Bambina non vaccinata contrae il tetano: indagati i genitori

La Procura di Torino ha indagato i genitori della bambina di 7 anni che lo scorso ottobre venne ricoverata d'urgenza per aver contratto il tetano, salvandosi dopo le cure e il vaccino fatto in ospedale: né lei né il fratellino erano stati vaccinati con l'antitetanica e altri vaccini. L'accusa è di lesioni colpose

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    Bambina non vaccinata contrae il tetano: indagati i genitori

    La Procura di Torino, nella persona del procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo, ha indagato i genitori di una bambina non vaccinata che lo scorso ottobre contrasse il tetano, con l’accusa di lesioni colpose. La notizia arriva a distanza di mesi e dopo i controlli dell’Asl secondo cui né la piccola, di 7 anni né il fratellino erano mai stati vaccinati, né con l’antitetanica né con altri vaccini obbligatori. Il caso fece scalpore perché la bimba arrivò in urgenza all’ospedale Infantile Regina Margherita già con le convulsioni per aver contratto il tetano, venendo vaccinata solo al momento del ricovero: dopo essere stata sottoposta a lunghe cure, fu dimessa il 10 novembre.

    Il caso aveva fatto discutere perché cadeva a ridosso dell’approvazione del decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini per la scuola. L’Asl di Torino aveva chiamato i genitori della bambina già il 15 ottobre perché non risultava aver mai fatto un vaccino.

    Due giorni dopo il ricovero, con già le convulsioni: riconosciuti i sintomi del tetano, i medici hanno subito provveduto all’antitetanica e alla cura, a cui fortunatamente aveva reagito positivamente, trasferendola nel reparto di Terapia intensiva e in quello di Rianimazione fino alle dimissioni quasi un mese dopo.

    Ora la denuncia per lesioni colpose. Il medico legale incaricato dalla Procura dovrà redigere una perizia per determinare l’eventuale nesso di causalità tra la mancata vaccinazione e la “reazione patologica” e per valutare le attuali condizioni della piccola e la presenza di lesioni permanenti.

    Allora i genitori della bambina spiegarono di non essere dei “No vax” ma di aver comunque scelto di non vaccinare i figli, pur avendo a cuore la loro salute: ora dovranno dimostrarlo in Tribunale.