Milano: visite guidate gratis alla scoperta della città grazie a Exponsor

Milano: visite guidate gratis alla scoperta della città grazie a Exponsor
da in Arte, Artisti, Cultura, Expo 2015 Milano, Patrimonio artistico, Scultori, Scultura
Ultimo aggiornamento: Venerdì 17/10/2014 11:12

    Milano apre i cantieri al pubblico per visite guidate gratis ai monumenti più belli della città, grazie a Exponsor Art in Progress. Il progetto, realizzato in collaborazione con FAI-Fondo Ambiente Italiano, offre la possibilità di ammirare le opere milanesi sottoposte ad intervento di restauro in vista di Expo 2015. Questo grazie alla disponibilità dei professionisti restauratori che accompagneranno i cittadini alla scoperta di 15 tra i più bei monumenti del capoluogo lombardo, prima che vengano consegnati – entro aprile del prossimo anno – tutti completamente restaurati. Ancora una bellissima iniziativa culturale, dunque, realizzata per Expo 2015, grazie ad Exponsor Art in Progress, un progetto realizzato per salvaguardare, attraverso interventi di restauro, lo straordinario patrimonio artistico milanese. I 15 monumenti sottoposti a ‘salvataggio’ potranno essere ammirati mentre sono ancora in via di rifacimento, prenotando le visite – completamente gratuite – tramite un’apposita sezione gestita dal sito Exponsor.it

    Ogni utente potrà scegliere una fascia oraria specifica e, a prenotazione avvenuta, riceverà una mail di conferma. Exponsor Art in Progress diventa, grazie al sito web di riferimento, anche un luogo virtuale di confronto culturale, aperto ai cittadini che possono così mantenersi aggiornati sullo stato dei lavori, contribuendo con commenti, suggerimenti e domande. I cantieri, come dicevamo, saranno aperti al pubblico sabato 18 e 25 ottobre secondo precise modalità: i visitatori, previa prenotazione on line, saranno suddivisi in gruppi composti da 20 persone al massimo, per un itinerario che alternerà percorsi a piedi a tragitti in bus navetta. Gli orari saranno i seguenti:

    • ore 10.00 – gruppo A
    • ore 11.30 – gruppo B
    • ore 13.00 – gruppo A
    • ore 14.30 – gruppo B
    I lavori di restauro, iniziati nella primavera scorsa, prevedono una durata di circa 400 giorni e, grazie alla formula della sponsorizzazione, non gravano sul bilancio amministrativo della città: Milano, infatti, è il primo comune italiano ad adottare, già da diversi anni, questo particolare metodo, che prevede la collaborazione tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio culturale della città. I monumenti interessati sono stati sottoposti ad un delicato intervento di pulitura e di protezione della superficie, danneggiata, negli anni, dall’inquinamento, dagli agenti atmosferici e da atti vandalici.

    Realizzata nel 1171, è una della ultime testimonianze, insieme a Porta Nuova e alla Pusterla di Sant’Ambrogio, della cinta muraria medievale, ed è collocata lungo la circonvallazione interna della città.

    Collocata nel sagrato della Basilica di San Lorenzo Maggiore, è una copia in bronzo dell’originale romano in marmo ed è stata donata alla città da Mussolini per ricordare l’Editto di Milano promulgato dall’imperatore nel 313 d.C.

    E’ una delle sei porte principali delle mura difensive erette dopo la distruzione di Federico Barbarossa, alla fine del XII secolo. Situata alla fine di via Manzoni verso piazza Cavour, è formata da un varco centrale a due fornici ad arco, e da due torri laterali a pianta quadrangolare. Nella prima metà del XIV secolo fu aggiunto, sul fronte principale, un tabernacolo con bassorilievi marmorei, perché l’accesso della città fosse custodito dalla Vergine e dai santi protettori del quartiere.

    Situata all’interno di Parco Sempione, l’opera, una statua equestre realizzata da Francesco Barzaghi, è un omaggio di Milano alla Francia ‘liberatrice’ dopo la morte di Napoleone III, che aveva dato un contributo decisivo nella liberazione della città dall’occupazione austriaca.

    Opera dello scultore Giannino Castiglioni, la fontana ottagonale di San Francesco che predica agli uccelli è stata realizzata nel 1927 in occasione del settimo centenario della morte del santo, e si trova nella piazza antistante l’antica chiesa di Sant’Angelo.

    La statua si erge in piazza della Vetra, nel Parco delle Basiliche, dove, fin dall’XI secolo, si eseguivano le esecuzioni capitali di eretici e criminali. L’opera, infatti, fu collocata nel luogo in cui si trovava il patibolo.

    Realizzata nel 1892 dallo scultore Enrico Butti, si trova nei Giardini Pubblici Indro Montanelli e celebra, nei rilievi bronzei posti sui quattro lati del piedistallo, le gesta del comandante dello Stato Maggiore di Garibaldi durante la Spedizione dei Mille.

    Opera del 1872 di Pietro Magni, è collocata in piazza della Scala. I quattro bassorilievi che adornano il monumento rappresentano la grande versatilità del genio leonardesco, dalla pittura all’architettura, dall’ingegneria alla scultura.

    Collocato nell’omonima piazza, il monumento è opera dello scultore torinese Luigi Belli. Accanto due lapidi dedicate a Giordano Bruno e al giovane garibaldino Guido Capelli, mentre la figura femminile che si erge sullo stretto piedistallo è l’Italia, rappresentata con vesti chiare, i capelli al vento e con le mani che reggono una l’alloro e l’altra l’elsa di una lunga spada.

    E’ un’opera equestre che omaggia il patriota garibaldino, protagonista delle Cinque Giornate di Milano, per aver salvato la vita all’Eroe dei due Mondi durante la battaglia di Milazzo, nel 1860. Realizzata nel 1916 dallo scultore Riccardo Ripamonti, presenta uno stile particolarmente iperrealistico: alla postura fiera dell’eroe, infatti, si contrappone la fatica del cavallo, ritratto quasi a terra, stremato proprio come alla fine di una battaglia.

    Fa parte delle opere dedicate al patrono dell’esercito austriaco, san Giovanni Nepomuceno, che furono innalzate nel lombardo-veneto a partire dal 1724. Unico esemplare a Milano è collocato nel cortile del Piazza d’Armi, al Castello Sforzesco.

    Situato all’incrocio tra via Marina e via dei Boschetti, recava, in origine, la croce stazionale di San Glicerio, sedicesimo vescovo di Milano. Con la soppressione delle confraternite al Piermarini fu dato incarico di dare al monumento un’impronta più laica: l’architetto si occupò del piedistallo, mentre Giocondo Albertolli realizzò la stella sferica in bronzo e i nastri che adornano la base.

    Posta su una colonna, al centro di un’aiuola nei pressi di Largo Crocetta, la statua settecentesca dedicata al quarto vescovo di Milano è una delle poche testimonianze delle antiche ‘crocette’ stazionali collocate nei crocevia, con funzione di chiesa all’aperto.

    Opera del 1973 dello scultore contemporaneo Mario Robaudi, è formato da un muro di calcestruzzo con una grande spaccatura centrale che, con la sua forma irregolare, ricorda una ferita. Intorno figure bronzee di bersaglieri riconoscibili solo grazie al cappello di piume, mentre sotto di loro un gruppo di donne e bambini.

    E’ una copia realizzata nel 1914 per sostituire l’originale in pietra opera dello scultore Giuseppe Grandi. Situata nella piazza omonima, fu eretta per celebrare l’abolizione della pena di morte.

    1753

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