Camilleri, Inseguendo un’ombra: recensione del romanzo dell’autore siciliano

Camilleri, Inseguendo un’ombra: recensione del romanzo dell’autore siciliano
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    Andrea Camilleri con Inseguendo un’ombra dà vita a un romanzo che può essere definito al tempo stesso storico, di costume e d’ambiente: mettendo in scena tre protagonisti (Guglielmo Raimondo Moncada, Abul Farag e Samuel Ben Nissim, tre nomi differenti per la stessa persona), l’autore siciliano dà vita a un’azione narrativa di straordinaria potenza.

    La storia inizia quando Samuel Ben Nissim, quindicenne appartenente a una comunità ebraica, nella seconda metà del XV secolo si converte alla fede cattolica, scegliendo il nuovo nome Guglielmo Raimondo Moncada: è a quel punto che il ragazzo si sposta da Agrigento a Roma, dove diventa un predicatore famoso. Negli anni Ottanta del Quattrocento, però, un nuovo avvenimento lo porta a sparire e ad assumere una nuova identità, quella di Flavio Mitridate, insegnante di Pico della Mirandola.

    L’imponderabile è un personaggio invisibile ma sempre presente in quest’opera, così come il paesaggio che fa da sfondo alle vicende raccontate. A partire dalla giudecca di Caltabellotta, il lettore si trova a percorrere un labirinto geografico e temporale che lo risucchia nel libro senza lasciargli la possibilità di respirare: una pagina dopo l’altra, spietatezza e crudeltà si mescolano dando vita a un’intelligenza quasi perversa.

    Tre protagonisti, dicevamo, ma in realtà uno solo: definito “un emblema tricefalo dell’infamia, un enigma espugnabile solo con gli strumenti di una letteratura disposta ad accettare come centro il proprio bordo di finzione“, egli ricorre al delitto con perfidia di ghiaccio, aizza l’aggressione degli ebrei pur essendo un ebreo convertito.

    La sua eccezionale capacità oratoria è assolutamente affascinante e intrigante. La sua uscita di scena (morte o sparizione?) lascia l’amaro in bocca al lettore, e però costituisce il degno finale di una vicenda decisamente attraente.

    Camilleri cita anche una frase di Italo Calvino: “un falso, in quanto mistificazione d’una mistificazione, equivale a una verità alla seconda potenza“. Ed è una frase che, effettivamente, riassume e al tempo stesso identifica uno dei tanti motivi di interesse di Inseguendo un’ombra.

    La bellezza del romanzo si materializza in personaggi, luoghi e racconti che fanno della mancanza di sensibilità un punto di forza. Lo stile del libro è quello – ormai ben noto – di Andrea Camilleri, che con questa nuova opera (edita, naturalmente, da Sellerio) dà dimostrazione di una rinnovata vitalità letteraria e di una creatività invidiabile.

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