Italiano ucciso a Valencia, fermato l’ex amico: l’aveva già aggredito per una questione di donne

Il presunto assassino del 32enne fermato a Ventimiglia è in carcere a Imperia, la famiglia della vittima: 'Nostro figlio doveva essere protetto'

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    Italiano ucciso a Valencia, fermato l’ex amico: l’aveva già aggredito per una questione di donne

    Svolta nel caso dell’italiano ucciso a Valencia. Marcello Cenci, barista di 32 anni da Ferrara, è stato trovato morto nella notte tra sabato e domenica sulle scale di casa nell’appartamento dove abitava nella città spagnola: il giovane è stato strangolato e sul corpo c’erano evidenti tracce di un’aggressione violenta. A ucciderlo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato un ex amico, Eder Guadarelli Mattioli, suo coetaneo, con cui aveva già avuto dei gravi dissidi in passato, fino a essere aggredito fisicamente. All’origine del gesto ci sarebbe la gelosia: Mattioli avrebbe avuto paura che Cenci gli portasse via la fidanzata.

    Il presunto killer è stato fermato a Ventimiglia e ora si trova in carcere a Imperia. I due erano stati amici, ma negli ultimi tempi il legame si era rotto con conseguenze anche gravi.

    A raccontarlo sono stati i familiari della vittima, andato a Valencia per lavoro ma anche per stare tranquillo e non incrociare l’ex amico. I due avevano avuto più di un diverbio e Cenci era già stato aggredito lo scorso anno in due occasioni, l’ultima a novembre nei pressi di Pontelagoscuro (Ferrara) con una prognosi di 20 giorni.

    Allora i genitori avevano lanciato un appello: “Nostro figlio ha bisogno di protezione, la prossima volta potrebbe succedere l’irreparabile“.

    Secondo quanto riporta la stampa locale, su Mattioli pendeva una misura di allontanamento dovuta all’inchiesta aperta nel 2016 a seguito della prima aggressione e notificata dai Carabinieri della Stazione di Pontelagoscuro col provvedimento di “divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa“: la prima udienza del processo era stata fissata tra due mesi.