Expo: le 10 invenzioni che hanno cambiato il mondo

Expo: le 10 invenzioni che hanno cambiato il mondo
da in Cultura, Francia, Londra, New York, Scienza, Scienziati, Stati Uniti d'America, Televisione
Ultimo aggiornamento:

    Expo 2015 è sempre più vicina ma quali sono le 10 invenzioni che hanno cambiato il mondo? Le esposizioni universali passate alla storia con il nome di Expo sono state da sempre luogo di scoperte eccezionali: dalle prime macchine da cucire, al prototipo di telefono cellulare, tante sono state le idee più o meno geniali che hanno segnato la storia di questo tipo di esposizione, caratterizzata da un tema specifico e da una durata massima di sei mesi. Nata da un’idea del Principe Alberto, consorte della Regina Vittoria, la prima Expo della storia fu allestita al Crystal Palace di Londra nel 1851 e divenne, col nome di Great Exhibition of the Works of Industry of all Nations, il punto di riferimento di tutte le edizioni successive, dando un contributo fondamentale all’arte, alla cultura, alla tecnologia ed alle relazioni internazionali.

    Come dicevamo, molti degli oggetti che caratterizzano la vita quotidiana dei nostri tempi, sono stati presentati per la prima volta nell’ambito di questo tipo di manifestazione: vediamo brevemente insieme le 10 invenzioni mostrate per la prima volta all’Expo, che hanno cambiato il mondo.

    A parte i primi oggetti in gomma vulcanizzata firmati Charles Goodyear e le prime dentiere della storia, a farla da padrone, durante la prima edizione di Expo, a Londra nel 1851, fu la pistola a tamburo, o revolver, di Samuel Colt. Di grande ingegno nel campo della meccanica, e dotato anche di un certo piglio per gli affari, Colt fu il primo a produrre armi in serie e con le parti facilmente intercambiabili tra loro. Queste, infatti, hanno avuto grandissima popolarità negli Stati Uniti dell’epoca, diventando, dal 1866 in poi, fondamentali nella colonizzazione del West. Piccola curiosità: per la spedizione dei Mille, Colt regalò a Garibaldi un centinaio di armi da fuoco, tra le quali una rivoltella che salvò la vita all’eroe dei due Mondi durante la battaglia di Milazzo.

    Nel 1855 a Parigi, con la manifestazione dal titolo Exposition Universelle des produits de l’Agriculture, de l’Industrie et des Beaux-Arts, viene utilizzato per la prima volta il termine Expo. Qui vengono esposti alcuni degli oggetti più comuni che entreranno a far parte della vita quotidiana di tantissima gente, dal sassofono alle bambole parlanti, sebbene l’invenzione più notevole di questa edizione fu la macchina per cucire Singer. Analizzando il funzionamento di alcune macchine industriali che, cucendo, provocavano una torsione del filo, Isaac Merrit Singer elaborò il prototipo di una nuova cucitrice che utilizzava un ago dritto e una navetta trasversale, ed era dotata di un piano su cui poggiare il tessuto in lavorazione, un piedino per mantenerlo ben fermo ed una ruota per il trasporto dello stesso. L’utilizzo di un pedale simile a quello dei filatoi dell’epoca permetteva, inoltre, una maggiore velocità di cucito con meno fatica rispetto alle macchine per cucire utilizzate fino a quel momento.

    La prima edizione americana dell’Expo, tenutasi a Philadelphia nel 1876, fu tutta dedicata ad uno strano dispositivo, per i visitatori dell’epoca, che permetteva di parlare a distanza: era il primo prototipo di telefono opera dell’ingegnere di origine scozzese Alexander Graham Bell. Considerato tra le personalità più influenti della storia dell’umanità, Bell fu il primo a brevettare un telefono funzionante: realizzato sulla scia dei suoi studi, influenzati dalla sordità della madre e della moglie, Bell sperimentò numerosi dispositivi acustici, che culminarono poi con il primo brevetto di telefono.

    Il 1878 fu l’anno del megafono e del fonografo di Thomas Edison, presentati nel corso dell’esposizione insieme alla complessa invenzione di Augustin Mouchot che aveva elaborato una specie di motore ad energia solare che produceva ghiaccio. Durante la stessa esposizione, che si tenne, ancora una volta a Parigi, lo scrittore Victor Hugo introdusse per la prima volta il concetto di ‘diritto d’autore‘, mentre una mostra dedicata al village nègre – una sorta di ‘zoo di esemplari umani’ provenienti dall’Africa e dalle Americhe – tentava di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla politica coloniale messa in atto dalle nazioni occidentali.

    Tra i monumenti più famosi del mondo, la Tour Eiffel fu la protagonista indiscussa della terza esposizione universale tenutasi in terra di Francia. Simbolo di Parigi, e sito culturale più visitato del Pianeta, la monumentale costruzione deve il nome al suo progettista, l’ingegnere Gustave Eiffel autore, tra l’altro, della struttura interna della Statua della Libertà di New York. La Torre, alta 324 metri, fu realizzata in meno di due anni e servì da entrata per l’Expo del 1889, organizzata per celebrare il centenario della Rivoluzione francese.

    Per l’Expo conosciuta anche con il nome di Grande Fiera Colombiana, organizzata a Chicago nel 1893 in occasione del quarto centenario della scoperta delle Americhe, fu costruita, ad opera di George Ferris la prima ruota panoramica della storia. Alta 80 metri e dotata di 36 cabine con 60 posti ciascuna, fu smontata e poi ricostruita a St. Louis per l’esposizione che si tenne qui nel 1904, per essere definitivamente demolita due anni dopo. L’edizione di Chicago, tuttavia, è passata alla storia anche per un’altra grande invenzione, il bodybuilding, grazie alle esibizioni di Eugene Sandow che attirò la curiosità di migliaia di visitatori attratti dalla maestria che aveva nel sollevamento dei pesi.

    Protagonista assoluta dell’edizione americana del 1939 che si tenne a New York fu la televisione insieme alle prime scale mobili prodotte dalla Westinghouse, sulle quali un pubblico incuriosito si muoveva impacciato e, al contempo, divertito. Durante questa edizione fa capolino la versione in carne ed ossa di Superman, l’eroe a fumetti nato qualche anno prima dalla penna di Jerry Siegel e di Joe Shuster, e pubblicato per al DC Comics nel 1938.

    Presentato per la prima volta al pubblico durante l’Expo di Bruxelles del 1958, l’IBM 305 Ramac è stato il primo computer commerciale dotato di una memoria a disco magnetico. Grande il doppio di un frigorifero, occupava una stanza di 9 metri per 15 ed era in grado di rispondere a domande di storia poste in varie lingue.

    Benché rivelatosi, negli anni dopo, un fallimento commerciale, il videotelefono prodotto da AT&T e registrato con il nome di Picturephone, è stata l’invenzione più singolare presentata a Montreal durante l’esposizione universale del 1967. Durante la manifestazione, per dimostrare le potenzialità dell’aggeggio che, grazie al linguaggio dei segni permetteva alle persone di comunicare tra loro, due utenti sordi, uno presente all’esposizione l’altro in un’altra città, riuscirono a comprendersi perfettamente grazie alle immagini trasmesse dall’apparecchio. Questo tipo di tecnologia, ostacolata per molti anni a causa delle difficoltà di adoperare il linguaggio dei segni a servizio delle linee telefoniche, fu ripresa con l’avvento del terzo millennio grazie ai telefoni cellulari.

    Anche se non rientra tra le invenzioni che hanno cambiato il mondo, l’imponente torre che si erge a Seattle chiamata la Space Needle è senz’altro tra le costruzioni più suggestive realizzate in occasione di una delle esposizioni universali americane. In pieno stile fantascientico – ricorda, infatti, un disco volante – la torre fu costruita per l’edizione del 1962, organizzata appunto a Seattle ed inaugurata dal presidente John Fitzgerald Kennedy. La struttura, divenuta poi il simbolo della città, è alta 184 metri, dispone di un pontile panoramico, di un negozio di souvenir e di un ristorante ruotante. Lo Space Needle, progettato da Edward E. Carlson e John Graham, è stato inserito nel 1999 tra i monumenti storici degli Stati Uniti d’America.

    Edizione record tra tutte le esposizioni universali organizzate nella storia, quella di Osaka, in Giappone, fu visitata da oltre 64 milioni di persone, con punte massime di 800mila visitatori nella sola giornata del 5 settembre. Soprannominata l’Expo delle Meraviglie, la manifestazione presentò il primo schermo Imax per trasmettere in 3D e un prototipo di telefono cellulare. Di quella edizione sono rimasti, visibili nel sito che ospitò l’evento, la Torre del Sole, un imponente totem progettato da Tarō Okamoto e simbolo dell’esposizione e la Torre dell’Expo, opera dell’architetto giapponese Kiyonori Kikutake.

    1959

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CulturaFranciaLondraNew YorkScienzaScienziatiStati Uniti d'AmericaTelevisione
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI