Mister Friuli 2017 è di colore, polemiche sul web: ‘I razzisti? Non mi abbattono’

Si chiama Alioune Diouf, ha 18 anni, è originario del Senegal e vive da anni a Cividale e ha sbaragliato tutta la concorrenza, diventando il primo Mister Friuli di colore. Giocatore di basket in serie C e con un sogno da modello nel cassetto, è stato attaccato sul web con frasi razzisti: 'Vado avanti per la mia strada'

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    Mister Friuli 2017 è di colore, polemiche sul web: ‘I razzisti? Non mi abbattono’

    Si chiama Alioune Diouf, ha 18 anni, è originario del Senegal e vive da 5 anni a Cividale del Friuli e ha sbaragliato la concorrenza, diventando il primo Mister Friuli di colore e scatenando le polemiche sul web. In tanti non hanno gradito che fosse lui il vincitore del concorso di bellezza, organizzato dall’agenzia Astol Models: fisico atletico, da giocatore di basket (milita in serie A) e col sogno di fare il modello, Alioune non ha voluto darla vinta ai razzisti che si sono scagliati contro di lui e contro la scelta della giuria, che lo ha premiato con 116 punti su 120. “I commenti razzisti? Non mi abbattono e vado avanti per la mia strada”, ha dichiarato il neo Mister al Piccolo.

    Leggendo i commenti sotto al post del concorso pubblicato su Facebook si trovano commenti razzisti, ma sono molti quelli degli utenti che invece lo difendono e che anzi si scagliano contro chi lo ha insultato: tra di loro, alcuni hanno scritto di aver contattato la Polizia Postale per sporgere denuncia.

    Alioune non ha voluto farsi coinvolgere dalle polemiche sul web: iscritto all’ultimo anno di liceo, bravo a scuola e sportivo, ama il Friuli (ha ammesso di essere goloso di frico e polenta), nonostante le battute sul colore della pelle. Chi è rimasto più male è il suo agente, Fabrizio Astolfi, che al Piccolo ha esternato tutto il suo stupore. “Sono allucinato da tutti questi commenti razzisti. All’Udinese un giocatore di colore non desta alcun scalpore, perché allora ci sono problemi sui concorsi di bellezza? La realtà di oggi è multietnica, i nostri figli frequentano classi composte da molti bambini stranieri: questa varietà è ormai la normalità”, la sua conclusione.