Non si affitta ai meridionali e ai gay, a Padova tornano gli annunci razzisti

La denuncia di un medico di Caserta, a Padova per accompagnare la figlia nella ricerca di un alloggio per lo studio, su un post di Facebook: tra gli annunci c'è chi non vuole i meridionali, specialmente i napoletani (ma anche i sardi). Niente appartamento anche ai gay e agli amanti degli animali

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    A Padova non si affitta ai meridionali, specialmente se napoletani o siciliani, ai gay, agli amanti degli animali ma neanche alle coppie con figli. È quanto denuncia Vittorio Savino, medico di Caserta, che ha accompagnato la figlia nella città veneta alla ricerca di un appartamento per soggiorno studio. Davanti agli annunci assurdi che si sono trovati di fronte, non ha saputo resistere e ha pubblicato una sorta di elenco degli orrori degli annunci razzisti in cui sono incappati. Alcuni sono davvero fuori da ogni logica, come chi non vuole affittare ai “ciccioni”: a destare più sconcerto è però il ritorno del vecchio e orribile ritornello “non si affitta ai meridionali”, con cui gli emigrati del Sud vennero accolti al Nord negli anni ’50 e ’60.

    L’elenco del medico è un vero compendio di razzismo. Invece di andare avanti, sembra che qualcuno a Padova sia rimasto agli anni Cinquanta, quando i meridionali erano “neri, sporchi, puzzolenti” e “rubavano il lavoro”. Non stupisce che tra i no ci sia quello per gli stranieri, visto che neanche tra italiani ci si riesce ad accettare.

    Nel post, il medico racconta che la figlia dovrà soggiornare a Padova per un corso di formazione e che l’ha aiutata a cercare un appartamento, selezionando le offerte tra siti internet e gli annunci in giro per la città.

    Davanti ai primi che ha trovato è esplosa la sua sorpresa. “Via Forcellini”, scrive il medico, “non si fitta a studenti, meridionali, gay friendly, animali perché si vive in condominio”;

    “Via Facciolati: no a gay friendly, no pet friendly, no coppie con figli, trans, meridionali specialmente napoletani e siciliani valutabili altre zone del centro sud”;

    “Zona Guidda Bassonello: solo a ragazze bella presenza del nord, no meridionali”;

    “Corso del popolo: no a gay, no a persone del sud, no sardi”.

    Tra i divieti più assurdi che ha trovato ci sono quelli sui “lavoratori, ciccioni, neri, marocchini, persone in cattive condizioni di salute”.

    Molti utenti hanno voluto rispondere al suo post, sottolineando di non aver mai avuto problemi a trovare case in affitto a Padova, anche se meridionali: come tutte le città del nord, anche qui esiste una nutrita comunità di emigrati da ogni parte del Sud che ha trovato una nuova casa sotto i portici della basilica di Sant’Antonio.

    Non ci sarebbe poi tanto da stupirsi. I divieti ai cosiddetti “diversi” sono arrivati anche dal Sud Italia: solo per fare un esempio, in Calabria quest’estate un bed and breakfast aveva detto no a gay e coppie con animali. Nella stessa regione però una nonna era diventata il simbolo del gay pride. Della serie, l’origine non è mai sinonimo di razzismo: sono le singole persone a esserlo.