Sacchetti biodegradabili e compostabili a pagamento anche in farmacia

Dopo i supermercati, anche le farmacie dovranno dare ai clienti solo sacchetti biodegradabili e solo a pagamento, indicando il costo sullo scontrino. Saranno gli esercenti a decidere quanto far pagare il sacchetto, ma non sarà obbligatorio darli

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    Sacchetti biodegradabili e compostabili a pagamento anche in farmacia

    I sacchetti biodegradabili saranno a pagamento anche in farmacia. Dopo i supermercati, con tutto lo strascico di polemiche, tocca alle farmacie recepire la normativa che ha reso obbligatorio il pagamento dei sacchetti, solo biodegradabili, per frutta e verdura. Come richiesto dalla legge, che recepisce una normativa europea, dal 1 gennaio 2018, tutte le borse in uso negli esercizi commerciali per poter essere a norma devono essere biodegradabili e compostabili e soprattutto, devono avere un costo, indicato nello scontrino. Alla norma non sfuggono le farmacie che da ora in poi faranno pagare i sacchetti, con prezzi decisi dai singoli esercenti, ma senza l’obbligo di darli ai clienti: chi vuole potrà usare le proprie borse per riporre i medicinali.

    Chi non dovesse essere in regola rischia sanzioni anche di un certo peso. Secondo la norma, per le farmacie “la vendita delle borse di plastica non rispondenti alle caratteristiche previste dalla normativa è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 25mila euro che potrà essere aumentata fino ad un massimo di 100mila euro”.

    Per questo, la Federazione Ordini Farmacisti Italiani, ha redatto una circolare per aiutare la categoria a rispettare le nuove disposizioni e a non incorrere nelle multe.

    “Con specifico riferimento alle farmacie la tipologia di borse di plastica maggiormente utilizzata è quella per il trasporto di merci e prodotti acquistati, come medicinali, cosmetici, parafarmaco, ecc., fuori dal locale di vendita”, si legge nella circolare Fofi . “In proposito la normativa prevede che le borse di plastica devono essere biodegradabili e compostabili – cioè di composizione tale da poter essere conferite nell’umido nella fase di raccolta dei rifiuti – e devono rispondere ai requisiti dello Standard Uni En 13432:2002″.

    “Il controllo del rispetto dei requisiti di biodegradabilità e compostabilità può avvenire con qualsiasi modalità, anche attraverso il rilascio da parte dei fornitori di una dichiarazione che ne attesti la rispondenza alle caratteristiche previste dalla legge”, chiarisce la Fofi che ricorda come non ci sia l’obbligo di dare il sacchetto a pagamento, ma che il cliente può usare anche una sua borsa.