Sgozza il suo cane perché ha perso il lavoro, operaio condannato

L'uomo si era giustificato dicendo che era stressato perché senza occupazione, ora sconterà 4 mesi di reclusione

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    Sgozza il suo cane perché ha perso il lavoro, operaio condannato

    Ha sgozzato e poi finito a martellate il suo cane perché aveva perso il lavoro ed era stressato. Per questo un operaio di 48 anni originario di Mazzè, in provincia di Torino, è stato condannato dal tribunale di Ivrea a 4 mesi di reclusione. L’uomo, un operaio agricolo, si era scagliato con violenza contro il cane, un meticcio di taglia media di 11 mesi, infierendo su di lui perché “troppo vivace”. A denunciare il fatto era stato un vicino di casa che aveva allertato il canile di Caluso, a circa 4 km dal paese, allarmato dai latrati: giunti sul posto anche i Carabinieri, hanno trovato il cadavere del cane sepolto nel giardino di casa.

    L’autopsia ha confermato che è morto per il profondo taglio alla gola, oltre a riscontrare i colpi inferti sul corpo col martello. Fu lo stesso imputato al processo a spiegare le motivazioni del folle gesto: l’uomo si sarebbe scagliato contro il cane di sua proprietà perché stressato dalla perdita del lavoro e perché i genitori non lo avrebbero voluto in casa.

    L’episodio risale al maggio del 2014 e scatenò le proteste di molti animalisti che si recarono nel comune del torinese per protestare contro il folle e violento gesto dell’uomo. Ora, la condanna, a 4 mesi, contro gli otto chiesti dalla Procura.