Obama a Milano e non solo: quanto costano i public speaking dei vip

Il costo per partecipare all'intervento con Obama a Milano non è neanche dei più alti

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    Obama a Milano e non solo: quanto costano i public speaking dei vip

    L’arrivo di Barack Obama a Milano e soprattutto il costo del biglietto da 850 euro ha sollevato alcune polemiche. L’ex presidente e la moglie Michelle erano già stati al centro dell’attenzione mediatica per i 65 milioni di dollari pagati dalla casa editrice Penguin Random House per le loro due autobiografie degli anni alla Casa Bianca, cifra che aveva fatto storcere il naso a molti. Gli Obama non sono certo gli unici leader politici o vip ad avere un cachet così alto: in realtà tutti i vip che tengono i cosiddetti public speaking, cioè i discorsi in pubblico, hanno un costo che può essere molto alto: vediamone qualcuno.

    Prima di passare all’elenco dei costi dei public speaking dei vip, una precisazione: i vip hanno tutti un cachet, cioè un prezzario delle loro apparizioni, comparsate, ospitate e altro.

    Se si paga una qualsiasi persona famosa per comparire in uno show, è più che normale pagare un leader internazionale per tenere un discorso e partecipare a convegni e incontri pubblici, anche perché è un’attività che possono svolgere solo da ex, da privati cittadini e non da personalità pubbliche. Ci sono poi eventi di beneficenza o raccolte fondi anche politiche che sfruttano la presenza di vip e leader per chiedere biglietti a costi molto elevati, da destinare a determinati progetti.

    Obama: 850 euro

    Il primo della lista è ovviamente Obama, atteso a Milano per l’intervento al convegno sul cibo e alimentazione Seed&Chips: per partecipare all’incontro, sentire il discorso da 45 minuti e seguire il dibattito è necessario acquistare il biglietto che vale per tutti i 4 giorni della manifestazione al costo di 850 euro.

    Mikhail Gorbaciov: 1.700 euro – 10mila sterline

    LaPresse

    Una cena con l’ex leader russo Michail Gorbaciov, organizzata in occasione di una raccolta fondi contro il cancro, ha avuto un costo di 1.700 euro. L’occasione di sentire da vicino il premio Nobel per la Pace viene sfruttata al meglio per una buona causa ma c’è chi ha speso molto di più. L’Ark Gala, evento mondano di beneficenza organizzato a Londra dal hedge fund manager svizzero Arpad Busson dal 2012 fino al 2013, ha raccolto oltre 100 milioni: il solo biglietto d’ingresso costava 10mila sterline. Nel 2007, ad aprire l’evento ci fu Bill Clinton, lo show musicale fu firmato da Madonna e Prince e venne messa all’asta una cena con Gorbaciov.

    Bill e Hillary Clinton: 350mila dollari

    Per raccogliere fondi da destinare alla campagna elettorale di Hillary Clinton, si era mobilitata mezza Hollywood, a partire da George Clooney: l’attore aveva organizzato una cena elettorale a San Francisco dal costo di 350mila dollari per un tavolo da due.

    Tony Blair: 10mila sterline

    LaPresse

    I leader politici possono essere ritenuti dei vip a tutti gli effetti, anche quando non sono particolarmente amati. Nel 2010 un imprenditore scozzese, sostenitore dei laburisti, partecipò a un’asta e strappò un biglietto da 10mila sterline per cenare da solo con l’ex premier britannico Tony Blair nel corso di una serata di gala: nella stessa occasione venne venduta una cravatta del laburista Jeremy Corbin a 350 sterline.

    Bob Geldof: 100 euro – 100mila sterline

    LaPresse

    Gli stessi vip possono diventare dei leader politici, come nel caso di Bob Geldof che dagli anni Ottanta si occupa di beneficenza, battaglie sociali e politiche e raccolta fondi con eventi mediatici come il Live Aid. Come molte personalità di spicco, Geldof ha un cachet che parte da cifre ragionevoli (100 euro) ma può arrivare a livelli molto alti (65mila euro). Secondo la stampa australiana, nel 2008 tenne un discorso al Diversity at Work Awards, evento sulla povertà tenutosi al Crown Palladium di Melbourne: in quell’occasione avrebbe chiesto 100mila dollari.

    Silvio Berlusconi: 70mila euro

    Il modello anglosassone delle cene elettorali, cioè eventi di raccolta fondi a favore di un candidato, è arrivato anche da noi grazie a Silvio Berlusconi, il primo in Italia a rendere un evento più mediatico che politico anche nell’era dei finanziamenti pubblici ai partiti. Passati i tempi dei fasti milanesi e romani, l’ex Cavaliere ha continuato a usare la sua popolarità per raccogliere fondi da destinare ad attività benefiche. Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia, il leader di Forza Italia ha messo all’asta tramite Charity Stars una colazione con lui da destinare alla Croce Rossa in favore dei terremotati: a vincere è stata una signora, rimasta anonima, che ha pagato 70mila euro per un tête-à-tête con lui.

    Matteo Renzi: 1.000 euro

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    Anche sul versante del centrosinistra non sono mai mancate le cene elettorali. Finiti i tempi delle Feste dell’Unità piene di gente, il mondo della sinistra italiana ha abbracciato l’evento modano, da Rutelli a Veltroni. L’ultimo a tener banco sui media è stato Matteo Renzi che nel 2014, dopo la fine dei finanziamenti pubblici ai partiti, ha organizzato cene di autofinanziamento per il PD a Milano e Roma. Il costo? Mille euro a testa per un massimo di mille partecipanti all’evento capitolino.