Violentata da ubriaca e filmata, per i giudici era cosciente e in grado di dare il consenso

Polemica per la decisione del Tribunale della Libertà di Bologna che ha ordinato la scarcerazione di un giovane rumeno e di un senegalese, accusati il primo di aver violentato una ragazza di 18 anni e il secondo di aver filmato la violenza: per i giudici, la giovane, sebbene ubriaca da non reggersi in piedi, era in grado di dare il suo consenso

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    Violentata da ubriaca e filmata, per i giudici era cosciente e in grado di dare il consenso

    Anche se era ubriaca da non reggersi in piedi, era in grado di dare il suo consenso e pertanto non si tratta di stupro. Così i giudici del Tribunale della Libertà di Bologna hanno ribaltato la decisione dei giudici del Tribunale di Ravenna e hanno ordinato la scarcerazione di un 26enne rumeno e di un 27enne senegalese, accusati il primo di aver violentato una ragazza di 18 anni la notte tra il 5 e il 6 ottobre 2017 e il secondo di aver filmato le violenze con il cellulare. La giovane era talmente ubriaca da non reggersi in piedi ed essere portata in spalla a casa al termine di una festa: qui fu messa sotto la doccia fredda dai due e lasciata in stato semi incosciente sul divano mentre il rumeno la violentava e il senegalese riprendeva la scena. Per i giudici però, “pur avendo bevuto molto e trovandosi in uno stato di non piena lucidità, era pienamente in grado di esprimere un valido consenso al rapporto sessuale e lo ha espresso”.

    Il tribunale del Riesame ha preso in considerazione lo stesso video dell’accusa in cui si vede la violenza sessuale. Come riporta Il Resto del Carlino, ci sarebbero stati alcuni gesti alla base della decisione dei giudici bolognesi. La ragazza non sarebbe stata incosciente perché a un certo punto “appoggia un braccio intorno alle spalle”, “gli mette una mano sul viso e sulla nuca”, “appoggia l’altro braccio sul petto”, “gli tira l’elastico delle mutande” e “tiene la mano sul viso di lui in una sorta di carezza”: questi gesti, estrapolati dai tre video, dimostrerebbero in “maniera inconfutabile” che la “ragazza non è affatto incosciente”.