Cosa fare per evitare le aggressioni in strada: 16 consigli alle ragazze

Spesso le aggressioni avvengono in luoghi isolati delle grandi città. Ecco allora alcuni suggerimenti da mettere in pratica quotidianamente, che possono essere d'aiuto per evitare di essere vittime di aggressione e di violenza sessuale.

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    Cosa fare per evitare le aggressioni in strada: 16 consigli alle ragazze

    Come fare a evitare un’aggressione o uno stupro? Ogni cittadino può essere preda dei malintenzionati e cadere vittima di un’aggressione per scippo o per rapina, ma non possiamo non evidenziare come siano più spesso coinvolte persone di sesso femminile, proprio perché gli aggressori le considerano più deboli o semplicemente puntano quasi sempre al raggiungimento di uno scopo preciso, come la violenza sessuale. Questo articolo è quindi maggiormente rivolto alle donne e alle ragazze, che spesso per ingenuità si mettono in situazioni pericolose e finiscono per essere in balia di persone violente. Fermo restando che ci piacerebbe vivere in un mondo dove si insegna agli uomini a rispettare le donne e a non stuprarle, piuttosto che dover dare consigli alle donne su cosa fare per non essere violentate. Perché, ricordiamolo sempre, non è la vittima dello stupro a essere responsabile della violenza subita, ma è lo stupratore a realizzare un atto criminale.

    Passando in rassegna i fatti di cronaca, constatiamo che spesso le aggressioni avvengono in luoghi isolati, nei sottopassaggi, soprattutto in orari di scarsa circolazione pedonale, e nei luoghi limitrofi alle stazioni ferroviarie delle grandi città. Ecco allora alcuni suggerimenti da mettere in pratica quotidianamente, che possono essere d’aiuto per evitare di essere vittime di aggressione. Alcune circostanze facilitanti, infatti, possono essere evitate così:

    - Evitate di percorrere strade isolate e scegliete le vie o i marciapiedi più affollati, anche se il tragitto si allunga. Nelle ore notturne evitare le vie poco illuminate e, soprattutto da soli, non attraversare parchi e giardini;

    - Uscite sempre con il cellulare pienamente carico, in modo da poterlo usare in un momento di emergenza. Nel caso usciate con il telefono parzialmente scarico, portate con voi il caricabatteria in modo da ricaricarlo appena possibile;

    - Se state passando in zone ‘a rischio’ a piedi, tenetevi in contatto telefonico con qualcuno, o fingete di parlare con qualcuno al telefono, e ad alta voce dite cose come “sì, in questo momento sono in via XXXX”;

    - Sia soli che in compagnia evitate di sostare in luoghi appartati, soprattutto nelle ore notturne;

    - Se viaggiate in bus di notte prenotare la fermata all’ultimo momento;

    - Se avete fatto tardi fuori casa cercate, se possibile, di farvi accompagnare da qualcuno che conoscete bene. In ogni caso non fatevi mai accompagnare da sconosciuti, anche se si dimostrano particolarmente gentili e disponibili, preferite un taxi;

    - Potete chiedere a chi vi accompagna in auto sotto casa di attendere qualche istante per vedere illuminarsi le finestre o di avere conferma dell’arrivo in casa dal citofono;

    - Se avete parcheggiato l’auto in un luogo isolato, controllate bene che all’interno non sia salito qualche intruso, poi salite;

    - Specialmente di notte mettete sempre la sicura alle portiere dell’auto, non aprite il finestrino per rispondere a richieste di informazioni o di aiuto se non in situazioni di evidente ed effettiva necessità, nel dubbio telefonare al 113 o al 112;

    - Se vi accorgete di essere seguite in auto di sera non parcheggiate, ma dirigetevi subito verso la questura o una stazione dei carabinieri. Se siete a piedi evitate di rifugiarvi in luoghi bui o deserti (compreso l’androne di casa propria);

    - Se siete soli, se è notte, o se vi trovate in luoghi isolati non offrite (e non chiedete) passaggi in auto a sconosciuti;

    - Non rimanete in auto a motore spento sotto casa o sotto al posto di lavoro, nemmeno per cercare le chiavi, anzi è bene prepararle mentre si arriva, e averle pronte a disposizione, senza dover frugare nella borsetta, specie se di notte;

    - Evitate di parcheggiare in box sotterranei di notte, meglio rischiare il furto dell’auto che un’aggressione;

    - Non salite in ascensore da soli con estranei che vi insospettiscono;

    - Fidatevi dei vostri presentimenti: l’istinto naturale di sopravvivenza può salvarvi. Molte donne che si sono trovate in una situazione di pericolo hanno sentito una voce dentro di sé che le ha messe in guardia di fronte al rischio. Se una persona o una situazione vi comunica una sensazione di pericolo, non ignoratela e proteggetevi;

    - Se malauguratamente siete vittime di un’aggressione, cercate di gridare il più possibile senza alcuna vergogna, e difendetevi come potete, cercando di colpire le parti più vulnerabili dell’aggressore con tutta la vostra forza. Potete usare qualsiasi oggetto: la borsa, le chiavi, i tacchi delle scarpe (infilateli in un occhio, ad esempio). Può essere utile anche tenere in tasca una lacca o deodorante spray alcolico da usare per spiazzare l’aggressore e difendersi;

    Segnaliamo anche una interessante iniziativa volta alla prevenzione delle aggressioni e contro la violenza alle donne, il progetto #unpugnodisorrisi, realizzato in collaborazione con la sezione Lotta del Cus Torino: con una serie di video protagoniste e protagonisti del mondo dello sport spiegano cosa fare in caso di aggressione e come provare a cavarsela in una serie di situazioni-tipo in cui una donna potrebbe trovarsi.

    Se ci fate caso, i bersagli facili da colpire in un aggressore sono occhi (in mancanza di oggetti si possono usare le dita da conficcare nella cavità orbitale), naso (si può usare il palmo della mano per colpirlo dal basso in alto e rompere il setto), bocca, gola, plesso solare, pancia, inguine. Per fermare l’aggressore si può usare il ginocchio per colpire in maniera acuta e forte l’inguine e i genitali, sempre usando un movimento ascendente, ma si può usare anche la punta del piede. In questo modo il dolore provocato al criminale può darvi il tempo di allontanarvi dal luogo dell’aggressione per cercare aiuto.