Intervista a Mario Mariani, pianista eclettico protagonista di video insoliti, tour in Africa e concerti nei boschi

Intervista a Mario Mariani, pianista eclettico protagonista di video insoliti, tour in Africa e concerti nei boschi
da in Arte, Artisti, Cultura, Musica, Teatro

    Lo incontriamo a Pesaro, sua città natale, pochi giorni prima che parta per la montagna, lo splendido Monte Nerone per la precisione: qui qualche anno fa ha acquistato una seconda dimora per ritirarsi in pace, suonare e godere dell’intimità con la natura, ma anche per organizzare il Teatro libero del Monte Nerone, una manifestazione eterogenea e genuina con artisti provenienti da tutto il mondo.

    Mario Mariani è un compositore, un pianista e un performer, nonché apprezzato autore di colonne sonore – sue, ad esempio, le sigle del Festival del Cinema di Venezia in diverse occasioni. Ormai un cospicuo numero di affezionati lo segue con costanza in tutti i suoi innumerevoli progetti, che spaziano dalle residenze artistiche alquanto particolari (come l’esperienza di un mese nella Grotta dei Prosciutti nel 2010) ai festival nei boschi (il Teatro libero del Monte Nerone, appunto) fino ad arrivare a un videoclip virale in cui canta in inglese il proprio curriculum e spiega per quale motivo sogna di andarsene dall’Italia.

    Prima di tutto, Mario, com’è nata l’idea di questo videoclip?

    “La considero fondamentalmente una iperbiografia: ho voluto riassumere in un video di due minuti vent’anni di carriera musicale, con tutte le peculiarità che mi distinguono e anche un’irriverente critica sociale nei confronti dell’attuale situazione italiana. Nello specifico nel video uso la seguente frase, che ho in mente da anni: We didn’t get up anymore since the roman empire (non ci siamo più rialzati dopo l’impero romano)”.

    Cantandolo in inglese, ti aspetti una risonanza internazionale?

    “Beh, direi proprio di sì. È pensato come biglietto da visita per l’estero; per questo motivo ho scelto un inglese volutamente semplice, che spieghi quello che faccio ma sia anche comprensibile dagli italiani stessi, sfruttando la loro innata esterofilia”.

    Come ti spieghi il perché di tante condivisioni in così poco tempo?

    “Credo che l’idea, il mettersi in gioco, sicuramente arrivi al cuore delle persone che si riconoscono in chi, come me, crede profondamente nella possibilità, direi anzi nella necessità, di svolgere il proprio lavoro con interlocutori seri, cosa molto difficile in Italia. E laddove la depressione regna sovrana, credo ci sia bisogno oggi di questo tipo di energia, specialmente da parte di un appartenente alla “Generazione X” come il sottoscritto”.

    Dall’1 agosto sarai in montagna per un festival molto speciale

    “Sì, fra poco partirà la quarta edizione del Teatro libero del Monte Nerone, il mio festival umano, artistico e solidale che tengo in un bosco ai confini tra le Marche e l’Umbria, dall’1 al 10 Agosto: ci saranno illustri ospiti come il regista Silvano Agosti (8 agosto), lo scrittore Riccardo Geminiani (9 agosto), l’artista che realizza creazioni con la sabbia Massimo Ottoni, il pittore Giuliano del Sorbo e molti altri. Si tratta di un’iniziativa a impatto zero che ho ideato nel 2011, dopo la positiva esperienza della residenza artistica all’interno di una grotta sulla cima del Monte Nerone.

    Ho individuato un magico bosco alle pendici del rilievo montuoso che appartiene al demanio pubblico, così ho chiesto e ottenuto di poter costruire una piccola casetta in legno che ora poggia su un palco. Tutti gli eventi sono di natura estemporanea e all’insegna dell’improvvisazione. Quest’anno per la quarta volta porterò in questo suggestivo luogo musica, poesia, danza e conferenze interattive sullo sfondo di arte, natura e spiritualità. L’ingresso è a offerta, inoltre chiediamo al pubblico di portare cibo vegetariano da condividere”.

    C’è poi un altro progetto importante nel tuo futuro

    “Si tratta del tour artistico/umanitario che partirà l’anno prossimo e si chiamerà Un Piano per l’Africa. Viaggerò col mio pianoforte a coda in diverse nazioni del continente africano, in luoghi dove operano associazioni di volontariato. Sarò affiancato da uno staff eterogeneo insieme al quale porterò – oltre alla musica creata estemporaneamente con musicisti africani professionisti e non – aiuti concreti in collaborazione con la Onlus L’Africa chiama”.

    Informazioni utili: www.mariomariani.com

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