Unica bimba italiana in una classe di stranieri: ‘Ho fatto cambiare scuola a mia figlia perché ghettizzata’

Rosaria Piccinno aveva raccontato la sua storia in un'intervista ad Agorà, la trasmissione di Rai Tre, e sul Resto del Carlino, lamentando le difficoltà della figlia di sei anni a integrarsi in una classe di 18 bambini stranieri come unica italiana. La nuova classe è composta da metà bambini italiani e metà stranieri: 'È l'inizio di una nuova vita'

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    Unica bimba italiana in una classe di stranieri: ‘Ho fatto cambiare scuola a mia figlia perché ghettizzata’

    Ha fatto cambiare scuola alla figlia perché unica bambina italiana in una classe di stranieri. Rosaria Piccinno, questo il nome della madre, ha ottenuto che la figlia, di sei anni e mezzo, andasse in un altro istituto di Modena perché non si sentisse più ghettizzata. La vicenda è balzata alla ribalta nazionale dopo un’intervista della donna ad Agorà, il programma di Rai Tre, e agli articoli che le ha dedicato Il Resto del Carlino. Secondo quanto dichiarato dalla donna, la figlia sarebbe stata discriminata perché unica italiana in una classe con 18 stranieri, specificando che il vero motivo era di essere di religione cattolica. Alla fine, la bambina è stata trasferita in un altro istituto e in un’altra classe, composta per metà da bambini italiani e metà stranieri. “Ora per lei è iniziata una nuova vita”, ha dichiarato la mamma.

    La vicenda ha fatto molto parlare perché sembrava un caso di discriminazione al contrario. La bimba frequentava la seconda elementare presso la scuola primaria statale “Cittadella circolo 9″ a Modena ed era l’unica alunna di origine italiana in una classe di 19 bambini di diversa nazionalità.

    La mamma ha raccontato alla trasmissione di Rai Tre che la figlia ha avuto grossi problemi a essere accettata dai compagni che la ghettizzavano perché cattolica. “Il mio problema non sono i bambini, che sono tutti uguali, ma i genitori e come educano i figli”, ha spiegato la donna.

    Per far comprendere la situazione, ha raccontato che nessun compagno di classe era mai venuto a casa loro per fare i compiti e che il motivo era la religione differente. “Noi da piccoli abbiamo fatto i compiti con altri compagni di scuola; a lei le era proibito perché era di religione cattolica”, ha dichiarato, aggiungendo di essere stata anche offesa da alcuni genitori, una volta che la vicenda era stata resa pubblica.

    Ora la situazione sembra rientrata. La bambina è stata trasferita in una classe della scuola primaria Anna Frank del Comprensivo 10, sempre a Modena. La figlia ha iniziato una nuova vita, racconta la mamma al Resto del Carlino, e lei è felicissima della scelta, anche della composizione mista della classe, metà italiani e metà stranieri.

    La sua, dice, è stata una battaglia di principi e non dettata dal presunto razzismo. ” Le scuole ghetto sono dannose non solo per i bambini italiani ma anche per gli immigrati che difficilmente in questo modo riusciranno a integrarsi”, ha concluso.