Strangolò la fidanzata, ai domiciliari dopo meno di un mese

Francesco Mazzega uccise Nadia Orlando lo scorso 31 luglio, girando tutta la notte con il cadavere in auto. Esce dal carcere, avrà il braccialetto elettronico

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    Strangolò la fidanzata, ai domiciliari dopo meno di un mese

    Sono stati concessi gli arresti domiciliari all’uomo che, poco meno di un mese fa, uccise la fidanzata di 21 anni, portando il cadavere in giro per ore nell’auto. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Trieste. Lui è Francesco Mazzega, reo confesso, la vittima Nadia Orlando. Andiamo a ripercorrere passo passo questa storia, che si conclude come nessuno avrebbe potuto immaginare, con le porte del carcere aperte così presto per l’omicida.

    E’ la sera del 31 luglio quando Mazzega uccide la fidanzata, nei pressi di Lignano Sabbiadoro. Oltre che fidanzati, i due erano colleghi di lavoro. Francesco vaga tutta la notte in auto, con lui c’è anche il corpo di Nadia. Quando si presenta alla Polizia Stradale di Palmanova confessa: “Temo di aver commesso un omicidio”. E spiega di aver strangolato la sua ragazza. Da oggi, Mazzega è a casa, agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico.

    Considerato che l’uomo, 36 anni, era stato messo in galera il 10 agosto – dopo un periodo di ricovero in ospedale per evitare gesti estremi – si può dire che è rimasto in una cella per tre settimane appena. Il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo, commenta i domiciliari: “Il provvedimento non ci lascia soddisfatti. Avevamo chiesto la conferma del provvedimento del gip e valuteremo la possibilità di fare ricorso in Cassazione”.

    Lo stesso procuratore poi ammette: “Il provvedimento è in linea con lo stato della legislazione”. L’ordinanza del Riesame “mette in evidenza che il fatto è gravissimo e ravvisa il pericolo che possa ripetere fatti del genere. I giudici, però, scrivono anche che il rischio è sufficientemente salvaguardato dagli arresti domiciliari, integrati dal braccialetto elettronico”. Molto meno accondiscendente la famiglia della vittima, Nadia Orlando.

    Come un pugno allo stomaco commentano i genitori della 21enne. Il loro legale, l’avvocato Fabio Gasparini, dice: “Mai la famiglia di sarebbe aspettata infatti che, a distanza di neanche un mese dalla barbara uccisione della loro figlia, i giudici potessero concedere all’assassino un simile beneficio. Lo stato d’animo che li pervade in queste ore è quello di rabbia e sgomento. Ma non di rassegnazione”. Genitori e fratello di Nadia “continuano ad avere fiducia nella giustizia, nonostante questa inspiegabile decisione. Ciò nella speranza e nella convinzione che, al termine dell’iter giudiziario, ci possa essere una giusta pena nei confronti di un soggetto che, con un gesto orrendo e vigliacco, ha ucciso Nadia e, di conseguenza, una famiglia e un’intera comunità”.