Rigopiano, rabbia contro il turismo macabro: «Basta selfie con le rovine»

La gente del posto, in particolare i parenti delle vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano, non ne può più di coloro che si fanno i selfie con le rovine

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    Rigopiano, rabbia contro il turismo macabro: «Basta selfie con le rovine»

    Rabbia e denunce contro i turisti macabri dell’hotel Rigopiano. La gente del posto, in particolare i parenti delle vittime della valanga che si è abbattuta il 18 gennaio sull’albergo di Farindola, Pescara, non ne può più di coloro che si fanno i selfie con le rovine.

    Dopo la tragedia dell’hotel Rigopiano, non è mai cessato l’arrivo dei cosiddetti turisti del macabro. Coloro che raggiungono le località colpite dalle tragedie, come Amatrice dopo il terremoto, per farsi i selfie con le macerie.

    Negli ultimi giorni, dopo le denunce arrivate ai carabinieri dai familiari delle vittime («Basta foto con le macerie, non si rispetta il nostro dolore»), sono state identificate e denunciate alcune persone. Tra loro due bambini e un uomo sanguinante sulla testa, probabilmente per uno scivolone sulle rovine. Le forze dell’ordine assicurano che tutto è sotto controllo, ma i controlli continueranno.