Casa vacanze calabrese non accetta gay e animali

Coppia di ragazzi napoletani aveva prenotato per fine agosto, ma il titolare ha fatto capire che non avrebbe accettato omosessuali nella sua guest house

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    Casa vacanze calabrese non accetta gay e animali

    Non accettiamo gay e animali“. Così il titolare di una casa vacanze calabrese della frazione Santa Maria, a Ricadi, vicino a Tropea, ha rifiutato la prenotazione di due ragazzi di Napoli. L’episodio di discriminazione è salito agli onori della cronaca perché la coppia omosessuale si è rivolta all’Arcigay di Napoli. Che ha chiesto di togliere il nome della guest house da booking.com e dagli altri siti di prenotazione turistica.

    Gennaro, questo il nome di uno dei due ragazzi, ha raccontato: “Quando ho letto questo messaggio mi è cascato un silos di acqua gelata addosso. Nella mia mente si è materializzata l’immagine drammaticamente famosa dei cartelli nazisti esposti fuori ai negozi, con i quali si proibiva l’ingresso ai cani e agli ebrei. Ma da allora sono passati settanta anni e questa storia non può essere ignorata”. Gennaro si è rivolto pure al linguista Massimo Arcangeli, che ha pubblicato la storia sulla sua pagina Facebook.

    “Io e il mio compagno eravamo alla ricerca di una struttura dove poter trascorrere alcuni giorni di vacanza a fine agosto. Dopo alcune ricerche abbiamo deciso di prenotare una guest house a Santa Maria dove offrivano l’uso esclusivo di una dependance e di una piscina privata. Dopo regolare prenotazione on line sulla piattaforma booking.com, venerdì sera siamo stati contattati tramite WhatsApp dal proprietario della struttura, che ha chiesto alcune informazioni aggiuntive (in particolare, voleva sapere da dove venissimo) e abbiamo approfittato per chiedergli delucidazioni in merito all’uso della casa e dei servizi offerti, e alle modalità di pagamento. Dopo averci congedati, il proprietario ha però ritenuto opportuno fare una precisazione importante, in toni anche visibilmente imbarazzati: ‘Non accettiamo gay ed animali’”.

    Gennaro fa fatica a credere che sia successo davvero: “Possibile che, in un momento storico nel quale ci si interroga politicamente sulla necessità di eguagliare le unioni incentrate sull’amore di qualsiasi genere, ci sia ancora chi, con tanta leggerezza, discrimini sulla base dell’orientamento sessuale? I soldi per l’affitto che io e il mio compagno gli avremmo dato non sarebbero stati uguali a quelli che avrebbe ricevuto da una qualsiasi coppia etero? Ti garantisco che non ci sono rimasto male per noi due: nel mio cuore ho pensato alle ricadute pesantissime che un messaggio del genere avrebbe potuto avere su un ragazzo più giovane, che fatica a riconoscersi, ad accettarsi, o che, semplicemente, è più sensibile riguardo al proprio orientamento. Nessuno deve sentirsi inaccettato”.

    L’Arcigay provinciale di Napoli si dice “indignato e disgustato da simile condotta, esprime profonda solidarietà a Gennaro e al suo compagno e chiede l’esclusione della casa vacanza dal sito www.booking.com e da tutti i siti di prenotazione turistica che non vogliano, nel 2017, rinnovare logiche commerciali razziste e antidemocratiche. Ci auguriamo inoltre un intervento deciso da parte del Comune, della regione Calabria e delle autorità predisposte alla vigilanza e al contrasto alle discriminazioni”.