Esercito, requisiti fisici non più vincolanti: avremo soldati con la pancetta?

Secondo i nuovi criteri introdotti a settembre dalle Forza armate, i requisiti fisici nel concorso VFP1 non saranno più vincolanti per poter fare il soldato. Il motivo? Si tratta di una strategia per coprire il giusto numero annuale di militari, 8mila circa. Avremo soldati in pancetta o più militari in ufficio? Il rischio è di trasformare l’esercito in uno «stipendificio»

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    Esercito, requisiti fisici non più vincolanti: avremo soldati con la pancetta?

    I requisiti fisici per entrare nell’esercito? Non saranno più vincolanti, ma serviranno solo ad avere un punteggio più alto in graduatoria. La svolta, storica, è contenuta tra i nuovi criteri introdotti a settembre dalle Forza armate.

    Avete presente i duri test che tutti gli aspiranti devono effettuare ai concorsi, per ottenere l’idoneità fisica?

    Sicuramente conoscerete persone che hanno provato ad arruolarsi nell’esercito come volontari, ma che non hanno superato i test perché non sono stati in grado di fare un certo numero di flessioni in un determinato lasso di tempo.

    Ebbene, da settembre 2017 i test fisici non saranno più decisivi e vincolanti per indossare la divisa.

    Lo hanno stabilito le Forze armate, nel dettare i nuovi criteri di accesso all’Esercito tramite il concorso VFP1 (volontario in ferma prefissata).

    «Nelle more della formalizzazione del decreto dirigenziale di modifica da apportare al primo e secondo bando di reclutamento dei volontari in ferma prefissata di un anno nell’Esercito, per l’anno 2017 – si legge nell’avviso, come riporta il Giornale – si avvisa che il mancato superamento delle prove di efficienza fisica non determinerà più un giudizio di idoneità e, quindi, l’esclusione dal concorso».

    Le prove fisiche serviranno quindi per «l’attribuzione eventuale di un punteggio incrementale». Allo stesso modo, sono state «eliminate le soglie minime previste per l’idoneità».

    Il motivo? Sarebbe una strategia per coprire il numero annuale di militari, 8mila circa, richiesti. Tanti di questi posti, infatti, restano scoperti proprio perché non tutti superano i test fisici per entrare nell’esercito.

    Le conseguenze? Meno disoccupati, certo, ma forse più militari in ufficio. E, in questo caso, servono davvero dietro a una scrivania, o questo rischia di trasformare l’esercito (come provoca Il Giornale) «in un organismo di protezione sociale o uno stipendificio»?

    Difficile, infatti, pensare all’efficacia di mandare per strada, o in guerra, soldati poco atletici e scattanti. A meno che la nuova frontiera sia quella dei soldati con la pancetta…