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Libri di Natale da leggere: venti capolavori della narrativa

Libri di Natale da leggere: venti capolavori della narrativa
da in Cultura, Festa di Natale, Letteratura, Libri
Ultimo aggiornamento: Lunedì 22/06/2015 13:57

    Siete pronti per questo Natale 2014? Le festività si avvicinano sempre di più e la corsa ai regali impazza, seppur frenata dalla crisi economica. Magari avete in mente di regalare un bel libro per Natale, però temete che il destinatario del vostro dono abbia già tutte le ultime novità. Dunque perché non provare a gettarsi sui classici libri di Natale? Noi ne abbiamo scelti per voi dieci dei migliori: fate una breve indagine, scoprite se non li abbia già e correte in libreria a prenotare la vostra copia.

    Al primo posto di questa classifica dobbiamo per forza mettere ‘A Christmas Carol’ di Charles Dickens, traducetelo come più vi piace. Si tratta di un racconto morale vittoriano, dove troviamo un personaggio storico della letteratura, Ebenezer Scrooge, vecchio avaro, amareggiato dalla vita. Durante il corso del racconto subisce una vera e propria esperienza di redenzione, incontrando i fantasmi del Natale passato, presente e futuro. Grazie a loro ritroverà l’amicizia e il perdono, il tutto soffuso di una delicata atmosfera natalizia.

    Il Grinch non è mica solo Jim Carrey, ma nasce da ‘How the Grinch Stole Christmas’ del Dr. Strauss. Fondamentalmente il Grinch odia il Natale e tutta l’atmosfera natalizia in genere, ha un cuore piccino piccino e medita costantemente di rubare tutti i regali di Natale, per impedirgli di arrivare. Però a sorpresa il Natale arriva lo stesso e finalmente il Grinch capisce il significato vero di questa festività.

    Qui siamo di fronte a una poesia attribuita per tradizione a Clement Moore, ma sulla cui paternità ci sono ancora parecchi dubbi. La potete trovare sia col titolo ‘Twas The Night Before Christmas’ che con quello di ‘The Night Before Christmas’. Pubblicata per la prima volta nel 1823, dobbiamo a lei la concezione americana contemporanea di Babbo Natale, incluso l’aspetto fisico, lo svolgimento della visita notturna, il mezzo di trasporto, il numero e il nome delle renne e la consegna dei balocchi.

    ‘One Wintry Night’ di Ruth Bell Graham è un bellissimo libro illustrato. Narra la storia di un ragazzo ferito, bloccato in una tempesta di neve che viene accolto nella casa di tronchi di una donna, casa che era stata costruita anni prima dal nonno del ragazzo. A questo punto la donna si lancia nella storia del Natale, partendo dalla Creazione e arrivando alla Resurrezione. Si tratta in pratica di una sorta di rivisitazione della Bibbia.

    ‘The Best Christmas Pageant Ever’ è un romanzo di Barbara Robinson. In un paesino, anno dopo anno, viene raccontata la storia del Natale della Bibbia: Alice Wendleken è sempre Maria, mentre Elmer Hopkins, è sempre Giuseppe. Ma adesso le cose cambiano: la signora Helen Armstrong, la regista, cade e si rompe una gamba e il suo ruolo passa alla casalinga Grazia Bradley. Pessima notizia per i figli Beth e Charlie e per il marito Bob, che fanno sempre del loro meglio per sfuggire alla recita. A questo punto succede la tragedia: Charlie parla del progetto con i terribili fratelli Herdmans che decidono di partecipare più che altro per il pranzo domenicale gratis. Mentre le prove sono un disastro, alla fine i turbolenti fratelli si impegneranno per fare la miglior recita di Natale di sempre.

    ‘The Christmas Box’ è un libro di Richard Paul Evans. Qui viene raccontata la storia di una giovane coppia, Richard, il narratore e Keri: i due accettano di prendersi cura di Maria Parkin, una vedova solitaria nella sua grande villa vittoriana. Mentre il Natale si avvicina, Maria comincia ad ossessionare Richard per la sua incapacità di trovare del tempo da dedicare alla famiglia. Lei vuole fargli riconsiderare le sue priorità, ma lui è sempre troppo occupato per stare a sentire i suoi consigli. Sarà solo quando Maria si troverà sul letto di morte che Richard, tramite una lettera, capirà quello che la vegliarda voleva dirgli.

    Vi piacciono le storie di animali? Allora ‘The Crippled Lamb’ di Max Lucado fa per voi. Joshua è un agnello paralizzato, che gli altri animali della stalla lasciano sempre indietro. Tuttavia le sue lacrime di solitudine si trasformano in lacrime di gioia quando si rende conto che grazie all’indifferenza degli altri, rimane nella stalla proprio quando nasce Gesù Bambino.

    ‘The Christmas Tree’ di Judy Salamon è la storia del giardiniere capo del Rockfeller Center che soffre di una singolare fobia: ha paura del Natale perché gli tocca l’ingrato compito di selezionare il gigantesco albero di Natale, motivo di vanto del centro. Non gli sembra vero quando trova l’albero perfetto anzitempo, deve solo convincere le suore proprietarie del terreno sui cui l’albero è radicato a permettergli di tagliarlo. Peccato che qui incontri suor Anthony, una giovane orfana arrivata al convento che è diventata amica intima dell’abete norvegese che lei chiama ‘Tree’.

    Toglietevi dalla mente la trasposizione cinematografica, qui parliamo di ‘Polar Express’ di Chris Van Allsburg. Un ragazzo si trova pazientemente a letto la sera della vigilia di Natale. Qui viene raggiunto da un treno magico, il Polar Express. Invitato a viaggiare su di esso per raggiungere il Polo Nord, lui e parecchi altri bambini giunti a destinazione, vedono migliaia di elfi riuniti al centro della città in attesa della partenza di Babbo Natale. Il ragazzo scopre di essere il prescelto: a lui andrà il primo regalo di questo Natale e può scegliere qualsiasi cosa. Sceglie una delle campanelle della slitta, Babbo Natale gliela consegna e poi decolla. Tuttavia durante il viaggio di ritorno il bambino si accorge di aver perduto la campanella. Ma, sorpresa: il giorno di Natale trova un piccolo regalo nascosto dietro l’albero. E’ la sua campanella, riportatagli da Babbo Natale. Peccato che solo i piccini possano sentire il suo suono delicato. Gli adulti hanno perso la capacità di udire i suoni della magia.

    ‘The Greatest Story Ever Told’ di Fulton Oursler, narra la storia dei Vangeli del Nuovo Testamento, ma abbelliti con dettagli descrittivi, dialoghi e nuovi personaggi. Si tratta dunque di una narrazione romanzata che però riesce a rimanere fedele alle Sacre Scritture. Un libro assolutamente da leggere, ricco di messaggi religiosi e sociali.

    Storia tristissima, forse ancora peggio della Sirenetta. In realtà la storia si svolge a Capodanno, ma la bimba si intristisce guardando attraverso la finestra un albero di Natale e una famiglia felice. Lei è una bambina povera, costretta a fare su e giù per le strade, infreddolita e poco vestita, nel tentativo di vendere fiammiferi. Si avvicina la notte, il freddo è sempre più intenso, ma la piccina ha paura di tornare a casa perché non ha venduto abbastanza fiammiferi. Si accoccola in un angolo della strada e per scaldarsi accende i fiammiferi uno dopo l’altro. Ad un certo punto vede una stella cadente e si ricorda di quando la nonna, l’unica persona che le abbia mai dimostrato un po’ di affetto, le raccontava che una stella cadente indica qualcuno che sta per morire. Sulle prime è spaventata, ma poi vede il viso della nonna che le sorride dall’alto dei cieli e si rasserena. I passanti la troveranno morta congelata, con un sorriso sul viso l’indomani mattina. Ok, tirate fuori i fazzoletti.

    ‘Lo Schiaccianoci e il re dei topi’ è un racconto scritto nel 1816 da E.T.A. Hoffmann: il giocattolo preferito, lo Schiaccianoci, della giovane Marie Stahlbaum a Natale prende vita e la porta in un mondo magico, dove sconfigge il malvagio re dei topi. Nel 1892, il compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij e i coreografi Marius Petipa e Lev Ivanov trasformano la storia in balletto Lo schiaccianoci, uno dei più celebrati e apprezzati al mondo.

    ‘Il sarto di Gloucester’ è un romanzo per bambini di Beatrix Potter, che è stato pubblicato nel mese di ottobre 1903. Nei paesi anglosassoni è tradizione leggerlo la sera della vigilia di Natale. In pratica è la storia di un sarto che deve completare per il giorno di Natale un importante lavoro, ma si ammala e non ce la fa in tempo. Ma sorpresa: recandosi a bottega la mattina di Natale, scopre che il completo è tutto pronto, tranne il fiore all’occhiello perché non c’era più stoffa. A fare tutto il lavoro sono stati i topolini del negozio, per ringraziare il sarto di averli liberati dal gatto.

    In ‘Village Christmas’ di Miss Read, una nuova famiglia va ad abitare a Fairacre, ma è vista con sospetto dalle sorelle Waters, le vicine piuttosto anzianotte. Ma le cose cambiano quando una magia sconvolge entrambe le case il giorno di Natale. Intano nel vicino villaggio di Caxley, la signora Berry è alle prese con una movimentata vigilia di Natale. Entrambe le storie si risolveranno con il classico stile di Miss Read, sono calde e scoppiettanti come il fuoco di un camino ardente acceso a Natale.

    ‘Le lettere a Babbo Natale’ è una raccolta di lettere scritte e illustrate da JRR Tolkien fra il 1920 e il 1942 per i suoi figli. Raccontano delle avventure e disavventure di Babbo Natale e dei suoi aiutanti, fra cui l’orso polare del Nord e dei suoi due cuccioli, Paksu e Valkotukka. Questo è un libro particolarmente amato da coloro che amano Tolkien, ma ci dà anche la possibilità di vedere la sua scrittura concentrarsi su qualcosa di diverso dalla Terra di Mezzo.

    Ne ‘Il dono dei Magi’ di O. Henry facciamo conoscenza di Jim Dillingham Young e sua moglie Della, una giovane coppia molto innamorata, ma dagli scarsi mezzi economici. Per Natale Della decide di comprare una catena per l’orologio da tasca del marito, ma per acquistarla ricava i fondi necessari tagliandosi i lunghi capelli, vendendoli per fare una parrucca. Intanto Jim decide di vendere il suo orologio, dono del padre, per riuscire a comprare una bella serie di pettini in tartaruga per ornare la lunga chioma della moglie. Alla fine ciascuno dei due sarà deluso perché il regalo scelto è inutile, ma saranno anche felici perché le loro scelte riflettono il profondo amore che li lega. Love, love, love.

    ‘Esiste Babbo Natale?’ era il titolo di un editoriale che apparve nel 20 settembre 1897 nell’edizione domenicale del New York Sun. L’editoriale, che comprendeva la famosa risposta ‘Sì, Virginia, Babbo Natale esiste’, è diventata una parte indelebile della tradizione popolare di Natale negli Stati Uniti. Nel 1897, al dottor Philip O’Hanlon, assistente del coroner, venne chiesto dalla figlia Virginia di otto anni, se Babbo Natale esistesse davvero. Virginia aveva cominciato a dubitare dell’esistenza di un Babbo Natale, perché i suoi amici le avevano detto che non esisteva. Il Dr. O’Hanlon le suggerì di scrivere allora al New York Sun assicurandole che ‘Se lo vedi nel The Sun, allora è così’. Alla lettera rispose l’editore Francis Church, con la frase diventa celebre.

    ‘A child’s Christmas in Wales’ di Dylan Thomas è un classico di Natale che non dovrebbe mancare nelle case. Ci regala un racconto di ricordi, del tempo magico del Natale di quando si è bambini, fatto di regali, visite, zie e zii, del mare ghiacciato e della neve che cade. Ci sarà pur un motivo per cui questo libro viene ristampato da più di 50 anni, no?

    ‘Christmas In The Big Woods’ di Laura Ingalls Wilder fa parte della serie de I libri di Little House e pare che sia una saga amata da generazioni di lettori. Questo romanzo racconta la storia di Laura Ingalls, una bambina che viveva in una casetta nei boschi del Wisconsin, con il Pa, la mamma, le sorelle Mary e Carrie e con il bulldog Jack. Si tratta di storie di vita reale, con la piccola Laura che lavora sodo per rendere la casa calda e accogliente in previsione del Natale e dei rigori dell’inverno.

    ‘Vita e avventure di Babbo Natale’ di Frank Baum, il creatore del Mago di Oz, ci narra la storia di Babbo Natale, una volta un trovatello umano adottato dalle fate del bosco e che cresce nel mondo naturale attorniato da elfi, nani e spiriti immortali. Claus decide così che la missione della sua vita sarà quella di portare gioia ai bambini mortali, distribuendo giocattoli. La sua opera buona si diffonde presto in tutto il mondo e gli viene così concesso il mantello dell’immortalità. E ci viene spiegata la nascita di una delle tradizioni natalizie anglosassoni più diffuse, quella della calza appesa.

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