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Le notizie false che hanno cambiato la storia: l’effetto dei media sul destino dell’uomo

Le notizie false che hanno cambiato la storia: l’effetto dei media sul destino dell’uomo
da in Armi chimiche, Cultura, Ebraismo, Epidemia, Giornalismo, Times
Ultimo aggiornamento: Lunedì 17/11/2014 17:49

    Quante (e quali) sono le false notizie che hanno cambiato la storia? Da quelle che nessuno dice, a quelle che ci sconvolgono o che non si devono sapere, molte delle informazioni che riguardano il destino della collettività, sono ‘montate‘ dai giornali solo per garantire uno scoop che possa impressionare l’opinione pubblica. Senza considerare il fatto, però, che una notizia falsa spacciata per vera può avere conseguenze pericolose per l’intera collettività.

    Il ruolo dei media – e da questo non si può non prescindere – è più che mai importante nella vita dell’uomo: per la funzione, fondamentale, nel diffondere le informazioni, per il ‘tipo‘ di informazioni trasmesse e per il ‘modo‘ attraverso il quale vengono presentate. Da tutti e tre questi aspetti, dipendono i possibili effetti – positivi o negativi – che i media hanno sulle vite di tutti noi.

    Quali sono, dunque, le false notizie che hanno cambiato la storia? In quella contemporanea, e non solo, ci sono diversi esempi che testimoniano un uso irresponsabile della stampa nel diffondere alcune informazioni, uso che ha influito pesantemente sul destino dell’intera collettività. Qui di seguito, qualcuno degli scoop storici più clamorosi di sempre.

    Apparsi per la prima volta nel 1903, I Protocolli di Sion hanno cominciato a circolare soprattutto dopo il 1918, quando la propaganda antisemita andava facendosi via via sempre più massiccia. Prodotti in Russia dalla polizia segreta zarista, i falsi documenti sono il resoconto di alcuni incontri segreti – tenutisi a Basilea – durante i quali gli ebrei avrebbero cospirato per conquistare il mondo. Negli scritti sono illustrati anche i metodi che avrebbero cambiato l’assetto sociale e politico dell’epoca, attraverso un sistema di manipolazione e di controllo che riguardava sia media che la finanza.

    La ‘falsità‘ di una notizia clamorosa come questa fu appurata subito dopo da una serie di articoli pubblicati a Londra dal Times, che dimostrò come gran parte del materiale contenuto nei documenti proveniva dal riadattamento di un libello satirico contro Napoleone III, che nulla aveva a che fare con gli ebrei. Ciò, tuttavia, non ne ha impedito la diffusione, anzi. I Protocolli in questione, infatti, sono stati spesso ripresi per screditare il popolo ebraico di fronte all’opinione pubblica, giustificando le drammatiche azioni antisemite messe in atto durante la storia, in primo luogo quelle perpetrate dai nazisti. Una caso di falsa notizia, dunque, che ha legittimato uno dei più grandi eccidi mai compiuti nel corso della storia contemporanea.

    Tra le notizie-bomba false più antiche che i centri di potere abbiano mai concepito, il documento in questione riguarda l’imperatore Costantino che, convertitosi al Cristianesimo, aveva concesso a papa Silvestro I il potere civile sull’Impero Romano d’Occidente. Gli effetti sul rapporto tra Stato e Chiesa furono evidentemente dirompenti, visto che il potere papale superò ben presto quello imperiale – il vescovo di Roma, infatti, godeva così del primato sulle chiese patriarcali d’oriente e sui sacerdoti di tutto il mondo.

    Per secoli il documento venne ritenuto autentico fino a quando, nel 1440, il filologo Lorenzo Valla dimostrò che la Donazione non poteva essere stata scritta all’epoca di Costantino. E lo fece attraverso uno studio storico e linguistico approfondito che mise in evidenza una serie di anacronismi e di contraddizioni sia nel contenuto – era menzionata, ad esempio, la città di Costantinopoli all’epoca dei fatti non ancora fondata – che nella forma – per la presenza di numerosi barbarismi nel latino, molto più tardo rispetto a quello utilizzato nel IV secolo.

    I resoconti del Valla, tuttavia, furono pubblicati solo nel 1517 e in ambienti protestanti, mentre la Chiesa ha continuato a difendere per secoli l’autenticità del documento. Attualmente gli studiosi sono discordi sia sulla datazione che sul movente che diede origine alla falsificazione: molto probabilmente fu composta nella seconda metà dell’VIII secolo, sotto il pontificato di Stefano II, per giustificare l’origine dello Stato della Chiesa.

    Tornando a tempi molto più recenti, molte notizie false sono state diffuse all’inizio del nuovo millennio con la comparsa di malattie fino ad ora sconosciute. Si comincia nel 2000 quando esplode la cosidetta ‘sindrome della mucca pazza‘, una malattia neurologica degenerativa che colpisce i bovini, e che può portare alla morte anche l’uomo se ingerisce parti di carne infetta.

    Dopo che in Gran Bretagna il morbo causò migliaia di vittime, la bistecca fiorentina venne bandita dalle tavole italiane, accompagnata da una pressione mediatica senza precedenti. ‘Se la tendenza continua e si sta diffondendo un’epidemia, scriveva il New York Times il 25 luglio del 2000, ‘gli esperti stimano che nei prossimi trent’anni 500.000 inglesi moriranno a causa di questa malattia. E comunque, se anche il numero si contraesse o restasse stabile, dicono, centinaia o migliaia di persone morirebbero comunque‘. Le previsioni, per fortuna, si rivelarono completamente errate, ma la rinomata bistecca italiana tornò a soddisfare i palati solo cinque anni più tardi.

    Nel 2003 una nuova epidemia, la SARS, minaccia la salute mondiale: si tratta di una forma atipica di polmonite che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce ‘la prima epidemia del XXI secolo‘. I titoli dei giornali si sprecano – ‘La SARS potrebbe essere qui per restare‘, urla il settimanale Nature – mentre gli Usa la inseriscono, al pari del colera, della tubercolosi e della peste, tra le malattie infettive più aggressive di sempre. Il tutto si rivela ben presto falso, o quanto meno ridimensionato rispetto alle previsioni drammatiche annunciate dai media: il bilancio, infatti, fu di circa 8mila casi, rispetto ai milioni previsti, di cui circa 800 mortali.

    Due anni dopo è il turno dell’aviaria e nel 2009 dell’influenza suina che, nonostante l’allarmismo della stampa, ebbe un tasso di mortalità perfino inferiore a quello della normale influenza stagionale. Ora tocca all’ebola che, dallo scorso aprile, si è diffusa in tutto il mondo in maniera piuttosto preoccupante: secondo gli ultimi dati dell’Oms, infatti, solo in Africa occidentale sono morte oltre 5mila persone. Il virus ha causato vittime anche in molti altri Paesi, ma le precauzioni messe in atto dalle strutture sanitarie hanno contribuito ad arginare l’epidemia che, sebbene non del tutto debellata, pare sia cessata in molti stati africani. Fermo restando la sicurezza e la giusta allerta che si deve creare in situazioni come queste – la priorità è ovviamente informare per prevenire e per salvare più vite possibili – rimane il dubbio che spesso molti allarmi vengano creati o ingigantiti dai media solo per ‘fare notizia’.

    Nel marzo del 2003 gli Stati Uniti invadono l’Iraq sostenendo che lo Stato sia in possesso di armi di distruzioni di massa. La fonte della notizia è un ingegnere chimico, un certo Rafid Ahmed Alwan al-Janabi, che dopo aver lavorato in Iraq ottiene asilo politico in Germania; qui, intercettato dalla polizia, racconta molti dettagli sulla produzione di armi chimiche da parte dell’Iraq. Le rivelazioni di al-Janabi furono parte integrante del famoso discorso che fece all’ONU Colin Powell il 5 febbraio dello stesso anno, giustificando così la guerra contro l’Iraq.

    A distanza di anni, esattamente nel 2011, lo stesso al-Janabi confessò al giornale inglese The Guardian che le armi di distruzione di massa erano solo una bugia, una notizia-bomba falsa dalla quale si è innescato un tragico conflitto bellico: ‘Mi dettero l’opportunità di costruire qualcosa per abbattere il regime di Saddam, ammise l’uomo confessando di essersi inventato la notizia, ‘ma io e i miei figli siamo fieri di averlo fatto e di essere stati la ragione per dare all’Iraq la possibilità di una democrazia‘. Comprensibile o meno, ancora una volta una notizia falsa che, influenzando non poco l’opinione pubblica, ha contribuito a cambiare le sorti di un intero Paese.

    Concludiamo la nostra breve carrellata di notizie false che hanno influito sulle sorti della collettività, con un altro caso clamoroso, passato alla storia con il nome di Millennium Bug. Il 31 dicembre del 1999, infatti, gli esperti di tutto il mondo – politici e giornalisti compresi – profetizzano un blocco totale di tutti i sistemi informatici del pianeta, con conseguenze evidentemente catastrofiche: secondo le previsioni, infatti, il passaggio dal vecchio al nuovo millennio avrebbe portato all’interruzione dei servizi fondamentali alla comunità – da quelli ospedalieri a quelli di polizia – fino al malfuzionamento dei trasporti e, addirittura, alla caduta degli aerei.

    Vennero prese, manco a dirlo, precauzioni di ogni genere – in Francia e in Germania si decretò il blocco dei treni a ridosso della mezzanotte – mentre ‘l’FBI, scrisse uno dei quotidiani più influenti d’Italia, ‘lancia l’allarme ai responsabili dell’ordine pubblico nelle principali città: Capodanno non sarà solo un problema di traffico caotico, qualche ubriaco, molti borseggi, esuberanza eccessiva. In quelle ore, potrebbe scattare qualche folle piano di morte e distruzione‘.

    Ovviamente niente di quanto preannunciato accadde ma, secondo uno studio condotto dall’azienda statunitense International Data Corporation, specializzata in ricerche di mercato, solo negli USA vennero spesi, in previsione del Millennium Bug, più di 130 miliardi di dollari, mentre in tutto il mondo oltre 300. Un’ennesima falsa notizia bomba che, annunciando morte e distruzione, ci ha riportato alla mente i terrori apocalittici tardo-medievali che hanno accompagnato l’avvento dell’anno Mille.

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