Stockisti chiuso, tutto quello che c’è da sapere per chi ha acquistato sul sito di e-commerce

I consigli della Polizia postale dopo l'oscuramento del sito per un'evasione fiscale da 50 milioni di euro

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    Stockisti chiuso, tutto quello che c’è da sapere per chi ha acquistato sul sito di e-commerce

    Il caso di Stockisti e l’oscuramento del sito richiesto dalla Polizia Postale per un’evasione fiscale da 50 milioni di euro sta preoccupando non poco gli utenti e chi ha acquistato dal sito di e-commerce. Per questo, la stessa Polizia Postale e le associazioni di consumatori stanno divulgando informazioni su cosa fare in caso di acquisto. La prima cosa da sapere è che chi ha comprato qualcosa dal sito non rischia nulla, come ha chiarito all’Agi Nicola Zupo, Dirigente del Compartimento Polizia Postale. Nessun rischio dal punto di vista legale e per le consegne, ma cosa bisogna fare per tutelarsi da eventuali mancate consegne?

    Come anticipato, il primo punto da tenere a mente è che chi ha fatto acquisti su Stockisti non rischia nulla dal punto di vista legale e su quello delle consegne. Ad aver evaso il fisco non pagando l’Iva è stata l’azienda e non il cliente finale. In più il sito non è stato chiuso, come potrebbe sembrare, visto che non è più raggiungibile, ma oscurato.

    Ecco quello che compare oggi cercando Stockisti

    La differenza è fondamentale e non puramente lessicale: con l’oscuramento, il sito in teoria non dovrebbe essere raggiungibile dall’Italia, ma basta usare i Dsn di Google (i domini pubblici e internazionali creati da Big G che di fatto cancellano la localizzazione del dominio) per accedervi e, nel caso, continuare a comprare.

    La conferma della piena operatività del sito arriva dalla stessa Ellesse srl, l’azienda milanese che ha in concessione dalla Stk Europe limited (di Malta) il marchio Stockisti: nel rispondere a uno degli ultimi post pubblicati su Facebook, gli Stockisti confermano di essere ancora operativi.

    La conferma più importante arriva da parte degli stessi utenti che suoi social stanno inondando di domande l’azienda e che stanno postando immagini e conferme degli arrivi dei loro ordini.

    In ogni caso, a livello legale il tempo massimo per la consegna è di 30 giorni dal momento dell’ordine, come ha confermato Zupo a Wired: il consiglio è quindi di attendere fino al limite massimo consentito dalla legge e solo in seguito rivolgersi alla Polizia Postale per la mancata consegna.

    Tra i consigli più utili c’è quello dell’Unione dei Consumatori che, interpellata dal sito, ha invitato gli utenti a spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede legale dell’azienda per sollecitare il recapito, in modo da avere una traccia cartacea di quanto richiesto online.

    Per quanto riguarda la garanzia del prodotto, fissata in due anni, si entra nel campo del possibile. In linea di principio, essendo la società ancora attiva, dovrebbe essere ancora valida, e di legge, dovrebbe durare due anni.

    L’alternativa, ricorda Wired, potrebbe essere quella di rivolgersi direttamente al costruttore, ma potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua perché non tutti i produttori coprono i prodotti importanti e perché la vendita tramite Stockisti ha passato al sito di e-commerce le condizioni di garanzia.