Alessia è la prima transessuale che si sposa

Corona il suo sogno con il compagno con cui convive da sette anni ed è la prima volta per una trans (sessualmente ancora parzialmente uomo)

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    Alessia è la prima transessuale che si sposa

    Coronerà oggi il suo sogno d’amore, ossia il matrimonio. Alessia Cinquegrana, ex Miss Trans 2014, sposerà Michele Picone, il compagno con cui convive da sette anni ad Aversa, in Campania. Si tratta della prima trans (ancora sessualmente maschio), in Italia, a fare questo passo, normale quindi che sia sulle prime pagine dei giornali, intervistatissima e felice di poter essere sotto le luci della ribalta.

    Alessia ha combattuto e ora dedica questa vittoria “a tutte quelle che, come me, sono nate in un corpo sbagliato”. Ha 29 anni, Alessia, insegna balli latino americani ed è stilista. Non era mai capitato, prima, che si potesse celebrare un matrimonio con una transessuale che non ha ancora completato il cambiamento di sesso: “Ma sono sempre stata femmina dentro, fin da bambina”. Anni di cure e di operazioni, finalmente ha il volto e il corpo di una ragazza. Il tribunale di Napoli l’ha dichiarata ufficialmente donna, ma manca l’intervento chirurgico finale.

    Il sindaco di Aversa, Domenico De Cristofaro, celebrerà il matrimonio civile. “E’ la vittoria di noi trans: poter cambiare genere senza per forza dover cambiare sesso”. Una legge, la 164 del 1982, prevedeva che si potesse cambiare identità soltanto dopo l’operazione chirurgica di rettifica degli organi genitali; una sentenza datata 2015, della Cassazione, ha dato un taglio netto a questa definizione: la nuova identità può essere riconosciuta anche senza la trasformazione definitiva. Non è stata una vita facile quella di Alessia: il padre l’ha rifiutata ed è scappato. Ha avuto al suo fianco, però, la madre e “due sorelle e un fratello che adoro”.

    Per il grande giorno, Alessia ha scelto un completo rosa cipria: “Il bianco lo riservo alla festa che faremo a luglio, dove avremo anche la benedizione religiosa. Sono devota alla Madonna di Sant’Anastasia, ci tengo. Del resto, Michele e io ci siamo incontrati proprio lì, durante una processione”. Non ci saranno i parenti di Michele, che non approvano. Ma lei si è sempre sentita donna: A 12 anni già mi facevo la ceretta perché le mie gambe sembrassero quelle di una ragazza. Poi, piano a piano, ho trovato i contatti a Napoli con le associazioni di transessuali e a 18 anni ho iniziato la mia trasformazione. Una gioia e un calvario insieme. Da allora, mio padre non mi parla più. A scuola mi prendevano in giro, ma sono sempre stata gentile con tutti e le cose non sono mai andate oltre”.

    Tanti gli interventi a cui si è sottoposta: al seno, alle corde vocali, cure ormonali, operazioni su operazioni: “Ma oggi sono contenta del mio fisico. Mi vedo bella. E nel 2014 ho vinto anche il concorso di Miss Trans”. L’ultimo intervento? “Mi sono fermata perché ho avuto paura, non ce la facevo più. Dopo l’operazione alle corde vocali, sembrava che non potessi più parlare. Ho avuto paura. Troppo dolore. Ma io sono una donna anche così. E Michele è d’accordo, come i giudici. La mia causa per ottenere i documenti nuovi è stata velocissima. La giudice mi ha guardato e ha detto: come potrei rifiutare questa rettifica, davanti a me c’è una donna”.

    Ha ancora un sogno, Alessia, e lo rivela a ‘Repubblica’: “Vorrei diventare mamma. Con Michele vorremmo adottare. Magari con un miracolo della Madonna dell’Arco”.