Selfie estremi: rischiare di morire (o morire) per un like sui social

A «Le Iene» Fabio Rovazzi racconta la moda dei selfie estremi o «daredevil selfies», dei morti per selfie e di Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov, la coppia russa che sfida la morte in cima ai grattacieli più alti del mondo

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    Selfie estremi: rischiare di morire (o morire) per un like sui social

    Con l’inchiesta di Fabio Rovazzi a «Le Iene» si torna a parlare dei selfie estremi, la folle e suicida moda che impazza tra i giovani. Gli «extreme selfies» o «daredevil selfies» sono una vera e propria sfida alla morte, dove spesso a perdere è però la vita. I morti per i selfie, più di 120 nel mondo negli ultimi anni, hanno riempito anche le pagine di cronaca nera italiane.

    Ragazzini che muoiono per un like su Facebook o per avere più followers su YouTube. Una morte stupida, per emulare degli imbecilli come Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov, la coppia russa che gira i continenti per scattarsi i selfie in cima ai grattacieli più alti del mondo.

    I selfie estremi di Angela Nikolau e Ivan Kuznetsov

    Angela e Ivan almeno sono dei professionisti: per camminare sui cornicioni a centinaia di metri di altezza si allenano e guadagnano pure, perché portano milioni di visualizzazioni e le aziende gongolano. Chi se ne frega se rischiano di morire o se spingono orde di stupidi giovanissimi a sfidare la morte per emularli: è il business. Qui il servizio de Le Iene, con Fabio Rovazzi che li ha seguiti fino in cima ai grattacieli di Dubai per filmare la loro follia.

    Rovazzi, Iena per un giorno e padre del tormentone-cafonata “Andiamo a comandare”, nel servizio si è mostrato molto critico nei confronti della moda dei selfie estremi, recandosi nei dintorni di alcune scuole per parlarne con alcuni ragazzini. I quali hanno ammesso che sì, molti di loro fanno selfie estremi per «sentirsi fighi» e per avere più like. Una generazione dove si rischia di morire per un fottuto like su Facebook.

    Selfie estremi sui binari con il treno in arrivo

    La maggior parte delle volte le bravate dei selfie estremi finiscono bene. Il video con l’imbecille di turno che si appiattisce sui binari con il treno che gli passa sopra solo sfiorandolo finisce in rete, portando i tanto agognati like. O come il video del cretino che resta immobile sul binario spostandosi solo pochi secondi prima dell’arrivo del treno ad alta velocità. Di video così la rete è piena, noi ci rifiutiamo di fare pubblicità. Spesso i selfie estremi finiscono in incidenti, come quello capitato a una ragazza di 18 anni precipitata dal tetto di una fabbrica nel Trevigiano: era intenta a scattarsi il selfie, ma ha perso l’equilibrio ed è caduta. Se l’è cavata con alcune ossa rotte e un trauma facciale. E le è andata bene.

    Morti per i selfie estremi in Italia

    Spesso i selfie diventano killfie: i selfie che uccidono. Anche in Italia, dove negli ultimi mesi sono morti due ragazzi. A marzo un tredicenne è morto vicino Soverato, in Calabria, travolto dal treno in corsa: insieme a due amici si era messo sui binari con lo smartphone pronto a scattare il selfie prima dell’arrivo del convoglio. Ma il ragazzino ha sbagliato i tempi ed è morto. Salvi, per miracolo, i compagni. Poche settimane fa, a Livorno, un 18enne romano è salito su un locomotore fermo in stazione per un selfie, ma è rimasto folgorato dall’alta tensione.

    Morti per i selfie estremi nel mondo

    Secondo uno studio della Carnegie Mellon University (USA) e dell’Indraprastha Institute of Information Technology (New Delhi, India) pubblicato a novembre del 2016, negli ultimi due anni 127 persone sono morte per scattarsi selfie estremi. La maglia nera spetta all’India, dove il cosiddetto killfie ha fatto 76 morti. Le attività più mortali? I selfie in cima agli edifici o in vetta a una montagna.