Bondage e sadomaso, a lezione dai salesiani: il convegno organizzato dallo Iusve di Venezia

Bondage e sadomaso saranno al centro di una lezione organizzata dall’Istituto Salesiano di Venezia. No, i salesiani non saranno lì a svelare i trucchi per legare la propria partner o i modi migliori per sculacciarla. Né a giudicare chi pratica queste fantasie sessuali. Il tutto verrà infatti analizzato in modo strettamente scientifico

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    Bondage e sadomaso, a lezione dai salesiani: il convegno organizzato dallo Iusve di Venezia

    Bondage e sadomaso saranno al centro di una lezione organizzata dall’Istituto Salesiano di Venezia. No, non è una notizia del Lercio. E no, i salesiani non saranno lì a svelare i trucchi per legare la propria partner o i modi migliori per sculacciarla. Né, tantomeno, a giudicare chi pratica queste fantasie sessuali. Il convegno organizzato dallo Iusve avrà solo una finalità scientifica.

    “BDSM: aspetti sessuologici e criminologici” è il titolo del convegno organizzato per sabato 7 ottobre dal Dipartimento di Psicologia dell’università religiosa Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia).

    Certo, il fatto che un convegno su certe pratiche sessuali sia organizzato proprio da un’università di salesiani fa sorridere. In realtà c’è, appunto, esclusivamente un fine scientifico.

    «Il convegno intende approfondire il tema delle perversioni sessuali, nello specifico delle pratiche di bondage e di sadomasochismo che rientrano nell’acronimo BDSM – spiegano gli organizzatori – Il convegno intende analizzare il fenomeno in modo scientifico, da punti di vista diversi, in un’ottica di lavoro interdisciplinare».

    Non ci sarà, inoltre, nessun giudizio morale su chi ha queste preferenze sessuali e fantasie erotiche, basate sulla dominazione tra partner. Non aspettatevi, dunque, un religioso che sale sul pulpito accusando di essere malati e pervertiti coloro che si fanno sculacciare dai partner.

    Anzi: «Si passerà dalle chiavi di lettura psichiatriche a quelle medico-legali, tenendo tuttavia conto dello sguardo dei praticanti, evitando così di patologizzare tout court tali pratiche, focalizzandosi sul benessere sessuale dell’individuo e della coppia. Le riflessioni giuridiche e criminologiche offriranno, infine, punti di vista alternativi sulle possibili correlazioni con crimini e atti devianti».

    Di cosa si parlerà in concreto? «Alcuni esempi sono l’interesse intenso e persistente verso lo sculacciare, fustigare, tagliare, legare o strangolare un’altra persona ma ci sono interessi persistenti per animali, cose inanimate come le scarpe o oggetti di gomma — spiega al Corriere Salvo Capodieci, direttore del master in Sessuologia —. Fantasie e pratiche di questo tipo non possono essere considerati, dice il Manuale, disturbi: l’asticella che divide la normalità dalla perversione si sposta sempre più in basso e risulta difficile stabilire una demarcazione tra condotte ritenute accettabili o normali e quelle che non lo sono».