Barelliere molesta paziente in ospedale dopo l’operazione: arrestato

Arrestato un barelliere di 66 anni, originario della Puglia, con l'accusa di aver molestato una paziente di 25 anni dopo l'operazione effettuata all'ospedale Cervesi di Cattolica: al risveglio dall'anestesia, ha raccontato di essere stata toccata nelle parti intime

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    Barelliere molesta paziente in ospedale dopo l’operazione: arrestato

    È stato arrestato un barelliere di 66 anni, originario della Puglia e residente a Valconca, entroterra riminese, accusato di aver molestato una paziente di 25 anni mentre era ancora intontita dall’anestesia dopo un intervento all’ospedale Cervesi di Cattolica. Il fermo è avvenuto all’alba da parte dei carabinieri di Riccione dopo le indagini guidate dalla Procura di Rimini e, per il 66enne, sono scattati i domiciliari. Il fatto risale allo scorso 18 settembre, quando la 25enne, originaria del Bangladesh, ha raccontato in lacrime alle compagne di stanza di aver visto l’uomo toccarla nelle parti intime al risveglio dall’anestesia. A far scattare la denuncia è stato il marito della donna che si è rivolto agli uomini dell’Arma che hanno fatto partire le indagini: ora l’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata.

    Secondo quanto ricostruito dalle indagini, le violenze sarebbero iniziate nella sala post operatoria dove la paziente si stava riprendendo dall’intervento e sarebbero continuate in ascensore, con l’uomo che avrebbe continuato a toccarle le parti intime mentre lei non era in grado di reagire.

    Arrivata in camera, la giovane è scoppiata in lacrime e ha raccontato in inglese alle compagne quanto le era accaduto, continuando a ripetere “old man bad man”, cioè uomo anziano, uomo cattivo. Grazie alla descrizione dell’uomo e al colore del camice e, con la collaborazione delle compagne di stanza della 25enne, tra le prime a segnalare l’episodio al personale medico, gli inquirenti sono riusciti a risalire alla sua identità.

    Ora il 66enne è ai domiciliari: per lui l’accusa è di violenza sessuale aggravata dalla minore capacità della vittima a difendersi.