Arrestato a Ferrara un fratello dell’attentatore di Marsiglia

Anis Hannachi è stato fermato dagli uomini della Digos di Bologna e Ferrara su esecuzione di un mandato di cattura europeo: il sospetto è che sia stato lui a radicalizzare il fratello Ahmed Hannachi che il 1° ottobre uccise a coltellate due donne alla stazione di Saint-Charles a Marsiglia. Indagini in corso tra Italia e Francia

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    È stato arrestato a Ferrara Anis Hannachi, uno dei fratelli di Ahmed Hannachi, autore dell’attentato terroristico a Marsiglia del 1° ottobre in cui morirono due donne, accoltellate alla stazione di Saint-Charles. Il fermo è avvenuto mentre l’uomo passeggiava, disarmato, per le strade della città: gli uomini della Digos di Bologna e Ferrara lo stavano monitorando da tempo e, appena individuato con precisione, hanno fatto scattare l’arresto su disposizione della Procura Antiterrorismo di Roma a seguito di un mandato di arresto europeo emesso dalla magistratura francese. Il 25enne tunisino è stato fermato al termine di un’articolatissima attività investigativa coordinata dal Servizio centrale per il contrasto del Terrorismo esterno della DCPP-UCIGOS che ha portato al rintraccio del ricercato in territorio italiano. Secondo fonti investigative, sarebbe lui il responsabile della radicalizzazione del fratello Ahmed.

    Gli investigatori stanno indagando sul ruolo del fermato non solo nella radicalizzazione del fratello ma anche nella stessa organizzazione dell’attentato di Marsiglia, costato la vita alle due cugine Laure e Marianne, di 17 e 20 anni. Anis, ora a disposizione della Procura generale presso la corte d’appello di Bologna, è accusato di “partecipazione ad associazione terroristica e complicità” nel duplice omicidio.

    Secondo quanto chiarito dagli inquirenti in conferenza stampa, Anis Hannachi era stato individuato sicuramente il 4 ottobre in Liguria, dopo una prima segnalazione del 27 settembre arrivata dai servizi francesi il 3 ottobre ma non confermata dalle autorità: sul perché fosse sul territorio italiano ancora non è chiaro. “Al momento non collabora”, fanno sapere gli inquirenti.

    Dalle prime evidenze, è emerso che il fratello del killer abbia combattuto come foreign fighter in Siria ed è per questo che gli inquirenti francesi sospettano che sia lui il responsabile della radicalizzazione di Ahmed.

    Anis Hannachi era già respinto dall’Italia nel 2014 quando arrivò a Favignana con altri tunisini su un barcone. Sempre in conferenza stampa, gli inquirenti italiani hanno confermato che “non ci sono evidenze” su eventuali azioni in Italia o che stesse pianificando attacchi nel nostro paese. Inoltre, al momento non sono emersi elementi su eventuali “solidi appoggi” logistici a Ferrara, dove è stato fermato.

    Le indagini sull’attentato di Marsiglia sembrano comunque portare in Italia. Ahmed Hannachi ha infatti vissuto ad Aprilia per 8 anni insieme all’ex moglie prima della fine del matrimonio e non era mai finito nella lista dei sorvegliati per droga o per sospette attività terroristiche.

    Il fermo del fratello potrebbe dare risposte a molte domande degli inquirenti italiani e francesi. Anis potrebbe aver avuto un ruolo nel processo di avvicinamento del fratello alla jihad , forse con l’aiuto di un terzo fratello, Anuar, che al momento vive all’estero, ma che, secondo gli investigatori tunisini, potrebbe aver avuto legami con cellule jihadiste.

    Tutto è ancora da chiarire nell’ambito di un’indagine complessa ma che segna una svolta nella cooperazione tra Italia e Francia nella lotta al terrorismo. Anche la matrice terroristica del duplice omicidio di Marsiglia è ancora da appurare: secondo i testimoni, Ahmed avrebbe gridato “Allah Akbar” prima di scagliarsi contro le due giovani, ma sono necessarie ulteriori indagini per avere la certezza del movente e, nel caso, ricostruire la rete che ha portato Ahmed Hannachi a colpire a Marsiglia.

    Secondo quanto riporta La Stampa, il tunisino fino al 16 marzo scorso era in Italia e, in quella data, aveva consegnato i documenti per il rinnovo del permesso di soggiorno, prenotando l’appuntamento per il 6 aprile ma non presentandosi. Qualche risposta potrebbe arrivare dall’ex moglie, ora risposatasi in Tunisia e attesa a giorni in Italia.

    Aprilia e ora Ferrara: quali sono i legami dei fratelli Hannachi col terrorismo e con l’Italia? Come e dove si sono radicalizzati? Sono stati loro a organizzare l’attentato a Marsiglia? Se sì, chi li ha aiutati? A queste e altre domande ora gli investigatori dovranno dare risposte.

    Attentato a Marsiglia, morte due giovani

    Il 1 ottobre 2017 Ahmed Hannachi ha ucciso due donne accoltellandole presso la stazione Saint-Charles di Marsiglia. Intorno alle 13:45 le telecamere inquadrano un uomo, seduto su una panchina, che scatta all’improvviso e si scaglia contro la prima vittima, sgozzandola con un coltello da macelleria: subito tenta la fuga ma poi torna indietro e colpisce la seconda donna, accanto alla prima, uccidendola.

    In un attimo è il caos: mentre le persone fuggono in preda al panico, sono i militari dell’operazione antiterrorismo Sentinelle, presenti in stazione, a individuare il killer e a sparargli mentre gli si stava gettando addosso, coltello in mano, uccidendolo sul colpo. Sul cadavere verrà trovato un altro coltello.

    I testimoni raccontano di averlo sentito urlare “Allah Akbar” prima di scagliarsi contro le sue vittime, due cugine di 17 e 20 anni. Scattano le indagini e si risale ad Ahmed Hannachi: è lui l’autore dell’attacco alla stazione.