La vita è un viaggio di Beppe Severgnini: la recensione del ‘manuale di vita’ per i giovani

La vita è un viaggio di Beppe Severgnini: la recensione del ‘manuale di vita’ per i giovani
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    La vita è un viaggio di Beppe Severgnini: la recensione del ‘manuale di vita’ per i giovani

    Beppe Severgnini ha pubblicato qualche settimana fa La vita è un viaggio, un libro dedicato ai venti-trentenni (anche se il giornalista lo dedica idealmente “a tutte le ragazze e i ragazzi italiani, tra dieci e cent’anni”) per incoraggiarli a sperimentale e incitarli a non avere paura del futuro. La vita è un viaggio è un libro che che si offre come un’analisi dell’Italia ma anche come uno sprone a costruire un futuro migliore, non avendo paura della crisi e delle possibilità che ci offre: la parola chiave è resilienza, ossia la capacità di rimanere sé stessi nelle avversità

    Scritto da Beppe Severgnini e pubblicato da Rizzoli, La vita è un viaggio spiega di come gli Italiani siano un popolo in fuga (una fuga che spesso non esclude l’immobilità), spesso senza guida; ma è necessario scegliere le cose importanti da portare con noi, adottare le parole e i valori indispensabili, lasciarsi alle spalle tutta la zavorra, e camminare sulle nostre gambe alla scoperta del mondo… per costruire un futuro migliore per tutti.

    Il saggio di Severgnini si pone come una “guida per la traversata“, non per indicare una meta (quella la sceglie chi viaggia) ma appunto per guidarci, o quantomeno offrirci consigli utili: venti le parole chiave, insegnamento, incoraggiamento, ispirazione, brevità e precisione, l’importanza di trovare persone di riferimento, la gioia dell’impegnarsi con gli altri e dello scoprire soddisfazione nelle cose semplici.

    Tra un omaggio a Indro Montanelli – il maestro di Beppe Severgnini -, un’analisi lucida della politica italiana e consigli letterari (romanzi russi e autori recenti come John Williams, in realtà datato ma riscoperto recentemente – citazioni a tutto spiano e anche consigli su come essere meno egocentrici – a cominciare dallo scattarsi meno selfie da postare sui social, uno dei segni di egocentrismo – La vita è un viaggio di Beppe Severgnini si pone come un manuale di istruzioni per l’uso per immaginare e creare un futuro migliore.

    Sequel ideale di Italiani di domani – di cui riprende il formato: lì si parlava di “riprogrammare noi stessi e il nostro Paese (brutto verbo, bel proposito)”, usando talento, tenacia, tempismo, tolleranza, totem, tenerezza, terra e testa – La Vita è un viaggio è un nuovo libro-bussola di Beppe Severgnini che spiega quale mentalità adottare per provare a cambiare le cose, almeno a livello personale (ma se lo facessimo, staremmo meglio tutti). Come dicevamo sopra, una delle parole chiave del libro è resilienza, ossia la capacità di rimanere sé stessi nelle avversità.

    Senza paure, bisogna quindi usare il desiderio di un futuro migliore per realizzare, con un po’ di impegno, un futuro migliore: e se è vero che più che i luoghi è importante conoscere le persone, non va dimenticato che non esiste solo l’Italia, ma c’è tutta l’Europa (e il mondo intero) da visitare. Un mondo più ‘aperto’ e più facile da girare rispetto a quando lo ha fatto l’autore (raccontandocelo in diversi libri e non dimenticando di farlo anche in questo), ma poco cambiato nei suoi ‘fondamentali’.

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