Bullismo, denuncia choc: «Costretto a mangiare escrementi e ad andare con la prostituta»

Un ragazzino sarebbe stato costretto a mangiare escrementi e ad andare con una prostituta sotto gli occhi dei bulli che lo tormentavano. E ancora, sarebbe stato molestato con un ombrello. Lui ha denunciato i suoi aguzzini, che però negano tutto

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    Bullismo, denuncia choc: «Costretto a mangiare escrementi e ad andare con la prostituta»

    Un ragazzino sarebbe stato costretto a mangiare escrementi e ad andare con una prostituta sotto gli occhi dei bulli che lo tormentavano. E ancora, sarebbe stato molestato con un ombrello. Lui ha denunciato i suoi aguzzini, che però negano tutto.

    Gli episodi risalgono al 2013, quando la vittima aveva 16 anni.

    Frequentava un istituto professionale in provincia di Torino, insieme a due compagni che nel giro di poco tempo avrebbero cominciato a tormentarlo.

    Inutile ribellarsi. Così ha raccontato agli inquirenti quando, preso coraggio, la vittima di bullismo ha deciso di raccontare il suo incubo: «Avevo paura ed ero rassegnato. Sino a che non ce l’ho più fatta e ho parlato di quell’inferno».

    L’inferno consisteva in una serie di angherie e umiliazioni. Come mangiare escrementi, subire molestie sessuali con un ombrello: «Mi hanno costretto a mangiare escrementi e altre porcherie. Mi hanno fatto ubriacare. Mi hanno molestato con un ombrello. E una volta mi hanno portato da una prostituta e hanno preteso che mi appartassi con lei dietro a un muretto, mentre loro stavano a guardare».

    I due presunti aguzzini negano però ogni cosa. «Non è mai successo niente di tutto questo, siamo sempre stati amici», hanno giurato ai loro avvocati.

    «Solo una volta siamo venuti alle mani durante un litigio per questioni sul calcio. Ma poi abbiamo fatto pace – hanno spiegato – Eravamo sempre insieme e spesso era lui a contattarci per uscire».

    Insomma, una vicenda torbida, come spiegano i legali dei presunti bulli: «È una questione molto delicata. Ci sono numerosi aspetti che non convincono nel resoconto della persona offesa».