Malato grave perde sostegno dall’Inps: l’azienda continua a pagargli lo stipendio

Per i titolari, la decisione dell’Inps è ‘un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore e che, come tutti i suoi coetanei, nella quotidianità deve affrontare spese, anche importanti, e progettare il suo futuro'.

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    Malato grave perde sostegno dall’Inps: l’azienda continua a pagargli lo stipendio

    Esistono vicende in cui, oltre al danno di trovarsi a lottare contro una grave malattia, si aggiunge la beffa di essere ‘abbandonati’ dall’Inps, ovvero l’ente che dovrebbe provvedere alla previdenza sociale: è ciò che è successo a un ragazzo di 22 anni che ha trascorso la maggior parte della sua vita a combattere contro una patologia importante. A un certo punto, l’Inps ha ritenuto esaurito il diritto del giovane alla malattia retribuita, ma fortunatamente in suo aiuto è arrivata l’azienda per cui lavora, che ha deciso di continuare a erogargli lo stipendio.

    La Siropak e il suo grande gesto di solidarietà

    L’azienda per cui lavora il giovane 22enne è la Siropack Italia di Cesenatico, che si è distinta per un grande gesto di solidarietà nei confronti di un dipendente in grave difficoltà e ha confermato la propria benevolenza, rifiutando la proposta dei colleghi di pagare lo stipendio al ragazzo tramite una colletta. A rendere nota la vicenda è stata l’azienda stessa, schierandosi apertamente dalla parte del dipendente e criticando aspramente la decisione dell’Inps, che ha smesso di pagare lo stipendio dallo scorso settembre 2017.

    ‘Prima che sopraggiungesse l’obbligo di assumere una persona diversamente abile, non abbiamo avuto dubbi a puntare su di lui, nella convinzione che il lavoro potesse dargli un ulteriore stimolo per continuare a combattere la sua battaglia personale. E’ un ragazzo infinitamente disponibile e positivo, per questo la sua presenza ha rappresentato, fin dal suo arrivo, un valore aggiunto per tutta l’azienda’, hanno raccontato i titolari di Siropack, Rocco De Lucia e Barbara Burioli, a ‘Cesena Today’.

    Per i dirigenti della Siropack si è trattato di un’enorme ingiustizia: ‘Siamo rimasti commossi dalla sensibilità dei nostri circa 30 dipendenti, che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma abbiamo stabilito che sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento, là dove gli organi preposti alla tutela dei lavoratori hanno deciso di voltare le spalle a chi si trova nel bisogno’.

    Il giovane 22enne, un ragazzo volenteroso

    Il giovane che tra poco compirà 22 anni, è un ragazzo coraggioso che dall’età di 11 anni combatte contro un mostro feroce, il Sarcoma di Ewing, una forma tumorale che attacca principalmente le ossa. Purtroppo, nel marzo scorso, l’evoluzione della malattia ha costretto il lavoratore a subire un intervento di rimozione di un polmone. Nonostante fosse evidente la necessità del giovane di trascorrere un lungo periodo di convalescenza a casa, per recuperare forze e qualità di vita, l’Inps ha comunque azzerato il compenso dovuto al ragazzo, considerando terminati i giorni di malattia concessi.

    Nonostante i lunghi periodi dedicati alle terapie, è riuscito ad ottenere il diploma presso l’Istituto Professionale ‘U. Comandini’ di Cesena e nel febbraio 2016 è stato assunto dall’azienda Siropack Italia S.r.l. di Cesenatico, nel ruolo di terminalista.

    Per i titolari, la decisione dell’Inps è ‘un atto arbitrario e lesivo nei confronti di un ragazzo che sta combattendo contro un tumore e che, come tutti i suoi coetanei, nella quotidianità deve affrontare spese, anche importanti, e progettare il suo futuro’. Inoltre per l’azienda il giovane è stato e sarà una risorsa preziosa, al di là della salute precaria: ‘Nei periodi in cui il suo stato di salute gli ha permesso di svolgere la propria mansione all’interno della nostra azienda, si è dimostrato un lavoratore volenteroso, nonché un ragazzo umile e generoso’, proprio per questo i titolari di Siropack hanno dichiarato: ‘Non possiamo permettere che questa decisione renda ancor più difficile la sua situazione. Agiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenerlo e dimostrargli la nostra vicinanza, ed allo stesso tempo sensibilizzare le autorità competenti affinché i lavoratori come lui possano essere trattati con maggiore umanità’.