Scritta contro i vaccini sul bus, autista di Atac pubblica la foto su Facebook

Il messaggio è apparso sul display del mezzo ed è stato pubblicato su diverse pagine contro i vaccini: l'azienda apre un'inchiesta interna

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    Scritta contro i vaccini sul bus, autista di Atac pubblica la foto su Facebook

    Una scritta contro i vaccini sul bus a Roma è finita su Facebook pubblicata dall’autista, autore del gesto, su pagine contrarie alle vaccinazioni. Il messaggio è comparso sul display dell’autobus: “Vaccinati sto ca***“, è il testo scelto dall’autista per quella che dovrebbe essere una sorta di protesta contro il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini. A scrivere il cosiddetto messaggio è stato l’autista stesso, come ha confermato sul post pubblicato su Facebook. “Scusate il termine colorito ma stamattina mi sono svegliato così e mentre lavoro e aspetto di partire ho voluto dipingere il mio bus così“, scrive l’uomo con tanto di faccine sorridenti. Atac ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna.

    Atac ha immediatamente avviato tutti gli accertamenti utili ad individuare le responsabilità e conseguenze derivanti dall’uso improprio del display di un bus di linea, che stamattina (domenica 27 agosto ndr) è stato tabellato con una scritta contro le vaccinazioni“, ha comunicato la municipalizzata dei trasporti in una nota.

    Al termine dei necessari approfondimenti l’azienda prenderà ogni provvedimento non solo a carico del conducente, ma anche di eventuali altri responsabili, che col proprio comportamento avessero favorito, in qualsiasi modo, la grave e inaccettabile violazione dei regolamenti aziendali e conseguente danno all’immagine della società“, conclude la nota.

    L’autista ha pubblicato il messaggio sul gruppo Facebook “Genitori e Bambini liberi e sani”, pagina che si scaglia contro i vaccini, sostenendone tutte le bufale sulla pericolosità e che si dichiara pronta a ogni battaglia legale contro i vaccini obbligatori.

    Il post è stato poi rimosso per evitare di “dare armi” alle polemiche, ma l’immagine aveva già fatto il giro del web ed era già stata postata su altri social.