Decreto Cultura 2014, il testo Franceschini è legge: cosa prevede?

Decreto Cultura 2014, il testo Franceschini è legge: cosa prevede?
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    Decreto Cultura 2014, il testo Franceschini è legge: cosa prevede?

    Il Decreto Cultura 2014 voluto dal ministro Dario Franceschini è legge dopo la fiducia ottenuta al Senato con 159 sì e 90 no. Tanti i provvedimenti che ora sono diventati legge dello Stato con il duplice scopo di “abbattere due barriere che per troppo tempo hanno monopolizzato il dibattito italiano: quella del rapporto tra pubblico e privato e quella della separazione tra la tutela e valorizzazione”, come ha spiegato il titolare del dicastero prima del voto. Tra gli altri, c’è anche l’ArtBonus, il credito d’imposta del 65 percento per le donazioni di mecenati. Incentivi a investire nella cultura dunque, come ha sottolineato Franceschini dopo il voto. “Finalmente anche in Italia ci sono strumenti fiscali adeguati per sostenere la cultura e rilanciare il turismo. Adesso non ci sono più scuse: veniamo da anni di tagli, è arrivato il momento di investire”.

    Il decreto Cultura introduce molte novità, nel mecenatismo, nel rapporto tra pubblico e privato, per progetti come la Grande Pompei e nelle soprintendenze con una limitazione del potere decisionale e la creazione di una corte d’Appello interna al Mibac. Vediamo i punti principali.

    Tante le voci del decreto cultura, a partire proprio dall’ArtBonus, incentivo fiscale senza precedenti che dovrebbe stimolare gli investimenti in arte e cultura. Il credito d’imposta è del 65% nel biennio 2014-2015, del 50% per gli anni successivi. Si potrà quindi detrarre oltre la metà con investimenti in interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; musei, siti archeologici, biblioteche e archivi pubblici; spese di investimento per Teatri pubblici e Fondazioni lirico sinfoniche. Trasparenza garantita con pubblicazione delle informazioni sulle donazioni sul sito del Mibac e la creazione di strutture ministeriale per il Crowdfunding e Fundraising.

    Uno dei siti archeologici più noti e amati al mondo e uno dei più a rischio, con crolli e problemi quotidiani, diventa centrale nell’attività culturale italiana. Per la salvaguardia di Pompei vengono semplificate le procedure di governo, con maggiori poteri al direttore generale; trasparenza nelle gare d’appalto e norma anticorruzione rafforzata, oltre all’adozione di un piano per la gestione dei rischi e di prevenzione della corruzione.
    Altro gioiello dell’arte italiana a rischio degrado è la Reggia di Caserta per cui il decreto prevede un commissario straordinario che gestirà i soggetti pubblici e privati previsti dal nuovo progetto di riassegnazione degli spazi dell’intero complesso da completare entro il 31 dicembre 2014.

    Si confermano i piani di risanamento delle fondazioni liriche già avviate con la legge Bray, mentre per le produzioni cinematografiche si innalza il credito d’imposta da 5 a 10 milioni di euro, con altri 5 milioni in più per le agevolazioni fiscali. Salvaguardia delle piccole sale cinematografiche che avranno per il 2015 e 2016 un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per il restauro e l’adeguamento strutturale e tecnologico. Il beneficio fiscale potrà essere utilizzato anche per il ripristino di sale inattive.

    La legge Franceschini prevede la realizzazione ogni anno, entro il 1° dicembre, del Piano Strategico Grandi Progetti Beni culturali. Si identificano cioè ogni anni beni o siti di interesse culturale e di rilevanza nazionale che hanno bisogno di interventi di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale e turistica.
    Arte in periferia, con lo scopo di riqualificare le zone più periferiche con la destinazione del 3% delle risorse aggiuntive per le infrastrutture, a carico del Mibac, dedicata in investimenti culturali nelle periferie: 3 milioni di euro già stanziati per i prossimi tre anni per progetti culturali nelle periferie urbane elaborati dagli enti locali.

    Ogni anno il Consiglio dei Ministri darà il titolo di Capitale della Cultura a una delle città che presenteranno le loro candidature con progetti finanziati dal Cipe; Programma Italia 2019 è invece il piano strategico per il sostegno di tutte le città italiane che si sono presentate per “Capitale della Cultura Europea 2019”.

    Si snelliscono le procedure per la tutela e il decoro di complessi monumentali e di siti importanti per il turismo.

    La norma ha già sollevato non poche polemiche, soprattutto tra le associazioni di categoria. In caso di revoca di autorizzazioni per piccole attività commerciali nei luoghi storici, è previsto l’indennizzo commisurato ai redditi dichiarati.

    C’è poi il capitolo Soprintendenze che da sempre hanno un potere decisionale enorme per ogni tipo di progetto. La legge Franceschini introduce la concertazione con i comuni e soprattutto una commissione regionale di garanzia interna al ministero a cui appellarsi contro le decisioni delle Soprintendenze. Una sorta di corte d’appello che ha tempo 10 giorni per dare il suo verdetto, superati i quali si tiene valido il parere del Soprintendente.

    Via libera a assunzioni a tempo determinato per personale under 40 nei luoghi di cultura pubblici, in accordo con la legge Madia. Gli incarichi dirigenziali vengono aperti a persone anche esterne alla PA, se con curriculum adeguato, tramite concorsi pubblici con durata da tre a cinque anni.

    Sarà possibile fare liberamente foto nei musei ma solo per uso personale e solo con metodi che non rovinino le opere (una su tutti il flash); confermato il divieto di fotografare beni librai e archivistici per cui però si snelliscono le procedure di consultazione. Abbassato il limite per la consultazione di documenti giudiziari e amministrativi a 30 anni (40 quelli attuali)

    Incentivi per la digitalizzazione di siti, attività di comunicazione e marketing, realizzazione di wi-fi e altro legato al mondo digitale. Viene riconosciuto dal 2015 al 2019 un credito d’imposta del 30% ai singoli esercizi per investimenti massimi di 12.500 euro.

    Anche gli albergatori e le strutture turistiche che vogliano rimodernizzare le loro strutture, in particolare eliminando le barriere architettoniche, godranno del credito d’imposta.

    Varato un piano Straordinario di mobilità turistica, la creazione di circuiti turistici d’eccellenza e nuovi criteri per la classificazione degli hotel per adattarle alle regole europee e internazionali. Agevolazioni a “burocrazia zero” per start up legate al mondo del turismo.

    L’Enit, l’ente nazionale del Turismo, diventa un ente pubblico economico, sottoposto alla vigilanza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo: sarà dunque quest’organo a individuare, organizzare, promuovere e favorire la commercializzazione dei servizi turistici, culturali e dei prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero.

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