I libri classici più difficili da leggere: le bestie nere dei lettori

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    Quali sono i libri classici più difficili da leggere? A molte persone piace la lettura, e tutte hanno dei libri-bestia nera che sono stati presi e abbandonati o conclusi con grande difficoltà. Parliamo di romanzi che sono considerati dei capolavori o dei classici della letteratura, e siano anche opere minori sono tutti libri ostici da portare a termine. La bestia nera della sottoscritta? Jonathan Safran Foer. Uno di quei rari casi in cui verrebbe da ringraziare la trasposizione cinematografica che non rovina il nostro libro preferito, ma anzi ci permette di saltare senza troppi sensi di colpa le centinaia di pagine… pallose!

    Tutti gli amanti dei libri si vantano di aver letto molti grandi classici, ma quanti di questi sono stati ostici da leggere? Molti trovano particolarmente ostici gli autori russi: tra Lev Tolstoj e Fëdor Dostoevskij la sfida è dura, e anche se Delitto e Castigo e Anna Karenina sono capolavori letterari, c’è gente che vorrebbe aver letto Guerra e Pace utilizzando lo stesso lasso di tempo che è servito per all’autore per comporlo, ossia sette anni.

    Con la morte di Gabriel Garcia Marquez, in molti hanno riscoperto Cent’anni di solitudine: la storia vanta un arco centenario e decine di personaggi, e pur capolavoro della letteratura, fa venire il mal di testa anche ai lettori accaniti. Altro libro ostico è l’Ulisse di James Joyce: opera fondamentale del Novecento europeo, viene a volte affrontata alla leggera perché narra gli accadimenti di un solo giorno di vita di un tizio qualunque. Peccato che a dispetto dell’apparente semplicità, il libro si riveli in realtà uno dei classici più difficili da finire, visto che la narrazione è col metodo del flusso di coscienza, ossia la messa su carta di tutti i pensieri del protagonista. Pochi protagonisti, tanti anni (spezzettati) per L’urlo e il furore di William Faulkner: se anche l’autore definisce un libro “il mio splendido fallimento“, qualche domanda sul suo riscontro con i lettori dovremmo farcela.

    Probabilmente, però, la palma di romanzo più difficile da leggere è La rivolta di Atlante di Ayn Rand, filosofia e fantascienza unite in un polpettone diviso in tre parti ognuna lunga dieci (ponderosi) capitoli; e tanto per rimanere in tema di libri più lunghi (ma anche ostici) mai scritti, dopo Joyce e la Rand, alcuni posizionano Il signore degli anelli: sicuramente tra i libri più fluviali mai scritti, sull’ostico il dibattito è aperto.

    Tra i libri classici moderni Pasto nudo di William S. Burrough e Infinite Jest di David Foster Wallace; in questa classifica non possono mancare gli italiani, e la palma di libro illeggibile (o quantomeno, leggibile con tanta pazienza) spetta indubbiamente ad Umberto Eco: Il nome della rosa e Il pendolo di Focault sono, senza giri di parole, mattoni.

    Nel caso della sottoscritta, oltre al succitato Jonathan Safran Foer con Ogni cosa è illuminata e Molto forte, incredibilmente vicino – libri stupendi, per carità, ma letti con tempi biblici (e vedendo prima il film tanto per sapere come andava a finire), sul comodino c’è da anni Q di Luther Blissett (a niente è servito portarlo in una noiosa vacanza, anche la noia era preferibile alla lettura di Q) e L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. E per voi, quali sono i libri classici più difficili da leggere? I commenti sono a vostra disposizione!