Igor il russo e la fuga nel bosco: ‘Ecco perché non l’abbiamo fermato’

I dettagli della clamorosa fuga di Igor il russo, il latitante serbo ricercato ovunque per tre omicidi commessi in Emilia Romagna aveva incrociato una pattuglia di carabinieri in borghese ma venne lasciato andare

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    Igor il russo e la fuga nel bosco: ‘Ecco perché non l’abbiamo fermato’

    Igor il russo era stato intercettato l’8 aprile scorso nelle campagne del ferrarese subito dopo l’omicidio di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria di Portomaggiore freddato mentre si trovava nelle campagne emiliane nel consueto giro di controllo antibracconaggio. Igor-Norbert Feher si trovava solo, a bordo di un fiorino bianco rubato, quando una pattuglia di carabinieri in borghese lo ha incrociato ma nessuno ha pensato di fermarlo, o meglio: “Non c’erano le condizioni di sicurezza per potergli sparare”, scrivono i militari in un verbale. Così il serbo Igor, il killer responsabile anche dell’omicidio di Budrio, è fuggito sparendo come per magia nel bosco nei pressi di via Spina, a Molinella, trasformandosi nell’uomo più ricercato d’Italia.

    IGOR IL RUSSO FUGGITO DAVANTI AI CARABINIERI

    Il dettaglio della fuga di Igor il russo è clamoroso: Norbert Feher alla guida del fiorino bianco rubato era stato incrociato da un’auto dei carabinieri, i militari lo tenevano d’occhio a una distanza di 100/150 metri. Come in una scena di un film, il ricercato a un certo punto decide di invertire la marcia del furgoncino per dirigersi verso la pattuglia, con i fari abbaglianti accesi.

    NORBERT FEHER SPARITO NEL NULLA

    I carabinieri, accecati dalla luce dei fanali, decidono di non sparare, per sicurezza, e si nascondono dietro al loro veicolo in attesa di rinforzi. A quel punto Igor il russo scende dal veicolo e va verso il bosco, poi torna indietro, recupera il suo zaino, che aveva lasciato a bordo, ha tutto il tempo per tornare sui suoi passi senza che i carabinieri intervengano, e stavolta si inoltra nella vegetazione, in una zona peraltro a lui molto ben nota, sparendo definitivamente e diventando uno dei più famosi ricercati più pericolosi d’Italia.

    ECCO PERCHE’ NON ABBIAMO FERMATO IGOR IL RUSSO

    “Durante le fasi di avvicinamento del soggetto – scrivono i carabinieri nel verbale – non è stato in alcun modo possibile attingerlo mediante l’utilizzo delle armi in dotazione, in quanto i militari operanti non erano in alcun modo in posizione favorevole da poter ottenere un risultato senza ulteriori conseguenze per la loro incolumità. Per cui, stante alle disposizioni e alle circostanze di tempo e di luogo, l’unica azione plausibile al momento era quella di porre un’attenta osservazione in sicurezza” si legge nella relazione redatta dai militari, anche se “durante le operazioni l’uomo non mostrava nessuna arma”. “Il soggetto – prosegue il racconto scritto – veniva costantemente monitorato, e mediante contatto via telefono la centrale operativa veniva costantemente informata. I militari venivano esortati a mantenere la calma e a limitarsi ad osservare i movimenti dell’individuo”, in attesa dei rinforzi, che stavano per arrivare. In realtà, la ricerca da quel momento in poi non ha dato più esiti, in quel boschetto Norbert Feher non è mai stato trovato. E finora non è stato visto da nessun’altra parte, segno che Igor il Russo è riuscito impunemente a fuggire dopo aver ucciso 3 persone.

    LA REAZIONE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME

    A quattro mesi di distanza dalla morte del padre, Francesca ed Emanuele Verri, figli del volontario ucciso da Igor, hanno commentato la notizia emersa oggi dagli atti ufficiali: “Continuo a rimanere allibita – dice Francesca – la voce della mancata cattura era girata, ma mi era anche stato detto che non era del tutto vera. Ora spunta questo documento. Io ormai, dopo tanti mesi di attesa, non so più a cosa credere”.

    I MILLE VOLTI DI IGOR ‘IL RUSSO’