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Opere d’arte rubate: in Italia alcuni dei furti più celebri

Opere d’arte rubate: in Italia alcuni dei furti più celebri
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    Tra le opere d’arte rubate in Italia, la Natività di Caravaggio, uno dei furti più celebri mai compiuti ai danni di un capolavoro d’arte, ha rappresentato una delle perdite più significative per tutto il patrimonio artistico mondiale. Lo splendido dipinto, infatti, fu trafugato dall’Oratorio della chiesa di San Lorenzo a Palermo nel 1969, e nonostante le indagini serrate, non è stato mai più ritrovato. Non solo. Il Palazzo Ducale di Urbino, considerato uno dei musei più sicuri d’Italia, fu teatro, nel 1975 di un altro celebre furto: approfittando dei ponteggi collocati al fianco del palazzo, infatti, i ladri riuscirono a trafugare la Madonna di Senigallia e la Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca insieme al ritratto di una nobildonna, conosciuto come La Muta, realizzato da Raffaello. Fortunatamente, dopo un anno di indagini, i tre dipinti furono recuperati.

    Ma la storia del collezionismo d’arte, si sa, è piena di episodi sgradevoli come questi, inaccettabili non solo per il losco giro d’affari che producono ma perché rubare un’opera d’arte significa, in primis, privare l’intera collettività di un patrimonio artistico unico e per questo irripetibile. Ma quali sono le opere d’arte rubate nel corso della storia? Vediamone insieme alcune, quelle più famose.

    Nella storia dei colpi messi a punto nei musei del mondo, uno dei casi più eclatanti – oltre a quello doloroso, per l’Italia, ai danni del capolavoro caravaggesco – è senz’altro quello compiuto nel 1911 al Louvre di Parigi quando, nella notte tra il 20 ed il 21 agosto, sparì la Gioconda di Leonardo da Vinci. Il furto, com’era prevedibile, suscitò tantissimo clamore anche perché era la prima volta che da un museo così rinomato spariva un’opera di tale importanza. Furono accusati, tra gli altri, persino Picasso e Apollinaire fino a quando si scoprì che un certo Vincenzo Peruggia, ex impiegato del museo e cittadino italiano, lo aveva rubato convinto che il quadro appartenesse all’Italia e che per questo non dovesse rimanere in Francia. Cercando di rivenderlo ad un antiquario di Firenze, il ‘ladro patriota’ fu scoperto ed arrestato, e il quadro rientrò definitivamente a Parigi.

    Nell’agosto del 2004 vennero sottratti dal Museo Munch di Oslo due tra le opere più importanti del celebre artista norvegese: due uomini armati e mascherati, infatti, rubarono in pochi minuti i due famosi dipinti, allontanandosi indisturbati senza che alcun allarme avvisò del furto. Esattamente due anni dopo la polizia della città riuscì a recuperare i due capolavori che, dopo un restauro ritenuto necessario per cancellare i danni causati dall’umidità, tornarono ad essere esposti nel museo. L’urlo, che ha un valore stimato attorno ai 54 milioni di euro, è stato rubato, ma subito ritrovato, anche nel febbraio del 1994.

    Il famoso quadro del maestro toscano, l’unico a trovarsi in Scozia, è stato rubato dal Castello di Drumlanrig, appunto in Scozia, il 27 agosto del 2003, da alcuni ladri intrufolatisi insieme ad un gruppo di visitatori.

    L’opera, stimata attorno ai 35 milioni di euro, ritrae la Vergine col Bambino che tiene in mano un fuso di legno a forma di croce. Nascosta per ben quattro anni, fu ritrovata appesa in bella vista, negli uffici di uno studio legale di Glasgow.

    Lo splendido dipinto realizzato dal maestro impressionista tra il 1879 e il 1882, fu trafugato dal museo di Ashmolean, nella città universitaria di Oxford, nella notte di capodanno del 2000. Dai tetti del Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Istituto di Archeologia i ladri sono giunti al lucernaio del museo per calarsi nelle sale e staccare, totalmente indisturbati, il dipinto dalla parete.

    L’opera è stata rubata, nel dicembre del 2000, al Museo Nazionale di Svezia a Stoccolma, insieme ad un altro capolavoro di Renoir, Giovane parigina, e ad un Autoritratto di Rembrandt per un valore complessivo di 30 milioni di dollari. Il furto, avvenuto in pochissimi minuti, è stato compiuto da tre uomini armati ed incappucciati che facendo irruzione nel museo all’ora di chiusura sono riusciti a staccare rapidamente le tele dalle pareti e a dileguarsi subito dopo senza lasciare traccia.
    Il giardiniere è stato recuperato casualmente durante un’indagine estranea ai furti, mentre gli altri due dipinti, pur invendibili, non sono stati ancora ritrovati.

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