Figlia di Riina chiede il bonus bebè, il comune di Corleone glielo nega

La figlia più piccola del boss mafioso sostiene di essere nullatenente e chiede i soldi allo Stato, no dal Comune e dall'Inps

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    Figlia di Riina chiede il bonus bebè, il comune di Corleone glielo nega

    Lucia Riina, figlia di Totò Riina, e il marito hanno chiesto il bonus bebè perché nullatenenti. L’incredibile vicenda è stata riportata dall’edizione palermitana de La Repubblica. Lucia, la figlia più piccola del boss mafioso, e il marito Vincenzo Bellomo hanno fatto richiesta perché non avrebbero di che vivere. Dal Comune di Corleone, al momento commissariato dopo lo scioglimento per mafia, è arrivato un doppio no, anche dopo l’istanza di Bellomo. Anche l’Inps, a cui la coppia si era rivolta in terza battuta, ha negato il diritto all’assegno. “Nessuno crede che la famiglia del capo di Cosa nostra sia nullatenente“, scrive il quotidiano e a ragione.

    Come ricorda La Repubblica, Totò Riina, di cui si è tornato a parlare a proposito di una possibile (quanto lontana) scarcerazione, aveva parlato di beni immobili e proprietà al boss della Sacra Corona Unita, Alberto Lo Russo, durante i loro colloqui nell’ora d’aria dal carcere di Opera (le intercettazioni della condanna a morte ordinata per il giudice Nino Di Matteo). Era il 2014 quando il boss di Cosa Nostra diceva al suo amico-confessore che “pure con un terzo di quello che ho sono sempre ricco“.

    Impossibile credere che una figlia del capo di Cosa Nostra non abbia di che vivere, eppure la coppia ha fatto richiesta per il bonus bebè, una tantum da mille euro erogata dalla Regione Sicilia per i genitori con reddito sotto la soglia di povertà. Al primo no ci hanno riprovato con un’istanza a firma del marito, rigettata in via ufficiale perché presentata in ritardo. Infine il terzo tentativo, all’Inps, a cui spetta l’erogazione dell’assegno mensile per i primi tre anni di vita del bambino se le famiglie non superano 25mila euro del parametro Isee: anche in questo caso hanno ricevuto un rifiuto.

    Ultima di quattro figli, Lucia Riina fa la pittrice e vende quadri dal suo sito internet. Nella scheda di presentazione si descrive come “ultimogenita di Salvatore Riina ed Antonina Bagarella, sorella più piccola di Maria Concetta, Giovanni e Giuseppe Salvatore, quindi anche nipote di Leoluca Bagarella” e sottolinea che “di me molti conoscono soltanto le chiacchiere e le polemiche“.

    Lucia è l’unica dei figli di Riina a vivere a Corleone dal 1993, dove abita anche la moglie del boss Ninetta Bagarella: Maria Concetta vive in Puglia col marito, Giovanni sta scontando l’ergastolo per 4 omicidi, e Giuseppe detto Salvo, ha l’obbligo di soggiorno a Padova ed è l’autore del libro “Riina – family life” che presentò a Porta a Porta da Bruno Vespa, scatenando enormi polemiche.

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    Le foto del suo matrimonio fecero il giro del mondo così come le sue dichiarazioni rilasciate alla tv svizzera durante il primo viaggio all’estero a Ginevra quattro anni fa. Allora disse di essere “dispiaciuta” per le vittime della mafia, ma “onorata e felice di portare il cognome di suo padre” e di non averlo cambiato perché “corrisponde alla mia identità, siamo tutti figli di qualcuno e non bisogna restare nel passato ma andare avanti“.

    Ora, per la prima volta, ha chiesto aiuto economico allo Stato perché, a suo dire, non avrebbe soldi, ma sarebbe così generosa da devolvere i suoi guadagni da artista. “Parte del mio ricavato sarà devoluto in beneficenza, ad associazioni che di volta in volta indicheremo pubblicando i bollettini del versamento effettuato“, si legge sul sito. Una generosità quanto meno strana per chi chiede il sussidio.