Maltempo a Livorno, trovato il corpo dell’ultimo disperso: 8 i morti accertati

Salgono a 8 le vittime del nubifragio che ha colpito la città. Un'intera famiglia è stata sepolta dall'acqua: polemiche tra il sindaco Nogarin e il presidente della Regione Rossi

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    Maltempo a Livorno, trovato il corpo dell’ultimo disperso: 8 i morti accertati

    Sono svanite le speranze di trovare vivo Gianfranco Tampucci, 67 anni, dato per disperso dalla notte del nubifragio a Livorno. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nella mattina di martedì, facendo così salire a 8 i morti accertati. Il ritrovamento è avvenuto nella zona dei Tre ponti da parte di alcuni volontari e vigili del fuoco che stavano spalando fango e detriti. Si tratta della stessa zona dove nel pomeriggio di lunedì era stato trovato il cadavere di Martina Bechini, 34 anni, che risultava scomparsa dal giorno del nubifragio. A ritrovare la donna sono stati i Carabinieri che l’hanno avvistata in un giardino privato coperto di fango lungo il Rio Ardenza. La 34enne era stata travolta da un’onda anomala nei pressi della sua abitazione; anche il marito era stato travolto ma è stato fortunatamente ritrovato vivo dai soccorritori. Sono così 8 le vittime a Livorno, 9 se si conta anche il giovane morto in un incidente stradale avvenuto durante la forte pioggia.

    In attesa dei dati ufficiali della Protezione Civile, che dovrebbero arrivare nel pomeriggio, la prima stima dei danni arriva dal sindaco Filippo Nogarin che parla di una cifra intorno al miliardo di euro.

    La Procura di Livorno ha avviato un’indagine, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso “insieme alla commozione di tutta l’Italia il suo cordoglio e la sua solidarietà ai familiari delle vittime dell’alluvione di Livorno“. Il sindaco Filippo Nogarin ha scritto su Twitter che la città è stata “ferita” dal nubifragio, mentre in un secondo tweet ha aggiunto che la città è stata “devastata dal maltempo come mai prima d’ora“, aggiungendo di aver chiesto lo stato di calamità.

    Mentre a Livorno si contano i danni dell’alluvione, il maltempo si è spostato al Sud Italia. Undici le Regioni in cui è stato diramato l’avviso di allerta arancione, in particolare in Campania: scuole chiuse a Salerno e a Torre del Greco, allertati uomini e mezzi in tutte le zone sotto osservazione, già devastate dagli incendi nei mesi estivi.

    Le vittime del maltempo a Livorno

    Il maltempo a Livorno ha causato la morte di un’intera famiglia. Si tratta del marito, Simone Ramacciotti, 37 anni, della moglie, Glenda Garzelli, 35 anni, del figlio Filippo, 4 anni, e del nonno, Roberto Ramacciotti, 65 anni: il nonno si è precipitato in casa per salvare i nipotini ma è riuscito a mettere in salvo solo la nipotina Camilla, 3 anni, e poco dopo è annegato. I loro corpi sono stati trovati in un appartamento interrato di un palazzo di via Nazario Sauro, completamente allagato.

    Un’altra persona è morta in via della Fontanella: si tratta di Raimondo Frattali, 70 anni: era sceso nel seminterrato per recuperare dei documenti. La moglie e la figlia si sono salvate salendo sul tetto. La sesta vittima è stata ritrovata in via Sant’Alò: si tratta di Roberto Vestuti, 44 anni di Carrara.

    Le ultime due vittime sono state ritrovate a distanza di 24 ore tra lunedì e martedì in zona Tre Ponti. La prima a essere ritrovata è stata Martina Bechini, 34 anni: il suo cadavere è stato scoperto dai Carabinieri a due chilometri dalla sua abitazione dove era stata travolta da un’onda anomala insieme al marito. L’uomo è stato ritrovato vivo.

    L’ultima vittima accertata è Gianfranco Tampucci, 67 anni, il cui cadavere è stato ritrovato nella stessa zona da volontari e Vigili del Fuoco che stavano spalando il fango.

    Five dead, three missing in flooding in Livorno
    Livorno sommersa dall’acqua / Ansa

    Scuole chiuse a Livorno e nel vicino comune di Collesalvetti, si continua a scavare nel fango, con centinaia di volontari che si sono uniti agli abitanti e ai soccorritori per liberare strade, case e negozi dalla devastazione.

    Nella notte tra sabato e domenica sono caduti sulla città oltre 250 mm di pioggia, un evento eccezionale senza dubbio ma il territorio non ha retto: gli argini dei fiumi sono crollati sotto il peso dell’acqua e la cattiva manutenzione dei letti dei corsi d’acqua ha fatto il resto.

    Sotto accusa anche la mancata allerta: l’ondata di maltempo era prevista inizialmente su Genova e gli uomini della Protezione Civile erano già partiti verso la Liguria, dovendo poi tornare indietro e affrontare il disastro su Livorno in piena fase emergenziale.

    Siamo in piena emergenza“, ha confermato Nogarin dopo la riunione con i soccorritori. “Una situazione del genere non era prevedibile in alcun modo“, conferma il primo cittadino.

    Maltempo a Livorno, polemiche tra Nogarin e la Protezione Civile

    >>>ANSA/ NUBIFRAGIO DEVASTA LIVORNO, SEI MORTI E DUE DISPERSI

    Senza il massimo grado di allerta dunque, non sarebbero state attivate tutte le operazioni e le ordinanze necessarie, sostiene il sindaco Filippo Nogarin. “Non era in nessun modo immaginabile che potesse verificarsi una catastrofe simile“, ha insistito il sindaco Nogarin, accusando la Protezione Civile di non aver diramato l’allerta rossa. “Il livello di allerta diramato dalla Protezione Civile Regionale non era sicuramente quello massimo attestandosi su un livello arancione, rosso solo per la Liguria. Gli ultimi rilievi attestano che in sei ore sono caduti 200 millimetri di pioggia che hanno comportato l’esondazione di molti rii con un’ondata di acqua che ha letteralmente travolto la città, fatto crollare infrastrutture provocando smottamenti“, ha aggiunto.

    Le polemiche non si placano col passare delle ore e lo scontro si allarga al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Chi avrebbe dovuto o doveva pulire i canali e i fossi” non l’ha fatto, accusa il sindaco, puntando il dito contro Rossi. “La scorsa settimana scattò un altro allerta arancione e noi subito ci attrezzammo con le idrovore e tutto il resto. Poi, però, non cadde una goccia d’acqua. L’allerta arancione per noi è la normalità, tante volte ci siamo trovati a riceverlo. Diverso sarebbe stato se fosse stato allerta rosso“, insiste in un’intervista al Corriere della Sera.

    La replica della Protezione Civile arriva a stretto giro sempre dalle pagine del quotidiano di via Solferino. “Il codice arancione è lo stesso un indicatore forte di rischio. Il colore rosso sta solo a segnalare una maggiore estensione del territorio coinvolto“, ha spiegato Riccardo Gaddi, responsabile della Protezione civile per la Regione Toscana.

    Sia il sindaco che la Protezione Civile però confermano l’eccezionalità dell’evento atmosferico: dopo la siccità che ha devastato gran parte d’Italia, in sole 6 ore sono caduti 200 mm di pioggia, 250 in 12 ore.