Bambini uccisi dalla mafia (Foto)

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    Annalisa Durante
    Annalisa Durante. Sono 108 i bambini uccisi dalla mafie, 108 vite innocenti spezzate per mano di criminali senza scrupoli che non guardano in faccia a nessuno, neanche ai più piccoli. A raccontare le loro storie è il giornalista Bruno Palermo nel libro "Al posto sbagliato", edito da Rubbettino. Il cronista ha spulciato le pagine dei giornali per recuperare i volti e le storie dei piccoli stroncati dalla violenza delle mafie, iniziando da Emanuela Sansone, ammazzata il 27 dicembre 1896. Il libro dimostra come il numero dei bambini uccisi dalla criminalità sia più alto di quanto sapevamo fino a oggi. L'Atlante dell'Infanzia, redatto da Save The Children sui dati raccolti da Libera - contro le mafie, ne conta (a dicembre 2014) 85 da 0 a 17 anni. La maggior parte (il 41,2 percento) sono vittime casuali, che si trovavano, è il caso di dirlo, "al posto sbagliato". Così successe ad Annalisa Durante, 14 anni. Il 27 marzo 2004 stava chiacchierando con le sue amiche sotto casa, nel rione Forcella, quando si trovò in mezzo a un agguato di camorra tra il clan Mazzarelle e il boss Salvatore Giuliano, allora 19enne, che forse la usò come scudo. Fu colpita alla testa da un proiettile.

    Annalisa Durante

    Sono 108 i bambini uccisi dalla mafie, 108 vite innocenti spezzate per mano di criminali senza scrupoli che non guardano in faccia a nessuno, neanche ai più piccoli. A raccontare le loro storie è il giornalista Bruno Palermo nel libro "Al posto sbagliato", edito da Rubbettino. Il cronista ha spulciato le pagine dei giornali per recuperare i volti e le storie dei piccoli stroncati dalla violenza delle mafie, iniziando da Emanuela Sansone, ammazzata il 27 dicembre 1896. Il libro dimostra come il numero dei bambini uccisi dalla criminalità sia più alto di quanto sapevamo fino a oggi. L'Atlante dell'Infanzia, redatto da Save The Children sui dati raccolti da Libera - contro le mafie, ne conta (a dicembre 2014) 85 da 0 a 17 anni. La maggior parte (il 41,2 percento) sono vittime casuali, che si trovavano, è il caso di dirlo, "al posto sbagliato". Così successe ad Annalisa Durante, 14 anni. Il 27 marzo 2004 stava chiacchierando con le sue amiche sotto casa, nel rione Forcella, quando si trovò in mezzo a un agguato di camorra tra il clan Mazzarelle e il boss Salvatore Giuliano, allora 19enne, che forse la usò come scudo. Fu colpita alla testa da un proiettile.

    Giuseppe Di Matteo

    Giuseppe Di Matteo

    Altra motivazione che spinge la mafia a uccidere i bambini è la vendetta. È il caso di Giuseppe Di Matteo, diventato il triste simbolo della bestialità mafiosa. Figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, venne rapito il 23 novembre 1993 su ordine di Giovanni Brusca per piegare il padre e costringerlo a non parlare. L'11 gennaio 1996, dopo 25 mesi di prigionia, Brusca ordinò la sua morte: fu strangolato e il suo corpo sciolto nell'acido. Aveva 15 anni. La sua morte dimostrò, una volta per tutte, che la mafia non ha mai avuto un "codice d'onore".

    Emanuela Sansone

    Emanuela Sansone

    Emanuela Sansone aveva 17 anni quando il 27 dicembre 1896 venne uccisa a Palermo con un singolo colpo di fucile. Figlia della bettoliera Giuseppa di Sano, venne colpita perché i mafiosi sospettavano di essere stati denunciati dalla madre per fabbricazione di banconote false. Emanuela è la prima vittima donna della mafia: sua madre fu la prima testimone di giustizia.

    Graziella Campagna

    Graziella Campagna

    Graziella Campagna aveva 17 anni il 12 dicembre 1985 quando viene uccisa con 5 colpi di lupara a Villafranca Tirrena (ME). Proveniente da una famiglia numerosa, lavorava in nero in una lavanderia quando scoprì per caso l'identità di un latitante, il boss palermitano Gerlando Alberti jr. Fu lui a ordinare la sua morte per cui sta scontando l'ergastolo.

    Claudio Domino

    Claudio Domino

    Claudio Domino aveva 11 anni quando il 7 ottobre 1986 venne freddato a bruciapelo mentre stava giocando in strada nel quartiere San Lorenzo di Palermo. Il killer gli sparò un colpo in testa, in mezzo agli occhi: la sua colpa era di aver visto le operazioni di confezionamento delle dosi di droga in un magazzino. La città gli ha dedicato la via.

    Raffaella Lupoli

    Raffaella Lupoli

    Raffaella Lupoli aveva 11 anni quando il 10 giugno 1997 venne uccisa a Taranto al posto del padre, Antonio Lupoli, piccolo pregiudicato con problemi di droga. Era in macchina con lui dopo la fine della scuola quando i killer li raggiunsero: il vero obiettivo era lui. Doveva morire per aveva infastidito la moglie del boss del quartiere, Rodolfo Caforio. Raffaella voleva diventare giudice per salvare il papà dalla droga

    Fabio De Pandi

    Fabio De Pandi

    Fabio De Pandi aveva 11 anni quando venne ucciso da un proiettile vagante il 21 luglio del 1991 a Soccavo, quartier della periferia di Napoli, durante un conflitto a fuoco tra clan camorristici rivali. Il piccolo stava rientrando a casa con la famiglia dopo la visita a degli amici.

    Gaetano Marchitelli

    Gaetano Marchitelli

    Gaetano Marchitelli aveva 15 anni quando il 2 ottobre 2003 venne ucciso da un proiettile vagante a Carbonara, alla periferia di Bari, mentre era davanti alla pizzeria dove lavorava per pagarsi gli studi, vittima della faida tra clan della Sacra Corona Unita per il controllo dello spaccio.

    Giuseppina Savoca

    Giuseppina Savoca

    Giuseppina Savoca aveva 11 anni quando il 19 settembre 1959 venne uccisa da un proiettile vagante mentre giocava sotto casa, a Palermo. Il vero bersaglio era Filippo Drago, pregiudicato e proprietario di una profumeria.

    Marcella Tassone

    Marcella Tassone

    Marcella Tassone aveva 10 anni quando fu trivellata di colpi di lupara e pistole a Laureana di Borrello (RC) il 23 Febbraio 1989 insieme al fratello Alfonso, 20 anni, pregiudicato e vero obbiettivo dei killer. Fu colpita prima alla nuca: il killer infierono su di lei sparando altri sei colpi.

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