insomma, un evento unico che susciterà, com’è prevedibile, polemiche e dibattiti, ma che affronta un tema, tra il serio e il faceto, di uno degli aspetti fondamentali della vita di ogni essere umano.

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