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Atti osceni in luogo pubblico, depenalizzazione: cosa si rischia?

Atti osceni in luogo pubblico, depenalizzazione: cosa si rischia?

Cosa si rischia dopo la depenalizzazione del reato penale di atti osceni in luogo pubblico? Vediamo tutte le sanzioni previste in seguito alla depenalizzazione di atti osceni in macchina, per strada e in altri luoghi pubblici

da in Cronaca, Polizia, Reati
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    Atti osceni in luogo pubblico, depenalizzazione: cosa si rischia?

    Come sappiamo il reato penale di atti osceni in luogo pubblico è stato depenalizzato e inserito tra gli illeciti civili. La depenalizzazione del reato di atti osceni in luogo pubblico, dunque, comporta anche un cambiamento per ciò che concerne la pena che si applica a chi è colto in atteggiamenti osceni in automobile, per la strada o in altri luoghi non appartati e frequentati abitualmente da persone. Cosa si rischia se si viene beccati mentre si stanno facendo atti osceni in luogo pubblico? Vediamolo di seguito.

    Ebbene, al posto della pena massima di tre anni di reclusione, per chi sarà ritenuto colpevole di atti osceni in luogo pubblico, dopo la depenalizzazione è prevista una semplice sanzione amministrativa, ovvero una multa decisamente salata che potrà arrivare da 5mila fino a un massimo di 30mila euro.

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    Con la depenalizzazione varata dal Governo Renzi nel gennaio 2016 gli atti osceni sono puniti solo con una pena che consiste nel pagamento di una somma di denaro, e non più con la detenzione in carcere. La sanzione amministrativa per chi commette atti osceni in luogo pubblico (ad esempio manifestando nudità, praticando autoerotismo o facendo sesso in auto) potrà arrivare al massimo fino a 30mila euro, non essendo più considerabile un reato penale.

    Occorre però che l’atto sia effettuato in un luogo pubblico (come una piazza, un bosco), in luogo aperto al pubblico (che può essere anche privato, ma frequentato da persone, come il pianerottolo di casa, un cinema o una biblioteca) oppure in un luogo esposto al pubblico (non accessibile pubblicamente ma di facile osservazione, come la terrazza di casa o l’automobile).

    Anche per contrastare il rallentamento della macchina giudiziaria, gli esperti parlamentari hanno deciso di convertire la sanzione prevista dall’articolo 527 del codice penale italiano in una semplice multa perché spesso i procedimenti di questo tipo finivano semplicemente in un nulla di fatto, cioè quasi sempre archiviati per prescrizione del reato.

    Dopo la penalizzazione, quindi, appartarsi in auto non costituisce più un reato penale, ma attenzione perché vigono delle eccezioni.

    C’è da ricordare che ci sono delle eccezioni per alcune ipotesi particolarmente gravi del reato di atti osceni in luogo pubblico, per le quali resta la pena della reclusione. Si applica quindi la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano. Inoltre, come viene riportato nell’articolo 527 del CP, viene applicata una ulteriore multa: “Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309″.

    Secondo quanto stabilito dalla Cassazione, c’è differenza tra atti osceni e atti contro la decenza pubblica. Ecco in cosa si distinguono i due casi: gli atti osceni provocano turbamento e disgusto e offendono gravemente il senso di pudore sessuale, mentre gli atti contrari alla pubblica decenza sono quelli che provocano fastidio perché fuori dalla morale comune e considerati riprovevoli.

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