Prestano la voce al compagno disabile all’esame di maturità: «Lui ci ha sempre dato tanto»

Giorgia e Marcello, studenti dell'Istituto Manzoni di Suzzara, hanno presentato la tesina di Amrik, il compagno di classe gravemente malato. E la commissione si è commossa

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    Prestano la voce al compagno disabile all’esame di maturità: «Lui ci ha sempre dato tanto»

    Una storia bella, legata agli esami di maturità, arriva dalla provincia di Mantova. A Suzzara, due studenti dell’Istituto Manzoni, hanno prestato la voce al compagno disabile che non può parlare, esponendo la sua tesina davanti alla commissione. E qualcuno ha già ribattezzato Giorgia e Marcello gli «angeli di Amrik».

    Amrik è un ragazzo disabile, costretto sulla carrozzina e impossibilitato a parlare. Per comunicare utilizza un programma al computer che permette di associare le parole alle immagini.

    Questo non lo ha fermato dall’iscriversi allo scientifico di Suzzara. «Si era iscritto al liceo scientifico, opzione delle scienze applicate nonostante la sua disabilità grave: non esistevano precedenti», racconta alla Gazzetta di Reggio Paola Bruschi, la preside dell’istituto.

    A supportare Amrik non solo due docenti di sostegno, ma anche i compagni di classe. Due di loro, in particolare: Giorgia Vezzani e Marcello Rizzello. Lei, 19enne volontaria della croce rossa, lui musicista, a scuola sono stati ribattezzati gli «angeli di Amrik».

    Gli «angeli di Amrik»

    «Amrik usa il computer per comunicare, ma i passaggi sono lenti, ci vuole tempo. Quando è con gli amici si esprime a gesti, sguardi e sorrisi: è difficile da spiegare, ma lui si fa intendere e noi lo capiamo – racconta Giorgia, come riporta Repubblica – Abbiamo esposto noi la sua tesina perché ci sembrava giusto farlo: così ha concluso il suo percorso, con noi accanto, la nostra voce. Ora quasi ci scambiano per supereroi, ma in questi anni Amrik ci ha dato tanto dal punto di vista affettivo».

    La preside: «Disabili per noi una ricchezza»

    «Per chi lavora nel nostro istituto l’inclusione non è una questione di facciata, ma è diventata nel tempo un modo di pensare e di spendersi nella pratica quotidiana – continua la preside Paola Bruschi – Non è facile né scontato. I ragazzi diversamente abili rappresentano una sfida che ci costringe a spostare l’asse e, insieme, costituiscono una ricchezza: vedono e intuiscono ciò che normalmente il nostro occhio non coglie. Marcello e Giorgia sono diventati la felice e commovente punta di questo iceberg di inclusione a scuola».

    Questo il commento su Facebook di una professoressa dell’istituto.