Ricattato da un finto poliziotto online, si uccide: sgominata banda di truffatori

Un'operazione congiunta tra il commando provinciale di Nuoro e quelli di Torino, Vercelli e Catania ha portato al fermo di 20 persone dedite a truffe ed estorsioni online, fermato il capo dell'organizzazione che si fingeva poliziotto per ricattare le vittime. Le indagini sono partite dal suicidio di un 39enne di Nuoro

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    Ricattato da un finto poliziotto online, si uccide: sgominata banda di truffatori

    I carabinieri del commando provinciale di Nuoro, in collaborazione con in colleghi di Torino, Vercelli e Catania hanno sgominato una banda di truffatori dediti alle estorsioni online e attiva tra Nuoro e Vercelli, portando al fermo di 20 persone tra cui il capo dell’organizzazione. Le indagini partirono dal suicidio di un 39enne nuorese, avvenuto 4 mesi fa: allertati dai genitori, i Carabinieri hanno indagato nella vita dell’uomo scoprendo che era stato ricattato da un finto poliziotto e che aveva anche pagato una sorta di multa da 5mila euro prima di togliersi la vita. Il blitz ha portato all’arresto di 2 persone, al fermo di 14 ai domiciliari, un obbligo di dimora e altre 4 indagate a piede libero: tra loro Simone Atzori, 39enne piemontese di origine sarda che si presentava alle vittime come l’ispettore Marco Gigliotti della Polizia Postale di Roma.

    Tutto ha avuto inizio dopo la segnalazione dei genitori dell’uomo morto suicida: il 39enne aspettava di essere assunto in una struttura sanitaria e all’apparenza non aveva motivi per togliersi la vita. Le indagini dei Carabinieri hanno invece portato allo scoperto la truffa che aveva subìto e che lo aveva spinto al gesto estremo.

    Come lui, altre persone sono rimaste incastrate nella rete della banda. Il metodo era ormai collaudato: spulciavano i siti di annunci più popolari sul web alla ricerca di annunci a sfondo sessuale o che comunque potevano essere usati come arma di ricatto, iniziando a prendere informazioni sugli utenti. Ottenute le informazioni tramite i social e la rete, li contattavano fingendosi poliziotti e li accusavano di aver commesso dei presunti reati.

    Nel caso dell’uomo suicida, il finto ispettore era riuscito a estorcergli 5mila euro, con la scusa di una multa: dalle indagini risulta che la banda riusciva a guadagnare in media mille euro al giorno. I Carabinieri hanno disposto per tutti i fermati il sequestro conservativo di beni per un importo di 100mila euro.