Serena Mollicone, ultime notizie e storia del delitto di Arce

Ultime notizie su Serena Mollicone, la studentessa di Arce trovata morta in un boschetto dell'Anitrella nel 2001. La clamorosa news sul delitto di Arce pone sotto nuova luce la caserma dei carabinieri dove la ragazze entrò viva

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    Ultime notizie su Serena Mollicone, la studentessa di Arce trovata morta in un boschetto dell’Anitrella nel 2001. Guglielmo Mollicone, il papà della ragazza, ha sempre chiesto giustizia e verità per la figlia, anche andando a Chi l’ha visto, per fare luce sul delitto di Arce. Ora la news della svolta è arrivata. Il colpo di scena è clamoroso: da quello che emerge dalle indagini, infatti, Serena Mollicone sarebbe stata uccisa nella caserma dei carabinieri, per poi essere trasportata nel boschetto, dove è stata rinvenuta. Ricordiamo che pochi giorni prima essere ritrovato morto, il brigadiere Santino Tuzi aveva riferito agli inquirenti di aver visto Serena entrare in caserma ad Arce alle 11 del primo giugno. Per il delitto, ora, sono stati indagati con l’accusa di omicidio l’ex comandante della caserma, l’allora maresciallo Franco Mottola, il figlio Marco e la moglie, tutti residenti a Teano. Ma perché Serena Mollicone è stata uccisa? Vediamo di seguito un riassunto della sua drammatica storia.

    ULTIME NOTIZIE SU SERENA MOLLICONE

    Sono clamorose le ultime notizie sul delitto di Arce: Serena Mollicone sarebbe stata uccisa nella caserma dei carabinieri di Arce, probabilmente perché voleva denunciare uno spaccio di droga. Ad anticipare i risultati dell’attività della Scientifica, annunciati tra l’altro dal procuratore capo di Cassino, Luciano D’Emmanuele, è stato il settimanale Giallo, su cui è comparso un reportage a firma Gian Pietro Fiore, nel quale il giornalista scrive che Serena Mollicone venne uccisa proprio all’interno della caserma di Arce, dove all’epoca era comandante Franco Mottola. Quest’ultimo, la moglie e il figlio Marco sono stati indagati con l’accusa di avere ucciso Serena.

    A tal proposito, via Facebook arriva il commento del padre di Serena, Guglielmo Mollicone: “Aspettiamo che si pronunci la Procura prima di affermare certe cose ..”

    DELITTO DI ARCE NEWS: QUEL DNA SULLA PORTA DELLA CASERMA

    A chiarire le cose a questo punto delle indagini ci ha pensato l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, la stessa specialista che era riuscita a isolare il Dna di “Ignoto 1” sul cadavere della piccola Yara Gambirasio. Dalla sua perizia durata 16 mesi sul cadavere di Serena è emerso un dato rilevante circa le lesioni presenti sulla testa della giovane, risultati compatibili con lo sfondamento di una delle porte di un alloggio della stazione dei carabinieri di Arce, all’epoca disabitato. La mattina della sparizione di Serena, quello stesso alloggio venne fatto immediatamente pulire dai Mottola. Ma sulla porta dell’appartamento nella caserma di Arce dove sarebbe stata uccisa Serena sono state ritrovate anche le tracce di un pugno che corrisponderebbe proprio alla mano di uno dei tre indagati per omicidio.

    SERENA MOLLICONE E LA MORTE DI SANTINO TUZI

    L’11 aprile del 2008, tre giorni dopo essere stato ascoltato in Procura sull’uccisione di Serena Mollicone e aver fornito dettagli importanti sulla presenza della ragazza presso la caserma dei carabinieri di Arce nel giorno della sua scomparsa, Santino Tuzi, brigadiere dei carabinieri in servizio presso lo stesso comando, si tolse la vita sparandosi con la Beretta d’ordinanza. In principio la Procura di Cassino non credette all’ipotesi della morte volontaria e aprì un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio che, però, nel giro di un anno, venne derubricato a istigazione al suicidio e quindi archiviato come suicidio d’amore. Santino Tuzi si ricordava di aver visto Serena nella caserma dei carabinieri, prima della sua scomparsa, perché la ragazza voleva sporgere denuncia contro il figlio del maresciallo Mottola, per una questione legata allo spaccio di droga. Serena, dunque, da quella caserma sarebbe entrata viva e uscita morta.

    LE ULTIME ORE DI VITA DI SERENA MOLLICONE

    Il caso del delitto di Serena Mollicone è rimasto a lungo una storia di cronaca nera piena di misteri. L’omicidio di Serena Mollicone è avvenuto l’1 giugno del 2001 ad Arce, un piccolo paese in provincia di Frosinone. Il suo corpo senza vita fu ritrovato ai confini di un boschetto. La ragazza uccisa aveva le mani e i piedi legati, mentre la sua testa era infilata in un sacchetto di plastica. Il giorno in cui è scomparsa la ragazza non era andata a scuola, ma all’ospedale, perché doveva effettuare una radiografia ai denti. Verso le 9:30 di quello stesso giorno, Serena fu vista comprare della pizza in una panetteria. Alcuni testimoni la videro in piazza verso le 13:15. Serena doveva raggiungere nel pomeriggio il fidanzato, per andare in uno studio dentistico, ma non si presentò mai all’appuntamento.

    LE INDAGINI SULLA MORTE DI SERENA MOLLICONE

    Gli investigatori riuscirono ad appurare che Serena era stata tramortita con un colpo alla testa, anche se la causa della morte fu l’asfissia. Probabilmente dopo essere stata trasportata nel bosco, la ragazza non era ancora morta. Nel 2002 venne sospettato dell’omicidio un uomo che aveva un biglietto scritto da Serena. Carmine Belli, carrozziere di Arce, viene arrestato, sottoposto a giudizio, e assolto. Nel 2011 un altro colpo di scena, quando la Procura della Repubblica di Cassino iscrisse 5 persone nel registro degli indagati: Michele Fioretti, ex fidanzato di Serena Mollicone, Rosina Partigianoni, la madre di Michele, l’ex maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, suo figlio Marco e il carabiniere Francesco Suprano. I 5 indagati vennero sottoposti ad esame del dna. Nel 2017, la svolta vera, che sembra chiarire il giallo sull’ingiusta morte di una ragazzina innocente.