Donna incastrata nella metro a Roma, macchinista sospeso e indagato per lesioni

Fa discutere il caso della donna rimasta incastrata e trascinata dalla metro a Roma. A passare i guai rischia di essere il macchinista, Gianluca Tonelli, sospeso e indagato per lesioni: «So che ho sbagliato e sono devastato, ma il sistema di sicurezza non mi ha segnalato niente»

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    Donna incastrata nella metro a Roma, macchinista sospeso e indagato per lesioni

    Fa ancora discutere il caso della donna rimasta incastrata e trascinata dalla metro a Roma. La 43enne è ricoverata in gravi condizioni, con diverse fratture, ma non è in pericolo di vita. A passare i guai adesso è il macchinista, che si è detto «devastato» da quanto accaduto. Gianluca Tonelli è stato sospeso dal lavoro e risulta indagato per lesioni.

    È successo mercoledì sera, quando Natalja Garkovic, di origini bielorusse, è rimasta incastrata in un vagone diretto a Laurentina, nella stazione metro di Roma Termini. Nei video di sorveglianza si vede la donna che, proprio mentre le porte del convoglio si stanno chiudendo, entra nel vagone ma ci ripensa ed esce subito dopo.

    Rimanendo incastrata, a causa delle buste della spesa. Quella di entrare al volo mentre le porte della metro si chiudono, a dire il vero, è una cattiva abitudine molto diffusa nella metropolitana di Roma.

    A quel punto il macchinista, intento a mangiare e forse distratto proprio per questo, nonostante controlli due volte lo specchio retrovisore, chiude le porte e riparte. Senza accorgersi che sta trascinando via la donna rimasta incastrata. E senza accorgersi delle urla dei passeggeri all’interno e all’esterno del treno.

    Il macchinista prosegue la sua corsa fino alla stazione successiva e solo allora viene fermato e si rende conto dell’accaduto.

    La donna si salva solo perché, dopo diversi tentativi, i passeggeri azionando il freno di emergenza e riescono a far socchiudere le porte, permettendole di staccarsi dal treno. Altrimenti, con ogni probabilità, non staremmo parlando solo di fratture.

    Macchinista sospeso dalla paga e indagato per lesioni

    Atac fa sapere di aver «iniziato a esaminare tutto il materiale disponibile utile a comprendere il terribile accaduto. Sono stati esaminati i filmati, il materiale e gli impianti e da subito è stata costituita una commissione di inchiesta, che sta procedendo con gli organismi di vigilanza (Ministero Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Lazio) preposti a valutare tutti gli elementi per la corretta ricostruzione dei fatti e le effettive responsabilità».

    Il macchinista, Gianluca Tonelli, è stato sospeso dalla paga e dal servizio, e risulta indagato per lesioni dalla procura di Roma, che ha acquisito undici filmati di videosorveglianza.

    Il macchinista: «Ho sbagliato, ma il sistema di sicurezza non mi ha segnalato niente»

    Lui si è sfogato così al Corriere. Ha ammesso l’errore e si è detto devastato per la donna. Ma, a sua discolpa, ha sottolineato le falle nel sistema di sicurezza «È vero, non dovevo mangiare in servizio, so che ho sbagliato e sono devastato per quello che è successo a quella donna. Ma nel video si vede anche che guardo due volte nello specchietto, non sono stato avventato. La signora ha fatto una manovra strana salendo e scendendo, il sistema di sicurezza non mi ha segnalato niente e sono ripartito. Ora la cosa più importante è che lei guarisca presto».

    E ancora: «È stata una fatalità. Facciamo turni massacranti, cinque ore senza una pausa per andare in bagno, il caldo, il poco ossigeno in galleria. Ho sbagliato, ma altre cose sono andate storte».

    Il Codacons difende il macchinista

    A (parziale) difesa del macchinista arriva il Codacons, che si chiede perché non abbiano funzionato i sistemi di sicurezza: «Ancora una volta un grave incidente nel settore dei trasporti pubblici viene interamente scaricato sui dipendenti attribuendo le responsabilità all’errore umano – afferma il presidente Carlo Rienzi – È evidente a tutti che il treno non sarebbe dovuto ripartire con le porte aperte. Altrettanto palese è che i sistemi di emergenza a bordo devono funzionare tutti e correttamente e, in base a quanto emerso, nonostante l’azionamento delle leve il treno non si sarebbe fermato e le porte non si sono aperte in tempo utile».