Discute la tesi e dedica la laurea al papà morto pochi giorni in un agguato

La giovane ha voluto dedicare la sua laurea in Farmacia al padre, netturbino di Bari ucciso in un agguato qualche giorno prima

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    Discute la tesi e dedica la laurea al papà morto pochi giorni in un agguato

    Ha discusso la tesi e l’ha dedicata al papà, morto poco giorni prima in un agguato ancora senza risposta, scoppiando in un pianto liberatorio. La storia è quella di Rita Amedeo, figlia di Michele Amedeo, netturbino di Bari ucciso davanti all’azienda di raccolta rifiuti prima di cominciare il turno notturno: il coraggio di Rita è stato raccontato dal Corriere del Mezzogiorno. La ragazza voleva fare una sorpresa al suo papà, che l’aveva sempre sostenuta negli studi, e gli aveva dedicato la tesi, facendo mettere la dedica nero su bianco sul testo della tesi. Non poteva immaginare che pochi giorni prima della discussione qualcuno le avrebbe strappato il suo amato papà, ma lei non si è arresa: ha discusso la tesi e solo alla fine, quando l’ha dedicata a lui, è scoppiata in un pianto liberatorio.

    La morte di Michele Amedeo è ancora un mistero su cui gli inquirenti stanno cercando di fare luce. Il 50enne è stato vittima di un agguato avvenuto davanti alla sede della municipalizzata di Bari la notte del 25 aprile, poco prima di prendere servizio per il turno notturno.

    L’uomo, incensurato, è stato colpito da colpi di arma da fuoco, sparati da un’auto che si è affiancata alla sua appena parcheggiata: è stato lui stesso a descrivere la dinamica dell’aggressione ai poliziotti intervenuti sul posto. Ricoverato in ospedale, è morto poco dopo. Gli inquirenti stanno valutando ogni pista, compresa quella dell’errore, sostenuta anche dal cognato.

    Per la famiglia è stato un colpo troppo forte, specie per Rita che solo tre giorni dopo aveva in programma la discussione di laurea. La giovane non ha voluto rinunciare a questo momento così importante proprio in memoria del padre che le era stato a fianco fino alla fine, in attesa di sentire la fatidica formula e di poterla chiamare “dottore”.

    Così, Rita ha discusso la tesi ed è rimasta concentrata fino all’ultimo: quando le hanno conferito il titolo di dottore di Farmacia, solo allora si è lasciata andare in un pianto liberatorio. “Ringrazio il mio papà, per l’interesse dimostrato verso ciò che studiavo, per avermi da sempre fatta sentire la ‘farmacista’ di casa, mostrandosi sempre dalla mia parte“, ha voluto aggiungere nella dedica al suo amato papà.