Pedofilia, bimba di 10 anni fa condannare il padre: ‘Ora voglio cambiare cognome’

Lisa, di soli 10 anni, è stata violentata dal padre quando aveva sei anni: le violenze si ripetevano nei giorni disposti dal tribunale dopo la separazione dalla madre. In primo grado l'uomo, di 46 anni, era stato assolto, ma la bimba ha voluto andare avanti nel procedimento in Appello finché il padre non è stato condannato a 9 anni e mezzo. Ora non vuole più chiamarsi come lui: 'Ho fatto bene, nessuno deve soffrire come me'

da , il

    Pedofilia, bimba di 10 anni fa condannare il padre: ‘Ora voglio cambiare cognome’

    Violentata a sei anni dal padre durante i giorni di visita disposti dal tribunale in sede di separazione, lo ha visto assolvere in primo grado ma non si è arresa e, insieme alla madre e all’avvocato Brigida Alaimo, è andata avanti in secondo grado, facendolo condannare a 9 anni e mezzo di carcere. Come racconta Repubblica, la piccola Lisa, 10 anni, da Palermo, non si è tirata indietro quando la giustizia non le ha creduto. Il padre abusava di lei a casa della nonna da quando aveva sei anni, la minacciava di uccidere la madre se avesse parlato, ma lei si era confessata prima con un’amichetta e poi con la madre, fino a portarlo in Tribunale. Ora che l’uomo è stato condannato, per lei ha inizio una nuova vita e non vuole più avere a che fare con lui, tanto da non volersi più chiamare con il suo cognome.

    L’uomo è stato condannato dalla sezione di Appello del Tribunale di Palermo la scorsa settimana: per lui i giudici hanno stabilito una sentenza di 9 anni e sei mesi di carcere anche grazie alla testimonianza della figlia che ha voluto parlare ai magistrati, raccontando le violenze fin nei dettagli e confermando la deposizione rilasciata in primo grado.

    I fatti risalgono al 2012. Gli abusi sono andata avanti nel corso del tempo finché la bimba non si è confessata con l’amica e con la madre che, già separata dal marito perché violento, ha sporto denuncia, facendo aprire il procedimento. In primo grado l’uomo viene assolto: i giudici, spiega Repubblica, non hanno creduto alla versione della bambina e l’hanno prosciolto.

    Lei, che sogna di diventare una ballerina o un carabiniere, non si è arresa e ha voluto dare il suo contributo in Appello: quando la madre le ha dato la notizia della condanna, è come rinata. “Era felice con non mai”, ha confessato la donna al quotidiano.

    Per la piccola è finito un incubo, anche se qualcosa ancora rimane da fare. Lisa non vuole più chiamarsi col cognome paterno e così la madre ha avviato le pratiche per darle il suo cognome, tagliando tutti i ponti con il passato di violenze.