La guerra dei bambini, in Italia

paranza dei bambini ANCHE LA CAMORRA HA I SUOI BAMBINI SOLDATO

A cura di Fabrizio Capecelatro

12 morti ammazzati soltanto dall'inizio del 2016, di cui 5 in 10 giorni. 32 in 13 mesi, da quando è iniziata la faida. 1265 fra armi da fuoco, compresi kalashnikov e mitragliette Uzi, e armi bianche, più di 23mila munizioni e quasi 10.000 chilogrammi di esplosivo sequestrati soltanto dal Comando provinciale dei Carabinieri tra il primo luglio 2014 e il 30 giugno 2015. A questi vanno aggiunte le altre migliaia sequestrate da Polizia di Stato e Guardia di Finanza. E il giro di armi sembra anche essersi ingrandito negli ultimi mesi. 20 gruppi criminali che si fronteggiano e almeno 100 sicari pronti a sparare per un nulla. 6 faide in corso, 6 città e 15 rioni coinvolti. 250 bersaglieri dell'Ottavo reggimento sparsi per quei territori.

Questi sono numeri di una guerra. Una guerra che si sta combattendo dietro l'angolo di casa nostra, se non proprio a casa nostra. Una guerra che si sta combattendo a meno di 800 chilometri da Milano e poco più di 200 da Roma. Una guerra che dovrebbe interessarci, indignarci, preoccuparci e invece sta passando fin troppo in sordina.

Una guerra che è innanzitutto grido d'allarme: la repressione non basta. Se oggi è, infatti, in corso questa guerra fra giovanissimi camorristi è perché la repressione ha funzionato e ha funzionato fin troppo (sembra paradossale dirlo) bene. Forze dell'Ordine e Magistratura hanno arrestato decine, centinaia forse migliaia di persone negli ultimi anni, hanno decimato i clan camorristici e così sono rimasti soltanto i "muschilli". I ragazzi di bottega, gli apprendisti camorristi sono rimasti senza capi e hanno iniziato a comandare. O, meglio, farsi la guerra per chi debba comandare. E, così, se nel paese dei balocchi i bambini diventavano asini, nel paese delle pistole diventano cadaveri.

E allora noi di Nanopress.it ci siamo chiesti, se la repressione ha funzionato, che cosa non ha funzionato? Forse la politica? Non quella locale, secondo il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che nell'intervista ci tiene a precisare come con la sua elezione sia «cessato ogni tipo di interlocuzione con la camorra» e come sia «un fatto assolutamente non usuale nel nostro Paese che il livello politico si sia schierato e si schieri contro la criminalità organizzata».

C'è, allora, sicuramente un problema di punibilità nei confronti dei minori, come sostiene ai nostri microfoni l'Assessore alla Politiche Giovanili, Alessandra Clemente, che infatti propone di «iniziare una riflessione sulla condizione minorile dal punto di vista repressivo ma soprattutto di recupero». Recupero che, però, spesso non funziona per colpa di problemi burocratici, come denuncia il Vicepresidente delle Commissione Parlamentare Antimafia, Luigi Gaetti, secondo il quale «ci vorrebbe un po’ più di elasticità nelle istituzioni».

Intanto, però, a Napoli continuano a esserci «troppi bambini che non stanno vivendo la vita che invece ciascun bambino avrebbe il diritto di vivere», come denuncia il Presidente di Save The Children Claudio Tesauro. E soprattutto a breve potrebbe esserci un'altra scia di sangue fra i giovanissimi, perché «i pochi boss che sono rimasti - denuncia Don Aniello Manganiello - si stanno alleando per mettere fuori gioco questi ragazzi».

La verità è che in una città come Napoli non basta cancellare il quadro criminale: finché ci sarà fame, ignoranza e abbandono, ci sarà sempre qualcuno pronto a disegnarne uno nuovo.

LEGGI DI SEGUITO LE NOSTRE INTERVISTE:

Luigi De Magistris: «Contro la camorra ci saremmo aspettati di più dal Governo» – INTERVISTA

3 Marzo 2016 - Il Sindaco Luigi De Magistris, accusa su NanoPress.it il Governo di aver fatto poco contro la guerra di camorra in corso a Napoli.

Save The Children: «A Napoli troppi bambini non vivono la vita che avrebbero diritto di vivere»

3 Marzo 2016 - Il Presidente di Save the children, Claudio Tesauro, intervistato da NanoPress.it sulla guerra di camorra, sostiene che a Napoli troppi bambini non vivono la vita che avrebbe diritto di vivere.

Luigi Gaetti: «Contro la camorra ci vuole più elasticità nelle istituzioni» – INTERVISTA

3 Marzo 2016 - Luigi Gaetti spiega a NanoPress.it come siano proprio le istituzioni a rendere difficile il recupero dei giovani napoletani.

Alessandra Clemente: «Bisogna ripensare alla repressione nei confronti dei minori» – INTERVISTA

3 Marzo 2016 - Secondo l'Assessore Alessandra Clemente una delle cause dell'attuale guerra di camorra è la fragilità della forza repressiva nei confronti di minori.

Don Aniello Manganiello: «I vecchi clan si stanno alleando contro la paranza dei bambini» – INTERVISTA

3 Marzo 2016 - Don Aniello Manganiello spiega a NanoPress.it come i clan della camorra si stiano alleando per combattere la paranza dei bambini.

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