Il Vangelo della moglie di Gesù è autentico: arriva la conferma

Il Vangelo della moglie di Gesù è autentico: arriva la conferma
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    Il Vangelo della moglie di Gesù è autentico: arriva la conferma

    E Gesù disse loro: ‘Mia moglie…’“. La frase è contenuta in un antico frammento di papiro, la cui autenticità è stata confermata da test condotti nei laboratori di Columbia, Mit e Harvard: Gesù era sposato? Viene spontaneo chiedersì se Cristo avesse una moglie, visto che gli scienziati che ne hanno analizzato l’inchiostro e il papiro lo datano tra quarto e ottavo secolo dopo Cristo. Ma chi è la sposa di Gesù? L’unica ‘certezza’ in merito arriva dallo gnostico Vangelo secondo Filippo, databile al più presto alla seconda metà del II secolo, in cui si accenna ad un amore tra Gesù e Maria Maddalena.

    Come spiega Wikipedia, i vangeli canonici non fanno alcuna menzione di una sposa di Gesù, per questo le chiese cristiane cattolica, ortodossa e la maggioranza di quelle evangeliche credono che egli sia vissuto celibe per tutta la vita (e fosse al massimo e in senso lato sposato con la Chiesa), anche se il non essere sposati era molto raro per gli Ebrei maschi del tempo di Gesù in quanto considerato una trasgressione della prima mitzvah (comandamento divino) “sii fruttuoso e moltiplicati”.

    Nel 2012 una “conferma” di un Gesù sposato era arrivata da un frammento la cui esistenza era stata rivelata dalla studiosa della Harvard Divinity School Karen L. King, che durante un congresso internazionale tenutosi a Roma aveva parlato di un reperto fattole avere da un anonimo collezionista tedesco, un frammento di circa 8 centimetri per 4, scritto in lingua copta (lingua egiziana con caratteri greci) su entrambi i lati con inchiostro nero.

    Per la King il documento potrebbe essere stato copiato da un testo greco, forse risalente al secondo secolo, e al di là delle discussioni sul significato della parola moglie, la studiosa lo vede come un capitolo importante nello sviluppo della Cristianità in tutto il Mediterraneo: “Non è la dimostrazione che Gesù ha avuto una moglie o che tra i discepoli ci fossero donne – spiega – ma adesso si può concludere con qualche certezza che tra i primi cristiani c’erano discussioni attive su celibato, sesso, matrimonio e discepolanza“.

    Nel frammento, leggibile con una lente di ingrandimento, è scritto “Gesù ha detto loro: ‘mia moglie …“, seguito da un “Lei sarà in grado di essere mia discepola“: per molti era un falso (per qualcuno lo è ancora), ma analizzato da professori di ingegneria elettronica, chimica e biologia dei tre atenei americani, che hanno usato diversi tipi di spettroscopia, il papiro si è rivelato autentico e databile tra quarto e ottavo secolo dopo Cristo: gli studiosi aggiungono però che il testo potrebbe essere stato composto anche prima, tra il secondo e quarto secolo d.C.

    Certo, il papiro rimane comunque cronologicamente distante dagli anni in cui Cristo è vissuto, e non è escluso che qualche burlone del tempo abbia voluto farsi beffe dei fedeli del 2014, ma il lavoro della King è stato comunque pubblicato online, dopo una serie di revisioni da parte di colleghi, dalla Harvard Theological Review. “Quando tutte le prove puntano in una direzione non hai la certezza al 100 per 100 – scrive la docente – ma la storia non è un posto per il 100 per cento“.

    Da aggiungere che mai la King ha detto che il frammento certifica che Gesù avesse una moglie, non ultimo appunto perché è stato composto lontanissimo dal Nuovo Testamento, a tutt’oggi considerato la fonte più veritiera, e storicamente più vicina, al figlio di Dio; e che gli studiosi aggiungono che ipoteticamente un falsario altamente dotato potrebbe aver ottenuto l’inchiostro ‘giusto’ ed averlo applicato ad un antico papiro, creando quindi un falso con papiro e inchiostro veri.

    Concludiamo dicendo che la rivista, accanto al saggio della King, mette una una replica di Leo Depuydt, egittologo della Brown University, secondo cui il frammento è così falso da “sembrar pronto per uno sketch dei Monty Python“; certo, alla faccia della fama Harward, va detto che Depuydt non ha analizzato il papiro (“Non ho sentito il bisogno di farlo“) perché già convinto dai “grossolani errori grammaticali” e che le parole sono le stesse del Vangelo di Tommaso, un testo paleocristiano scoperto in Egitto nel 1945. “Il papiro – lo sprezzante commento dello studioso – potrebbe secondo me essere fatto nel giro di un pomeriggio da uno studente ancora non laureato“.

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