‘Ndrangheta a Seregno, cade la giunta: dimissioni in blocco dei consiglieri

Il comune di Seregno (MB), travolto dalle indagini sulla 'ndrangheta in Lombardia e dall'arresto del sindaco è senza amministrazione comunale a seguito delle dimissioni di massa di tutti i consiglieri, a partire da quelli della Lega. La decisione dopo l'incontro del vice sindaco leghista Giacomo Mariani, indagato per abuso d'ufficio, con Matteo Salvini

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    ‘Ndrangheta a Seregno, cade la giunta: dimissioni in blocco dei consiglieri

    Dopo l’operazione contro la ‘ndrangheta in Lombardia e l’arresto del sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, cade la giunta comunale del comune brianzolo a seguito delle dimissioni in massa dei consiglieri di Lega Nord, Forza Italia e della minoranza di centrosinistra e liste civiche. Il comune, travolto dall’inchiesta che ha portato al fermo di 27 persone tra le province di Monza, Milano e Reggio Calabria, è ora avviato verso la procedura di commissariamento, come ha dichiarato il prefetto di Monza e Brianza, Giovanna Vilasi. I primi a far partire le dimissioni sono stati gli otto consiglieri della Lega: anche il Carroccio è stato toccato dall’inchiesta tramite il vicesindaco, Giacinto Mariani, indagato per abuso d’ufficio. A seguire, sono arrivate le dimissioni di tutti i consiglieri della maggioranza e della minoranza.

    Da due giorni il comune di Seregno si trova al centro della bufera giudiziaria e mediatica. Se il sindaco Mazza, di Forza Italia, è ai domiciliari per corruzione, così come il consigliere Stefano Gatti, anche lui indagato, il vicesindaco Mariani, della Lega, è tra i 27 fermati con l’accusa di abuso d’ufficio che ha fatto scattare la richiesta di interdizione da parte del Gip di Monza.

    Da qui la scelta di Mariani e di tutto il gruppo consiliare del Carroccio di farsi da parte, comunicato nella giornata di mercoledì a seguito dell’incontro con il segretario Matteo Salvini. Primo cittadino di Seregno per due mandati, nel 2015 è stato sostituito proprio da Mazza: in un’intercettazione contenuta in un’annotazione dei Carabinieri, citata da diversi quotidiani, sarebbe lui il vero “padrone” dell’amministrazione di Seregno.

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    Il vicesindaco Mariani in una foto tratta dal suo profilo Facebook / Ansa

    Dopo i leghisti, sono stati i consiglieri di Forza Italia a dare le dimissioni. “Alla luce dei recenti eventi che hanno interessato il nostro Comune, con senso di responsabilità e rispetto dei cittadini seregnesi abbiamo rassegnato le dimissioni”, scrivono in una nota. “Altrettanto hanno fatto i coordinatori cittadini. Il partito locale pone la massima fiducia nella magistratura e si augura che venga restituita serenità e credibilità alla vita amministrativa, alle istituzioni e alla città”.

    “È stata una scelta necessaria anche per la minoranza, dato che qualcuno della maggioranza non ha mollato altrimenti non ci sarebbero stati i numeri per far cadere questa giunta, un atto dovuto ai cittadini”, ha spiegato William Viganò, capogruppo del PD.

    Anche Mario Nava, portavoce del Movimento 5 Stelle a Seregno, ha dato le dimissioni: “Non c’era più nessun motivo per portare avanti il nostro lavoro in Consiglio comunale. Continueremo ad operare sul territorio”.